TORINO – Presto per dare definizioni nette. Prestissimo per sbilanciarsi nitidamente sulle prospettive. Davvero prematuro immaginare oggi che sarà lui a diventare il play del futuro della Nazionale, magari già tra due anni agli Europei. Serve tempo, certo, ma Alessandro Romano non è una sorpresa. Almeno non per tutti. Ecco: a Cagliari nemmeno il suo più ottimista tifoso avrebbe mai immaginato di vederlo così bene nelle prime sette presenze. Cinque in campionato, due in Coppa Italia.
Romano, la Serie A da protagonista
Tutte con rendimento importantissimo. Sarà l’aria di La Spezia, come nel caso di Pio Esposito poi sbocciato ad altissimi livelli una volta tornato all’Inter, a rinfrancare i giovani talenti. Classe 2006, pure Roberto Donadoni in pochissimo tempo si è innamorato di lui, da quando a gennaio gli è stato messo a disposizione.
E di centrocampisti, l’ex ct della Nazionale, se ne intende. Lanciato da Donadoni, poi esploso con D’Angelo, al netto di una retrocessione che ha condannato i liguri al ritorno in Serie C, Romano si è costruito tutti i presupposti per approdare in Serie A da assoluto protagonista.
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