in

Bufera Genoa-Napoli, Orsato tira dritto: “Nessun errore su De Bruyne”


La rete segnata da Kevin De Bruyne «non è un errore». Daniele Orsato, presente in tribuna (stampa) al Ferraris sabato sera era già di questa idea nel ventre dello stadio di Genova, anche quando ha accompagnato la squadra arbitrale ai mezzi, fra pullman e van vari, che li hanno riportati in hotel (prima del match erano tutti nello stesso albergo a Brignole). Aveva maturato questa convinzione, fedele alle disposizioni che aveva dato a Cascia durante il raduno: linea del fallo alta (quasi spinta), interventi del VAR ridotti al minimo, come impone la Uefa nelle sue competizioni. E rispondendo a chi lo aveva attaccato mentre andava via, aveva risposto: «Perché, che è successo?». Di certo non si aspettava di dover affrontare subito un episodio «grigio», a detta di molti (anche all’interno del gruppo della stessa CAN) più da intervento (in campo e a Lissone) che no. Ma proprio perché c’è discussione, questa è la prova che una verità assoluta non esiste. E così i vertici arbitrali anche ieri mattina hanno ribadito la linea già tracciata: «Non è un errore» il mancato intervento di Di Bello (e del VAR Meraviglia, meno colpevole). E così sarebbe stato – riferiscono – anche in caso di fischio, una scelta che forse avrebbe agevolato il debutto della nuova commissione CAN guidata proprio da Orsato.

Orsato sceglie la linea dura

La scelta di difendere il direttore di gara a prescindere affonda le sue radici in diversi fattori. E sicuramente il fatto che Orsato, da arbitro, abbia amato poco il VAR può aver influito, ma sicuramente non è al primo posto. Prima c’è una linea tecnica, che il nuovo designatore ha voluto dare e alla quale ha esortato tutti a tener fede, e non poteva derogare lui per primo. Assumendosi anche diversi rischi: la spinta di KDB ai danni di Vasquez con il braccio destro c’è. Anche l’assioma, «a parti inverse cosa avreste fatto, rigore?», trova diversi proseliti invece di diventare una prova a discolpa. Pensatela al contrario: Vasquez che è in vantaggio sul pallone ed ha la porta davanti e da dietro il “difensore” De Bruyne che gli entra (sulla schiena e non sulla spalla) in quella maniera è forse molto più vicina al rigore che al «play on». Ora il difficile sarà tenere questa linea, soprattutto andando avanti con il campionato: perché è chiaro che più ci si avvicina alla punibilità, giustificandola, e più è complicato farla passare come «contatto di gioco», invocando la tendenza europea che si è voluto dare al nostro campionato.

La reazione di De Rossi

Sicuramente la giornata non è cominciata nel migliore dei modi, la reazione di De Rossi («Una delle cose più brutte che ho subito da quando sono nel calcio») è stata particolarmente pesante. Non un bel segnale. Di Bello aveva un precedente “pesante” appena sei mesi fa e veniva da un paio di casi (uno recente, con la Roma nel 2025) negativi, forse era il caso di cautelarlo e cautelarsi. Lo fece con Orsato (anche) il designatore Rocchi, al suo primo anno dalla guida della CAN, dopo l’orribile Juve-Roma dell’arbitro di Schio e quel «su rigore non si dà vantaggio» a Cristante nel tunnel dopo aver annullato un gol a Abraham per un fischio frettoloso. Non fece la Roma per due anni. Già, altri tempi…


Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/calcio/serie-a

Bologna-Lazio: probabili formazioni aggiornate e diretta. Dove si vede in tv e streaming

La Roma gioca ma pensa al mercato: Oosterwolde stasera può essere all’Olimpico