Una vita in Inghilterra, da calciatore, ha avuto la sua culminazione naturale in un ritorno in patria. A 41 anni Liam Rosenior ha attraverso nella giornata di domenica 4 gennaio la Manica per passare da Strasburgo a Londra, sponda Chelsea. Un viaggio veloce ma anche spontaneo, dato che le proprietà del Racing e dei Blues sono interconnesse. Un po’ come il pilota che passa dalla scuderia sperimentale a quella madre, dove però le pressioni sono altre e così l’ambiente. Dopo essersi dimostrato abile a guidare una monoposto rampante tra le impervie strade dell’Alsazia e dell’esagono francese, il tecnico britannico dovrà fare i conti con il vento che spira forte e ispido in riva al Tamigi e in Europa. La sua esperienza nel paese natìo, unita al divertente e virtuoso cammino percorso in Ligue 1 fino a questo momento, sono le principali motivazioni che hanno spinto la dirigenza londinese a pensare a lui per il dopo Maresca. Giovane, ambizioso e con la giusta dose di azzardo nel sangue e nell’animo, Rosenior sembra pronto al grande salto. O, per lo meno, non ha voluto fare passare un treno veloce e affascinante.
L’impresa a Strasburgo
Lui che è nato nell’area metropolitana di Londra quando il Chelsea ancora non era impregnato dell’aura di grandeur che oggi impera. Anzi. Quando l’ormai ex patron Roman Abramovich ha preso le redini dei Blues a suon di decine di milioni di sterline, lui era un calciatore del Fulham. Ora, dunque, gli toccherà resettare mentalmente dopo aver giocato ben quattro stagioni con i Cottagers. Allo Strasburgo ha lasciato la sua impronta, ottenendo un settimo posto nella prima stagione e portandola nell’attuale a dominare il maxi girone di Conference League con 16 punti su 18 disponibili. «Voglio che quando la mia squadra gioca, si possa notare che a noi piace giocare a calcio», ha detto nel marzo scorso ad AFP.
La benedizione di Rooney
Con lui il fino a pochi mesi fa sconosciuto Joaquín Panichelli è diventato bomber da 10 reti in 17 incontri di campionato, e adesso è secondo in classifica cannonieri in Francia dietro Mason Greenwood. Una delle principali investiture arriva da Wayne Rooney, che lo ha avuto come aiutante durante il periodo al Derby County. «Liam è molto importante per me», ha dichiarato l’ex attaccante inglese al The Wayne Rooney Show, programma trasmesso dalla BBC. «Dispone di capacità di coaching incredibili. Ed è un lavoratore eccellente», ha poi aggiunto Rooney. La speranza, a Stamford Bridge, è che esalti Liam Delap e João Pedro ma anche che non si ripeta quanto accaduto con Frank Lampard. Idolo assoluto dei Blues da calciatore, l’ex numero 8 ha fallito clamorosamente quando è stato investito del ruolo di direttore tecnico, sempre a 41 anni. E anche lui aveva un passato al Derby County…
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/calcio-estero

