Yann Sommer e Manuel Akanji sono nati a distanza di meno di tre ore di auto: il portiere a Morges, sulle rive del lago di Ginevra, il difensore a Wiesendangen, a pochi chilometri da quello di Costanza, che segna il confine tra Svizzera e Germania. Insieme, finora, hanno giocato in 73 occasioni, comprese alcune pagine nere per il calcio italiano: il doppio pareggio che ha di fatto escluso la Nazionale dai Mondiali 2022, o il 2-0 che ha segnato la fine dell’avventura azzurra agli ultimi Europei. Conferme di quanto la scuola svizzera, da sempre affidabile, sia oggi un’eccellenza a livello internazionale. Ne sa qualcosa l’Inter, che a loro due affida le chiavi della difesa: non è un caso che siano gli unici giocatori, nella rosa a disposizione di Cristian Chivu, ad aver vinto la Champions League.
Superato lo scetticismo
In comune, oltre a nazionalità (anche se Sommer dal 2024 si è ritirato dalla nazionale elvetica per concentrarsi sui colori nerazzurri) e trofei vinti altrove, hanno superato anche un pizzico di scetticismo di fondo al momento del loro arrivo a Milano, smentito dalle rispettive prestazioni. Sommer scontava l’ottima annata di André Onana, grande protagonista, nella stagione precedente, della cavalcata condotta fino alla finale di Istanbul: al netto di qualche défaillance in questa prima metà di stagione, è stato il portiere dello scudetto della seconda stella nonché il trascinatore dell’Inter verso un’altra finale di Champions, sebbene ancora più amara. Akanji, che all’Ataturk invece ha sorriso, è stato un innesto low cost nelle battute finali di un mercato, quello della scorsa estate, in cui all’Inter sono stati accostati grandi colpi mai arrivati: oggi nessuno, ad Appiano Gentile, rimpiange Pavard e le sue caviglie fragili.
Il futuro
L’ex Manchester City, alla cui stagione manca solo un gol, ha convinto non solo da braccetto, ma anche al centro della difesa interista. E sul suo futuro non sembra esservi alcun dubbio. È questo, oltre alla carta d’identità che ha il suo peso – 30 anni Akanji, 37 Sommer -, a differenziare i due svizzeri di Chivu: il difensore sarà riscattato, senza alcuna riserva. L’accordo con il City prevede l’obbligo, a 15 milioni di euro, in caso di scudetto: per ovvie ragioni, l’Inter si augura che la condizione scatti, ma anche in assenza di tricolore la conferma di Manuel è nei piani della dirigenza e dell’allenatore. Discorso opposto, difese d’ufficio a parte, per Sommer: il suo contratto è in scadenza a fine stagione e l’Inter è già al lavoro per il suo successore, con Guglielmo Vicario in prima fila, seguito da Elia Caprile (Cagliari) e Noah Atubolu (Friburgo). Finché c’è, però, la fiducia in lui, e nella Swiss connection, è massima.
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/calciomercato

