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    Bonera: “Vi racconto i segreti di questo Milan sfacciato”

    L’ex difensore rossonero, che oggi compie 40 anni, fa parte dello staff di Pioli: “Lavorare con lui è speciale. Ibra un riflessivo. Io? In panchina mi sono trovato a mio agio. E se qualcuno chiama…” Diceva Victor Hugo che i 40 anni sono la vecchiaia della giovinezza. Un passaggio importante che invita a osservare con molta attenzione il futuro. Anche Daniele Bonera per carattere è abituato a guardare avanti. Oggi però è doveroso uno strappo alla regola: i 40 anni stavolta toccano a lui e uno sguardo indietro ci sta. Di questi quaranta, undici sono trascorsi nel Milan: nove da giocatore (con 201 presenze e 5 titoli, fra cui una Champions) e due da collaboratore tecnico (prima con Giampaolo e ora con Pioli). Nel mentre, è arrivato anche il patentino Uefa Pro. Significa poter allenare senza limiti all’ambizione. Ovunque lo porterà il lavoro. LEGGI TUTTO

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    Capitano, esubero e ora da rinnovare: che cosa è cambiato per Romagnoli al Milan

    Era imprescindibile, è finito in panchina, pareva destinato alla cessione. Ma con la Champions resterà, provando a riscrivere le gerarchieSe non altro, il brutto pasticcio Donnarumma ha insegnato tanto a tanti. Agli inguaribili romantici, per esempio, che alcuni aspetti del sistema calcio non possono coabitare con i sentimenti. Ai giocatori (e ai loro rispettivi procuratori) in procinto di sbarcare in rossonero ha insegnato che non potranno pretendere ingaggi smisurati. Ai giocatori (e ai loro rispettivi procuratori) attualmente in rosa ha insegnato che in sede di rinnovo le pretese al rialzo dovranno essere razionali. E infine, al Milan stesso ha insegnato che occorre fare tutto il possibile per evitare di arrivare a scadenza con i giocatori più importanti. LEGGI TUTTO

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    Inter, Inzaghi ritrova De Vrij. Ma occhio al fattore Raiola

    I primi passi di Simone Inzaghi nel mondo Inter, in attesa dell’annuncio ufficiale. E un contatto con un giocatore che l’allenatore conosce molto bene: Stefan De Vrij. L’olandese per due stagioni in biancoceleste è stato il fulcro della sua difesa a tre, proprio come lo è stato poi all’Inter con Luciano Spalletti prima e Antonio Conte poi. Dopo il “tradimento”, Inzaghi e De Vrij sono pronti a incontrarsi di nuovo, questa volta in nerazzurro. Mino Raiola permettendo, visto che l’agente attende ancora una chiamata dalla proprietà per discutere del rinnovo dopo la vittoria dello scudetto. LEGGI TUTTO

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    Il Milan punta ancora su Tonali. Filtra ottimismo per uno sconto di Cellino

    Sandro Tonali ha coronato il sogno che aveva da bambino: vestire la maglia del Milan. Nella sua prima stagione in rossonero ha alternato delle ottime cose ad altre meno buone. Specialmente nella prima parte della stagione ha pagato dazio alla pressione e a quel senso di responsabilità più grande quando si scende in campo per difendere la squadra del cuore. Tutti aspetti che sono stati analizzati con attenzione da Paolo Maldini, che incarna, più di chiunque altro, il vero milanismo.CONTATTI COL BRESCIA – Il giudizio del Milan non è cambiato in 12 mesi, Sandro Tonali è un talento sul quale costruire il futuro. Non ci sono dubbi sul riscatto, il club rossonero è convinto che il classe 2000 crescerà sempre di più, in personalità e conoscenza tattica, già a partire dalla prossima stagione. Ma la crisi economica che sta investendo il mondo del calcio non può lasciare indifferenti, ecco perché il Milan da qualche giorno sta parlando con il Brescia per capire se può ottenere uno sconto rispetto ai 15 milioni previsti per il riscatto.CELLINO APRE – Secondo quanto appreso da Calciomercato.com, al club di via Aldo Rossi sono arrivati segnali postivi dal presidente Cellino. L’intenzione comune è di salvaguardare l’operazione fatta la scorsa estate cercando una soluzione che accontenti tuti. E che dovrà arrivare entro il 15 giugno. Si va verso lo sconto, Tonali vede ancora il rossonero. LEGGI TUTTO

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    Lifestyle e spinta Champions: così il Milan sta ricostruendo il suo marchio

    Il club è scivolato al trentesimo posto dei ricavi europei ma resta nella top ten del tifo: da qui si è partiti per attuare un piano che punta sulla globalizzazione e la contaminazione con l’intrattenimento e il lifestyle La semina è già avviata da qualche tempo, con la ribalta della Champions inizierà il momento del raccolto. Si stanno aprendo nuove prospettive di crescita per il Milan, che ha assoluto bisogno di incrementare il fatturato per normalizzare la gestione e dare un senso all’operazione di Elliott. LEGGI TUTTO

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    Campo, cene e scaramanzie: ecco gli “angeli custodi” di Inzaghi

    Il vice Farris, il preparatore Ripert e il tattico Cecchi sono i componenti dello staff che Simone si porterà anche all’Inter. Ecco come sono diventati suoi insostituibili compagni di viaggio Dietro Simone Inzaghi c’è uno staff attento, scudieri fidati, cene di rito, bicchieri di vino scaramantici. Dal vice Massimiliano Farris, amico e compagno di scampagnate nei boschi, al preparatore Fabio Ripert, detto “Prof 480”. Fino al tattico Mario Cecchi. Ecco lo staff che seguirà Inzaghi in nerazzurro. LEGGI TUTTO

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    Le idee di Allegri a centrocampo: da McKennie a Bentancur, ecco cosa succederà

    Nedved, Cherubini e Max hanno pianificato le grandi linee del mercato, soprattutto nel reparto in cui i bianconeri hanno avuto più problemi: chi parte, chi resta, chi arriva, chi cambia ruolo…Sono tanti, forse fin troppi, sicuramente anche un po’ “doppioni”, almeno sulla carta. I centrocampisti ora in bianconero sono stati più la croce che la delizia di Andrea Pirlo nell’ultima stagione, tanto che un vero identikit di squadra la Juve non l’ha mai avuto, se non nelle ultimissime, disperatissime giornate. LEGGI TUTTO

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    Allegri, in regia tutto su Locatelli. Ma c’è un’alternativa…

    Il tecnico chiederà un regista e un attaccante: apprezza l’azzurro del Sassuolo, tanto da parlarne anche al RealPrimi significati del verbo “to play” inglese: giocare, suonare, interpretare, agire. La Juve che verrà ha bisogno di tutto: uno che crei gioco, che diriga l’orchestra, che interpreti il ruolo di centrocampista in modo moderno, che lavori e intervenga su entrambe le metà campo. Massimiliano Allegri vuole un play per il suo secondo ciclo bianconero. Non lo vuole solo lui, una figura simile è stata invocata con costanza e con forza anche nella scorsa stagione, quando Pirlo “cancellò” il ruolo, più per esigenza ed opportunità che per reali convinzioni. LEGGI TUTTO