Il tacco di Pio Esposito, firma d’autore in calce al 4-1 interista al Monza e i 23 minuti d’alto livello giocati da Antonio Vergara a Marassi (un gol, un assist, 4 palloni recuperati, un’occasione creata, 4 tackle, 6 duelli vinti su 7): due lampi azzurri nel primo sabato della Serie A sempre più straniera, due motivi di conforto per Mancini. Fra il 25 settembre e il 5 ottobre, il ct guiderà l’Italia contro Belgio, Turchia, Francia e ancora Turchia nelle quattro giornate iniziali della Nations League e, con questi chiari di luna esterofili, il compito del selezionatore si annuncia arduo. A San Siro, i campioni d’Italia hanno subito avvalorato i pronostici che li indicano quali primi favoriti per lo scudetto, travolgendo il Monza di Juric illuso dal pareggio di Varela, castigati anche dalla spettacolare prodezza di Pio.
Pochi italiani in campo
A Genova, il Napoli ha subìto l’ottimo primo tempo dei rossoblù, piegati nella ripresa dai cambi vincenti di Allegri, fra questi Vergara, ma legittimamente furiosi per il fallo di De Bruyne su Vazquez ignorato da Di Bello. L’arbitro ha cominciato malissimo la sua stagione, per non dire del Var silente. In chiave Nazionale, nelle quattro partite del 22 agosto, la percentuale di giocatori italiani in campo è stata deprimente: 26,33%, equivalente a 35 tricolori su 129 calciatori impiegati, fra titolari e subentrati. A conferma che molto è stato detto, ma nulla è cambiato dalla maledetta notte di Zenica, addì 31 marzo scorso, quando la Bosnia buttò fuori l’Italia dalla corsa al Mondiale, torneo negato agli azzurri per la terza volta consecutiva. Continuiamo così, continuiamo a farci del male.
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