La sessione invernale di calciomercato ufficialmente non è ancora iniziata, ma il Toro è quasi già in una situazione di “ora o mai più”. La trattativa tra il Napoli e la Cremonese per il passaggio di Marianucci alla corte di Nicola sta procedendo, con i grigiorossi pronti ad accogliere il difensore con la formula del prestito secco, quella preferita anche dai campani. Il Toro non è ancora fuori dai giochi, ma quasi. Quel quasi si spera possa bastare a cambiare la storia, nel calciomercato mai dire mai, la storia è piena di trattative saltate quando tutto sembrava fatto, di sorpassi e di controsorpassi. Per rientrare in partita, però, Petrachi dovrà riuscire a convincere De Laurentiis a lasciare al Torino anche un’opzione per l’acquisto a titolo definitivo del calciatore. E dovrà farlo in tempi brevissimi, perché la Cremonese l’accordo lo ha già trovato. «Marianucci è un buon giocatore, molto interessante. Vorrei però che chi arrivasse al Toro non fosse di passaggio, ma che venisse per restare», aveva spiegato negli scorsi giorni proprio il ds. In altre parole non ha intenzione di chiudere operazioni in prestito secco.
Come convincere il Napoli
E come convincere il Napoli a concedere il diritto di riscatto? La strada che Petrachi sta provando a percorrere è quella che porta a ottenere il sì del giocatore prima della Cremonese, nella speranza che poi la volontà del difensore possa fare la differenza. Un aiuto a Petrachi lo potrà poi dare Cairo: mai come negli ultimi mesi i rapporti tra il presidente granata e quello azzurro, De Laurentiis, sono stati tanto stretti dal punto di vista lavorativo. Basti pensare che in estate sono state tre le operazioni che i due patron hanno chiuso: il trasferimento di Milinkovic Savic al Napoli e i passaggi di Ngonge e Simeone in granata. «Non c’è due senza tre. E il quattro vien da sé», aveva scherzato Cairo parlando proprio degli affari con De Laurentiis, prima che la trattativa per Simeone si chiudesse. Una battuta, certo, ma che potrebbe essere profetica se la trattativa per Marianucci dovesse andare in porto. In caso contrario Petrachi virerà su uno degli altri profili seguiti: in quest’ottica, come vi abbiamo raccontato ieri, sono stati avviati i contatti per Coppola, giocatore che non è considerato una seconda scelta.
Coppola può tornare in Italia
Proprio come Marianucci, al termine della scorsa stagione l’ex Verona era considerato uno dei centrali più interessanti del panorama italiano, tanto che a giugno aveva anche esordito in Nazionale. Il Brighton lo aveva poi acquistato pagandolo 11 milioni, ma in questi mesi in Inghilterra ha giocato poco (appena 5 presenze in Premier League). Ora Coppola può tornare in Italia, ma anche in questo caso l’operazione non sarà comunque semplice da portare a termine, considerato che sulle sue tracce ci sono anche altre squadre, come il Bologna e la Fiorentina. Anche con il Brighton, se i discorsi dovessero proseguire, Petrachi proverà a imbastire una trattativa sulla base di un prestito con diritto di riscatto, in modo da avere la possibilità di acquistare il giocatore a titolo definitivo a fine stagione nel caso in cui dovesse far bene. Per quel che riguardo Marco Baroni, il tecnico ha già dato il proprio benestare per entrambi i centrali; Coppola, tra l’altro, lo conosce già avendolo allenato nel corso della sua stagione al Verona. Stagione in cui il difensore è stato uno dei pilastri della squadra che a fine campionato raggiunse una salvezza tutt’altro che scontata.
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