in

L’amore che non muore


Seguendo la diretta – giustamente esterna alla funzione – del funerale di Baresi e ascoltando il coro dei tifosi “Un capitano/c’è solo un capitano, ho pensato a quanto sarebbe bello se il ricordo di Franco e la sua grandezza non venissero confinati dentro un premio, un’amichevole, un torneo di prestigio, una curva dedicata; insomma, se la sua inimitabilità continuasse a vivere nel cuore di chi l’ha amato e ammirato quando giocava. 

Baresi non ha bisogno di celebrazioni di facciata e di luce: non gli piacevano né le une, né l’altra. Aveva realizzato il suo sogno: diventare un calciatore ed è andato addirittura oltre, rendendosi campione e modello di comportamento.

L’unicità del capitano merita davvero qualcosa di molto speciale: restare pensiero costante, il più nobile e genuino.


Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/calcio/serie-a

Tagcloud:

Yildiz, cosa filtra dall’allenamento a Hong Kong e le scelte di Spalletti per Juve-Chelsea

Roma, stallo per Read: svolta Molina. Ora Ryan Friedkin può sbloccare tutto