Boniek, il cuore è diviso a metà tra Roma e Torino?
«Le ho amate entrambe, visceralmente. Solo in una, però, sono rimasto a vivere. Qualcosa vorrà dire».
Roma-Juve vale la Champions?
«Se dimentichiamo per un attimo la storia e la rivalità, ci accorgiamo che vale quanto Roma-Cremonese. Certo, andare a +7 per Gasp sarebbe tanta roba. Però manca tanto e vi ricordo che io ho perso uno scudetto che sembrava già vinto».
Roma-Lecce 2-3. Ne parliamo?
«Non lo so mica come cazzo abbiamo fatto a perdere quella partita. Una pazzia del genere non la fai in tre vite».
Altre ferite?
«Al primo posto metto la finale Juve-Amburgo. Eravamo tanto tanto tanto più forti e non c’è partita tra la Champions e il campionato».
Detto dopo Inter-Bodo e Juve-Galatasaray è un manifesto delle difficoltà del nostro calcio.
«L’Inter ha deluso davvero, ma il calcio è bello perché esistono i cicli e dà opportunità a tutti».
Da ex vicepresidente Uefa, pensa davvero che il calcio italiano sia in crisi?
«Ma va, l’anno scorso l’Inter era in finale. E allora l’Atalanta? Avete pensato lo stesso quando Gasp vinceva l’Europa League o dopo la gara col Borussia? Se la rigioca 10 volte, l’Inter passa 9».
La Juve può avere un contraccolpo dopo il Galatasaray?
«Vi svelo un segreto: i calciatori fanno la doccia, escono dallo stadio e continuano la loro vita. Sono gli allenatori a essere stressati».
E Spalletti come lo vede?
«Male, non avrà dormito».
Gasperini invece dorme sonni tranquilli?
«Mica tanto, per come difende, come si muove, come attacca e come pressa la sua Roma, ne farà di ragionamenti quando spegne la luce».
I ricordi più belli in giallorosso e bianconero?
«Platini tre volte capocannoniere nei miei tre anni alla Juve, poi lo diventa Pruzzo quando vado alla Roma. La costante ero io. Mi viene da ridere quando sento parlare di Zibì seconda punta. Potevo fare 7-8 ruoli. Alla Roma ho fatto pure il difensore. E con la Polonia il centravanti: tripletta contro il Belgio. Ero un centrocampista box-to-box».
Ne nascono ancora così?
«Ai miei tempi c’erano centinaia di numeri 10. Maradona, Zico, Platini. Maiellaro ve lo ricordate? In pochi forse. Ma quanto era forte. Oggi vanno in palestra. Noi avevamo il fisico degli ottocentisti. Adesso hanno fisionomia e muscoli da sprinter. Però appena li sfiori volano per terra».
I simulatori, c’è chi non li sopporta più.
«Presente. Li detesto, come Gasp. I tifosi dovrebbero fischiarli pure se giocano per la loro squadra. È una roba vergognosa. Da anni dico che se uno richiede l’interruzione del gioco e non c’è fallo, quando si riparte deve stare due minuti fuori. Ci sono giocatori che muoiono 8-10 volte a partita».
C’è mai stato un fischio a suo favore che non ha gradito?
«Juve-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni. Sono lanciato in porta, mi stendono fuori area: rigore. Ancora mi rode. Era la mia ultima partita con la Juve e avremmo vinto con un gol mio. Potevo finire con 4 gol su 5 nelle finali».
Era la notte dell’Heysel.
«Vincere in quelle condizioni disgraziate, disastrose e disumane è stato come perdere. Infatti ho rifiutato il premio e ho devoluto la cifra alla fondazione per le famiglie delle vittime».
L’avvocato la chiamava “Bello di notte”.
«La Juve oggi pagherebbe oro per avere uno che li fa vincere la notte, quando le partite contano davvero. Con CR7 ci hanno provato, avete visto come è andata».
Che ricordo ha di Gianni Agnelli?
«Uomo estremamente intelligente. Stile unico, charme e carisma impressionanti. Con lui ti mettevi sull’attenti. Dybala e Yildiz gli sarebbero piaciuti».
E dell’ingegner Viola?
«Ero innamorato di lui. Eravamo vicini di casa, ai Parioli: ancora si poteva andare a Trigoria in mezz’ora. Lo vedevo spesso al bar con la signora. Un vero patron. Ti veniva a trovare in camera la sera prima della partita per caricarti».
Dopo tanti anni, ha capito perché allo Stadium hanno tolto la sua stella?
«Forse non mi interessa più. Pare non abbiano gradito qualche mia dichiarazione, ma io sono stato sempre onesto con tutti. Lo dissi tempo fa: do 1.000 euro in beneficienza per ogni articolo che mi portano in cui offendo la Juve, ma ancora non si è presentato nessuno. Anzi, i tifosi mi vogliono bene. Ho criticato Moggi, è vero. Sarà stata una trovata di Andrea Agnelli per avere buoni rapporti con gli ultras».
Roma-Juve come finisce?
«Temo 1-1, ma vorrei in un altro modo».
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