in

Como-Lipsia, Fabregas: “Partita da vincere come le altre, spero di non vedere leggerezza”


Si sente più emozionato oggi o il 19 ottobre 2004, giorno del suo esordio in Champions da giocatore contro il Panathinaikos?
“L’emozione è più impattante quando a 17 anni, molto giovane, sei al Barcellona al tuo primo anno. Ero in panchina col Celta, non ho giocato, e poi la partita dopo contro il Panathinaikos sì. Come allenatore è un po’ diverso, ho 39 anni e sono più maturo, sereno. Però c’è grande emozione, è sempre un piacere essere qua”.

La Champions è l’unico trofeo di quelli importanti che le manca. Ora che inizia un nuovo percorso, ha il desiderio di chiudere quel cerchio? Sente sensazioni differenti in questa competizione?
“La cosa più importante è godersi il viaggio, soprattutto in questa parte della mia vita e di questo progetto. Non ti dico che dobbiamo andare piano piano, questa corsa va molto veloce, ma non pensiamo troppo al domani. Quel che ti porta a fare bene tra 2-4 anni, è ciò che stai facendo ora. Dobbiamo avere la forza di creare la nostra identità, poi siamo ancora lontani dall’essere una squadra di altissimo livello. L’emozione che c’è per questa partita dobbiamo trasformarla in energia positiva da mettere in campo per provare a fare una grande prestazione”.

In questi anni spesso l’abbiamo vista in tribuna a seguire partite di Champions. Come se la immagina da vicino in panchina?
“E’ ovviamente una partita speciale. Tutti vogliamo giocarla. Più partite facciamo in Champions e più significa che abbiamo fatto bene. Domani voglio vedere la mia squadra giocare bene al calcio. Cosa significa? Vedere quel che abbiamo preparato, farsi vedere, giocare con personalità, con fame. E poi difendere forte, attaccare bene e provare a essere la squadra migliore possibile”.

A Genova, anche in quei pochi minuti che l’abbiamo visto in campo, Kean era cercato dai suoi compagni in modo diverso rispetto a Douvikas. I due interpretano il ruolo in modo diverso. Aveva detto che gli serve tempo per capire tutte le esigenze e le richieste che avete per lui. In questi giorni ha visto dei passi avanti da questo punto di vista?
“Si, ogni giorno, ogni partita, farà passi avanti. E’ un ragazzo che è arrivato con tanta voglia e fame. Ovviamente è preparato, ha 26 anni e non 19: conosce bene la Serie A, è italiano. Non sarà un problema di adattamento. Deve riconoscere alcune cose diverse da quelle fatte in precedenza e provare a fare più gol possibili”.

Di seguito la conferenza stampa di Fabregas e Da Cunha


Fonte: http://sport.sky.it/rss/sport_calcio_champions-league.xml

Fabregas: “Como, dobbiamo goderci il viaggio”

Hermoso: “Cresciuti molto rispetto all’anno scorso”