Il tempo stringe, la distanza dalla zona salvezza rischia di aumentare. La Fiorentina ha tremendamente bisogno di una svolta, societaria e di conseguenza sportiva. Fabio Paratici è la figura prescelta per prendere in mano la situazione e ricostruire tutto prima che sia troppo tardi, ammesso che non lo sia già. Il dirigente, 53 anni, ha dato il suo ok alla Viola, e spera di chiudere a brevissimo perché non c’è nemmeno più un istante da perdere. La sensazione è che la data giusta per la definizione della trattativa sia lunedì 5 gennaio, ovvero il giorno dopo Tottenham-Sunderland, gara valida per il ventesimo turno di Premier League. Verosimilmente l’ultima sfida di Paratici a Londra, visto che poi diventerà un dirigente viola.
Vanoli resiste in panchina
Per cominciare, fiducia a Paolo Vanoli. Il tecnico varesino resta saldo al suo posto sebbene abbia rimediato la sesta sconfitta da quando allena la Fiorentina (7 novembre). Un ko contro l’Udinese avrebbe potuto compromettere irreversibilmente la sua posizione sulla panchina viola, invece gli ha garantito un’altra opportunità nonostante il risultato deludente di Parma. È chiaro che non saranno più ammessi errori. Adesso è atteso solo lo shock societario. Ancora qualche giorno e Paratici sarà in Toscana. Questione di tempi tecnici. Ricordiamo che il suo contratto con gli Spurs scadrà nel 2030, ma l’arrivo a Firenze è previsto per la prima settimana di gennaio. Quindi in tempo per predisporre la finestra di calciomercato invernale.
Paratici, il ruolo dentro la Fiorentina
A Paratici spetterà il compito di resettare ogni cosa. Sia nell’organico che nella filosofia. Avrà un ruolo totale, operativo e decisionale. Non sarà solo un uomo mercato: coniugherà società e squadra. Alla Juventus gli toccava la funzione di gestore dell’area tecnica, ma soprattutto di amministratore delegato. Indicherà le linee guida al Viola Park, oltre a organizzare le operazioni. Si confronterà coi giocatori, dovrà capire chi sia volenteroso di restare (o chi semplicemente lo meriti). Qualcuno ha già chiesto la cessione, come Richardson che è in trattativa col Nizza. Qualcun altro lo ha fatto intendere, come Martinelli e Dzeko. C’è chi sarà valutato in base al proprio atteggiamento sul campo, è il caso di Gudmundsson.
I rinforzi sul mercato
A meno che la Fiorentina non prediliga i prestiti, dovrà cedere per comprare. Nessun vincolo dalla Commissione Federale della Figc, sia chiaro, ma il club è alle prese con un passivo registrato nella scorsa campagna acquisti. Un addio di Comuzzo potrebbe comportare un incasso notevole. Occhio anche a Nicolussi Caviglia, su cui c’è il Cagliari. In entrata restano d’attualità Diego Coppola, del Brighton, e Radu Dragusin, del Tottenham, quest’ultimo più difficile perché restio a giocare in una squadra che lotta per non retrocedere. A centrocampo piace Eric Martel, in scadenza col Colonia il prossimo giugno. Per la fascia c’è l’opzione Jeremie Boga in uscita dal Nizza. Chissà che non si concretizzi uno scambio con Richardson.
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