Bremer, avvio super
Bremer, che sin da subito ha dimostrato quanto bene possa stare in un gruppo dalle alte ambizioni, è il giocatore più funzionale. In attesa che al suo fianco cresca uno come Lucumi, altro calciatore in grado di dare peso mentale e caratteriale, oltre che fisico. Del resto, il brasiliano è quello che più di tutti ha inchiodato la sua stessa squadra davanti alle responsabilità dei fallimenti della scorsa stagione: «Io voglio vincere – aveva detto poco prima di Juve-Milan -, perché ho 29 anni e non posso aspettare». Il succo del discorso è condiviso con ogni singolo elemento bianconero, dagli uffici al rettangolo verde. Il tema però è il percorso: spesso è stato impervio, spesso ci si è messa la sfortuna. E Gleison, più di tanti altri, ne ha saputo qualcosa. A ogni modo, il crack di Lipsia e il ginocchio da ricostruire sono solamente un ricordo: al centrale adesso è chiesto un nuovo salto di qualità, proprio perché è uno dei pochi da cui ce lo si può attendere, in particolare dopo le ultime garanzie fisiche ampiamente dimostrate. Almeno fino alla sosta: Ancelotti non l’ha convocato, potrà recuperare. Dopo essere rientrato dal Mondiale, comunque, Bremer ha gradualmente aumentato minutaggio in estate e si è presentato in condizioni smaglianti all’inizio della stagione: a Frosinone ha inaugurato con un gol, fondamentale per strappare i primi tre punti. Poi con il Parma è stato tra i migliori in campo, più o meno lo stesso contro il Milan, match in cui il duello con Gonçalo Ramos è diventato una masterclass difensiva.
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