Juve, una squadra più forte rispetto alla scorsa stagione
La Juve è, certamente, più forte dell’anno scorso. Lo si può dire in modo quasi oggettivo, perché Vicario è meglio di Di Gregorio; perché Lucumì è meglio di Kelly (che comunque resta un’ottima alternativa); perché Celik è meglio del Cambiaso degli ultimi diciotto mesi; perché Pape Sarr l’anno scorso non c’era e Woltemade non può essere in nessuno modo peggio di Openda o David. Alajbegovic, infine, ha un potenziale tutto da esplorare e non ha il peso di cambiare il destino della squadra, ma semmai di impreziosirlo con il suo talento. È difficile pensare che questi siano rinforzi da scudetto, ma è altrettanto difficile pensare che la squadra possa fare peggio della passata stagione. L’Europa League dovrà essere un obiettivo, così come la crescita di un gruppo ancora privo di leader. La Juve ha fatto quello che poteva e lo ha fatto con logica. Se Woltemade o Pape Sarr non dovessero rivelarsi all’altezza, non bucheranno il bilancio come un Openda o un Koopmeiners. Se Celik, Lukumì e Alajbegovic dovessero funzionare, aumentano la solidità della base sulla quale continuare a costruire l’anno prossimo. Dopo anni di ricette miracolose che promettevano la resurrezione in tre mesi, la Juve ha, forse, imboccato una strada meno affascinante ma più concreta.
Mercato di Serie A, tra conti e inferiorità economica
D’altronde, con l’eccezione del già citato Como e del famelico mercato della Fiorentina, hanno prevalso la necessità di far quadrare i conti e l’inferiorità economica rispetto alla Premier e alle grandi corazzate europee. È sempre più difficile nascondere l’usura delle finanze della Serie A e il tormentone estivo, noioso e stucchevole quasi come un reggaeton, è assai significativo in proposito: «Per comprare bisogna prima vendere». Ma un mercato in cui tutti cercano di vendere e nessuno può comprare diventa una vertigine di illusioni, compromessi e molte scommesse. Solo i prossimi mesi, quindi, consentiranno di valutare con attenzione il lavoro dei ds, la maggior parte dei quali ha rammendato i buchi della rosa con toppe più o meno onorevoli e solo qualcuno è riuscito a rinforzare il tessuto.
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