Ci ha messo poco per entrare nel cuore dei tifosi della Juventus, Patrice Evra. Gli sono bastati ‘appena’ due anni e mezzo. Il legame tra il francese e il mondo bianconero è incredibile e ogni suo post è pieno di attestati di stima e gratitudine. Anche recentemente, l’ex difensore ha lanciato un messaggio alle nuove generazioni, ricordando cosa significasse rappresentare la Vecchia Signora in Italia e nel Mondo. Proprio l’attaccamento a maglia e colori ha catturato i tifosi, che continuano ad amare “Zio Pat” e lo rivorrebbero in bianconero, in vesti diverse da quelle di calciatore. La scelta della Juventus, le difficoltà iniziali, le gioie e l’amore per il bianconero, ma anche i retroscena sulla finale di Champions League e i ricordi con Agnelli e Cristiano Ronaldo: Patrice Evra si è raccontato in un podcast su Youtube con Luca (jftvluca).
L’arrivo e le difficoltà iniziali
Patrice Evra è sbarcato a Torino a trentatré anni, rimettendosi in gioco dopo quasi nove anni al Manchester United. Sin da subito, la grandezza della Juventus era visibile: “Ricordo la qualità dei giocatori e la cultura del club al mio arrivo. Durante il pre-campionato, quando siamo andati a Villar Perosa e ho respirato la storia della famiglia Agnelli, sono rimasto scioccato. Lasciare il Manchester United è stata una delle decisioni più difficili della mia vita, ma è stato facile innamorarsi della Juventus. Ho giocato fino a 38 anni e il motivo principale è stato proprio la Juventus. Sarò sempre grato alla Juventus”.
Accettare di lasciare quella che era stata casa per quasi nove anni, invece, è stato più difficile. I primi momenti in bianconero non sono stati facili e la voglia di tornare a Manchester era tanta: “Avevo sofferto per l’addio allo United, direi quasi depressione. Mi guardavo allo specchio con la maglia della Juve e mi chiedevo cosa ci facessi lì. Non stavo dando il meglio all’inizio. Pavel Nedved e Fabio Paratici mi chiedevano perché non fossi felice. Volevo tornare al Manchester. Persino dopo aver vinto lo scudetto al primo anno ho chiamato il mio agente chiedendogli di tornare allo United. Mi ha detto: ‘Sei pazzo? Rischiano la retrocessione’. Volevo essere come Leonardo Di Caprio nel Titanic: l’ultimo a restare anche se la nave stava affondando”.
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/serie-a

