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    Theo, una partita da… Champions per dare ragione a Pioli e torto a Deschamps

    Il tecnico del Milan lo reputa “l’esterno più forte d’Europa”, ma il c.t. dei Bleus non lo ha convocato per l’Europeo. Portando i rossoneri in Champions avvalorerebbe la tesi del suo allenatore di club E così ci avviciniamo, a grandi passi, verso lo sprint finale per la Champions. A grandi passi, e a grande velocità, così come Theo Hernandez si è guadagnato un ruolo in copertina in questo campionato. Un’ascesa talmente forte da convincere Pioli a pronunciare una frase impegnativa. “Diventerà l’esterno più forte d’Europa”. Frase impegnativa a cui però bisogna ragionevolmente credere, visto che il tecnico rossonero lo vede tutti i giorni, in allenamento e non solo in partita, e dunque può valutare i progressi e soprattutto le potenzialità di un calciatore che ha incantato per la sua potenza. LEGGI TUTTO

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    Panchina Juve, sfida Zidane-Pirlo-Allegri: perché sì e perché no

    In attesa dei verdetti dell’ultima giornata di campionato, proviamo a pesare i pro e i contro delle tre opzioni più forti per la guida tecnica bianconera della prossima stagioneIl domino degli allenatori della serie A (e non solo) vede la Juve campo centrale. La margherita da sfogliare è più ampia, ma a uscirne come profili più forti i nomi sono tre, e sono quelli di Zinedine Zidane, Massimiliano Allegri e Andrea Pirlo, le cui quotazioni appaiono in rialzo e nessuno scenario sul suo futuro è escluso, almeno fino a domenica sera, quando si concluderà il dentro-fuori dalla zona Champions. Ma quali sono i pro e i contro delle tre opzioni? LEGGI TUTTO

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    Montolivo, cuore a metà: “Occhio Milan, l’Atalanta è arrabbiata. E vi dico come finisce…”

    Il doppio ex, che ora studia da allenatore a Coverciano: “I ragazzi di Gasperini arrabbiati per la coppa. Gli uomini spacca-match? Zapata non si marca, Theo fondamentale in una partita decisa dai duelli” Per Riccardo Montolivo sta arrivando una delle partite del cuore. Atalanta-Milan per lui significa l’alfa e l’omega. Dove la sua carriera è iniziata, a Bergamo, e dove è finita, a Milanello. Dodici anni in nerazzurro, giovanili comprese, e sette in rossonero. Certe corde vibrano anche se l’addio al calcio di Riccardo è stato un po’ burrascoso. Ma ora l’amore per il pallone è tornato a pieno regime, grazie alle aule di Coverciano. LEGGI TUTTO

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    De Paul: “Corsa, assist e il 10 sulla pelle. Tanti mi cercano? Non ci penso”

    L’asso argentino dell’Udinese: “Ho parlato con il club e col mio procuratore, sanno cosa voglio. Ora la Coppa America per Maradona”Dal nostro inviato Francesco Velluzzi21 maggio
    – UdineLa consapevolezza della sua forza e della sua crescita pazzesca Rodrigo De Paul, leader e capitano argentino dell’Udinese, la mostra alla fine di una lunga chiacchierata quando, insieme, riavvolgiamo il nastro tornando all’inizio di una meravigliosa storia d’amore, cominciata nell’estate del 2016. LEGGI TUTTO

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    In due anni l’Europa del calcio ha perso 8 miliardi. Italia: tagli necessari o si crolla

    Due anni di pandemia hanno messo nei guai il pallone. Biglietti, sponsor, diritti tv, calciomercato: tutto giù. Ma noi siamo quelli messi peggio. Ecco perchéNon è uno scenario da day after, perché il calcio europeo ha resistito. Ma è come se un asteroide fosse caduto, all’improvviso, nei pressi di un palazzo d’epoca appena messo in sicurezza. Nel 2019 non c’era più un deficit, ma si viaggiava su un utile complessivo di un miliardo. I debiti scendevano. Il fatturato aumentava come non mai: quasi 2 miliardi più dell’anno prima. Poi la calamità naturale. Il Covid. La pandemia che uccide persone e atterra l’economia. In questi due anni, il calcio europeo ha perso 8 miliardi di euro e 210 milioni di spettatori allo stadio. LEGGI TUTTO

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    Antonini: “Pioli toglie pressione, come Allegri. E Kessie trascinerà il Milan”

    L’ex terzino che arrivò in Champions nel 2013 all’ultimo turno: “Ibrahimovic ti carica anche senza giocare”Novanta minuti per la Champions, proprio come l’ultima volta in cui il Milan si qualificò: otto anni fa il pass venne stampato con un 2-1 in rimonta tra l’84’ e l’87’, rigore di Balotelli e gol di Mexes. Il Siena non era l’Atalanta di oggi, ma fece penare il Diavolo tra le 21.14 e le 22.34 di quella notte al Franchi. Lo sa bene Luca Antonini, che di quel Milan faceva parte. LEGGI TUTTO

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    Oriali: “Conte ha costruito un'Inter super che può durare nel tempo”

    Il team manager: “Quante notti insonni ad Appiano… Ma io e Antonio ci siamo capiti subito: è super organizzato, dirige tutti alla perfezione”Lele Oriali è il comune denominatore degli ultimi sei scudetti dell’Inter. Dopo i due vinti sul campo nel ‘71 e ‘80, il mediano campione del Mondo che ha ispirato Ligabue ha trionfato al fianco di Mancini, Mou e Conte. Difficile pensare che sia un caso. Come non lo è il fatto che l’unica persona citata da Antonio dopo il trionfo, oltre a moglie e figlia, sia stato il Lele nazionale. Perché Oriali è un personaggio non facile. In un mondo spesso ipocrita, lui dice le cose in faccia e ai riflettori preferisce la concretezza del lavoro. LEGGI TUTTO

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    La Serie B, un 7-1, la lite per Chiesa: Gasperini-Pioli, storia di una sfida infinita

    I tecnici di Atalanta e Milan si sfidano dal 2005: bilancio in perfetta parità, ma Stefano domenica si gioca di piùUn po’ di anni fa tra i due c’era in palio qualcos’altro, un po’ meno importante di una corsa Champions ma al tempo stesso decisivo. Pioli e Gasp, Gasp e Pioli, di nuovo contro come nel 2005-06, quando battagliavano per una promozione in Serie A con Modena e Crotone. Ora Stefano si gioca la Champions a casa di Gian Piero. LEGGI TUTTO