È una partita che si gioca sul filo del tempo e delle emozioni, più che sui numeri. Giacomo Raspadori è al centro di un intrigo di mercato che assomiglia a una sfida a scacchi, dove ogni mossa pesa e l’attesa diventa strategia. La Roma aspetta, la Lazio ci prova, l’Atletico Madrid studia le proposte, il giocatore riflette. E intanto il conto alla rovescia scorre: l’8 gennaio è lì, subito prima della partenza per l’Arabia, e segnerà un punto di svolta.
L’affare Raspadori è un gioco ad incastri
L’arrivo di Raspadori in giallorosso non è una corsa in discesa, ma un gioco di incastri. L’Atletico non lo considera incedibile e, anzi, se riuscisse a rientrare dei 22 milioni investiti in estate, lo saluterebbe senza troppi rimpianti. Dall’altra parte c’è però il nodo più complesso: la testa del calciatore. Raspadori è dentro una battaglia emotiva che sta rallentando un affare che Massara avrebbe voluto chiudere già da giorni. Andare via ora, scegliere un club dove tornare protagonista da titolare in Serie A e in Europa, oppure restare a Madrid e giocarsi ogni singola chance almeno fino a giugno, per dimostrare di non aver mollato e provare a conquistare Simeone? Il dilemma è tutto qui.
Le mosse di Roma e Lazio per Raspadori: è derby
La Roma, però, si sente forte. Anche se le pretendenti non mancano, in primis la rivale cittadina. Perché la Lazio non molla la presa su Jack e sta spingendo con l’Atletico per cercare di superare la concorrenza dei giallorossi. I colchoneros all’inizio avevano chiesto Tavares come eventuale contropartita tecnica, adesso invece sul piatto potrebbe finire Guendouzi: un sacrificio in mezzo al campo per regalare un giocatore ideale per Sarri in attacco. Certo, nella trattativa tra i due club andrà trovata la quadra sulla valutazione dei cartellini di Raspadori e del francese che Lotito valuta almeno trenta milioni. Insomma, la partita è ancora aperta, il derby si gioca anche sul mercato mentre invece attualmente sembra defilato il Napoli che ha pensato a un ritorno ma deve fare i conti con un mercato a saldo zero che oggi frena la mossa. Attenzione poi all’Atalanta che pochi giorni fa ha incontrato il procuratore Tinti a Zingonia. Massara, intanto, il suo lavoro lo ha fatto: con l’Atletico Madrid un principio d’intesa è stata trovato sulla base di un prestito oneroso con riscatto obbligatorio in caso di qualificazione in Champions League, per una cifra complessiva di 22 milioni. Un’offerta aumentata una settimana fa proprio per cercare la concorrenza della rivale biancoceleste, ma che adesso chissà, potrebbe addirittura non bastare.
Sono giorni d’attesa
I club aspettano la decisione del giocatore che arriverà prima della partenza per l’Arabia dove l’Atletico giocherà la supercoppa. Il club spagnolo, nel frattempo, ha provato a spegnere i riflettori prima con smentite da fonti interne, poi con le parole di Simeone, che ha scelto il profilo basso: «Giacomo deve continuare a lavorare con la stessa responsabilità che ha sempre avuto. Il suo allenamento non lascia presagire una sua partenza. Siamo aperti a qualsiasi cosa accada, ma concentrati sulla prossima partita». Dichiarazioni di facciata, perché i numeri raccontano altro: l’ultima (e unica) gara da titolare in Liga risale al 21 settembre, in Champions l’italiano non vede il campo dal 30 dello stesso mese. Segnali che parlano chiaro.
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