INVIATO A MILANO – Hanno firmato Pape Matar Sarr e Nick Woltemade a ridosso del gong del mercato. Ma i botti di fine sessione potevano essere addirittura tre, sebbene quelle per il senegalese e il tedesco fossero operazioni già impostate e definite tra domenica e lunedì. L’ultimo blitz, infatti, è sfumato. Perché la Juve già da due giorni aveva tra le mani Nicolas Tagliafico. Aveva definito l’operazione col Lione, aveva concordato i termini contrattuali col giocatore argentino e al contempo aveva comunicato a Spalletti la possibilità che il laterale sinistro potesse firmare da un momento all’altro. Tutto, però, ruotava intorno a Juan Cabal.
Soltanto la sua cessione, in prestito o a titolo definitivo, avrebbe garantito un’entrata. Ma il tempo si è rivelato nemico della Juve e pure del giocatore, che si è deciso troppo tardi a lasciare i bianconeri dopo aver murato diverse proposte nei mesi estivi. Prima il rifiuto del Besiktas, poi quello del Genoa e infine il secco no al Bologna: tutti appiedati. Quando è spuntata fuori l’Atalanta, però, Cabal si è ridestato dal torpore. Per vari motivi: lo voleva Cristiano Giuntoli, l’uomo che l’ha portato a Torino a luglio 2024, lo apprezzava Maurizio Sarri, che con la coperta corta sulla fascia sinistra avrebbe considerato il colombiano un elemento particolarmente utile alla causa e poi perché aveva capito che alla Juve non ci sarebbe stato margine per far cambiare idea a Spalletti. Gli sono bastate, del resto, due giornate per rimpiazzare un Cambiaso non al meglio della condizione: con la titolarità di Celik è passata la paura ai bianconeri. Ed è aumentata l’ansia di Cabal, che troppo tardi si è reso conto di essere ritenuto un esubero. Il cronometro, ieri, ha corso più veloce di Atalanta e Juve.
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