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Modric, il regista totale: è già tra i grandi del Milan. E quella statistica Scudetto…


C’è un minimo comune denominatore che accomuna 15 degli ultimi 16 scudetti della storia del Milan, da quello del ’50-51 al ’10-11; mentre merita una storia a sé quello conquistato da Stefano Pioli nella stagione ’21-22. In quei quindici campionati vinti il Milan ha sempre avuto al comando un regista di spessore mondiale. Un elemento di grande carisma, ma dotato anche di geniale idea tattica, capace di impostare e di aiutare la squadra in interdizione. Una guida, proprio come un certo Luka Modric, arrivato a luglio come mezzala di grande qualità e impostosi fin da subito come perno centrale della squadra, mandando così in panchina i due acquisti che, sulla carta, sembravano designati a ricoprire il ruolo di play davanti alla difesa, ovvero Samuele Ricci e Ardon Jashari. Massimiliano Allegri dopo le prime chiacchierate col centrocampista croato, ha capito che Modric, a 40 anni, era pronto a disegnarsi un finale di carriera in un’altra collocazione tattica. Nato trequartista, diventando grande come mezzala, Modric ha scelto la terza via, arretrando per avere più campo davanti a sé e sfruttare al meglio la sua straordinaria visione di gioco.

Modric, che numeri

Chi pensava che Modric non avrebbe retto, finora è stato smentito dai fatti: 17 presenze su 17 in Serie A da titolare, 14 gare in cui è rimasto in campo per tutti e 90 i minuti. Certo, ci sono stati degli alti e bassi, in particolare nell’ultimo mese sotto l’aspetto della dinamicità, ma il rendimento di Modric è rimasto comunque altissimo come dimostrano le ultime due prove con Verona e Cagliari dove forse il croato non è stato “totale” come in altre gare della prima parte dell’annata, ma è stato determinante ai fini del risultati. Con i veneti mettendo il piede in due dei tre gol della squadra, contro il Cagliari gestendo i ritmi del gioco nella ripresa e alzando una diga difensiva che non ha mai permesso ai sardi di ripartire con efficacia nei minuti finali. I numeri, poi, sono lì a testimoniare la sua pesantezza nel gioco del Milan: l’ex Real Madrid fra i centrocampisti è primo in Serie A per passaggi tentati (1.197 passaggi contro i 1.145 di Locatelli e 1.018 di Cristante) e completati (1.083 contro i 1.014 del centrocampista juventino e gli 832 del mediano romanista).

Il ‘radar’ di Modric

E poi ci sono 69 lanci lunghi andati segno (primo) e 31 passaggi chiave (quarto). A completare il quadro, uno dei dati più impressionati, pensando alla storia calcistica di Modric: 19 intercetti, terzo dietro Locatelli (21) e Frendrup (20): un giocatore che ha fatto della fantasia la sua forza, in Italia è diventata uno straordinario ruba palloni. Quello che ha sorpreso tutti è il “radar” con cui Modric sembra giocare: non solo sa trovare linee di passaggio che tantissimi “colleghi” non sanno neanche immaginare, ma è sempre al posto giusto in fase difensiva, pronto a interrompere le trame avversarie. Allegri gongola, così come tutto il popolo rossonero, che si tratti di dirigenti o tifosi. Il Milan per ripartire dopo un’annata nera, si è affidata a un giocatore che non solo sa vincere, ma sa indicare la strada, dentro e fuori dal campo. E come scritto, quando il Milan ha avuto giocatori del genere in mezzo al terreno di gioco, ha vinto spesso il campionato: da Nils Liedholm e Juan Alberto Schiaffino, menti del Milan che si impose nel ’54-55, ’56-57 e ’58-59 (il “Barone” anche nel ’50-51), a Gianni Rivera nel ’61-62, ’67-68 e ’78-79. Quindi le gli architetti dei Milan di Sacchi e Ancelotti, ovvero Carlo Ancelotti (’87-88 e ’91-92) e Demetrio Albertini (’91-92, ’92-93, ’93-94, ’95-96 e ’98-99, quest’ultimo con Zaccheroni); per finire con Andrea Pirlo, regista con Ancelotti nel ’03-04 e parzialmente con Allegri nel ’10-11.

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Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/serie-a

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