La sempre più probabile partenza di Nuno Tavares, corteggiato con insistenza dall’Al-Ittihad e inserito anche in riflessioni con l’Atletico Madrid, apre inevitabilmente uno spazio sulla corsia sinistra della Lazio. Un vuoto che Sarri e la dirigenza vogliono colmare con un profilo pronto, affidabile, già formato. È in questo scenario che si colloca Alfonso Pedraza, terzino del Villarreal, sempre più vicino ai biancocelesti. Ventinove anni, mancino naturale, in scadenza tra sei mesi. I biancocelesti lo avrebbero già bloccato per giugno a parametro zero, ma l’obiettivo è anticiparne l’arrivo già a gennaio. Per riuscirci, però, servirà trovare un’intesa economica con il “Sottomarino Giallo”.
Chi è Pedraza, l’obiettivo della Lazio
Di certo si tratta di un profilo che risponde perfettamente alle esigenze di Sarri: corsa, disciplina tattica, capacità di giocare sia da terzino puro sia in un contesto più offensivo, senza perdere equilibrio. Ma per capire davvero chi è Alfonso Pedraza, bisogna andare oltre il campo. Occorre partire da San Sebastián de los Ballesteros, un paese di poco più di 800 abitanti nella regione della Campiña Sur di Córdoba. È lì che è nato e cresciuto. È lì che affondano le sue radici, ed è lì che immagina il suo futuro lontano dal calcio. Un legame profondo, quasi viscerale, che lui stesso ha raccontato in più occasioni: «Vivere nel mio villaggio è la cosa più pacifica del mondo, lì sono solo uno degli abitanti del posto (a cui però hanno già intitolato il palazzetto dello sport, ndr)». Non ha mai reciso il filo che lo lega alla sua terra. Ogni volta che può, torna a casa. Ha un uliveto, ha studiato per una qualifica professionale in Agronomia. «La natura è vita per me. Quando appenderò gli scarpini al chiodo, mi vedo proprio lì», ha raccontato immaginando il suo futuro.
Nel Villarreal da sempre
Il calcio, per lui, non è mai stato un destino scritto. È iniziato quasi per caso. Aveva 11, lo videro giocare e lo portarono a fare un provino al Séneca. Tutto è iniziato così, come un hobby. Poi, quasi senza accorgersene, arriva il Villarreal. A 15 anni lascia casa, famiglia, amici. Un salto enorme per un ragazzo cresciuto all’aria aperta, tra i campi e la palestra. I primi anni sono stati durissimi: «Ti fanno apprezzare cose che non hai: la famiglia, gli amici. Ti perdi matrimoni, comunioni, vedi crescere i tuoi nipoti da lontano. Il calcio non è sempre facile come sembra. Ma siamo persone privilegiate. Dobbiamo goderci quello che facciamo». Nel 2021-22 ha giocato con Dia nel Villarreal. Nel 2022 ha deciso di riprendere gli studi, completando l’istruzione secondaria obbligatoria. «Quando sei più maturo, capisci che una carriera sportiva non dura per sempre. Gli studi sono importanti». Ha studiato mentre giocava, senza scorciatoie. «Non amo arrendermi», ha detto. Ed è forse questo l’aspetto che più colpisce Sarri e i tifosi della Lazio. Quel “non mollare mai” che fa parte del Dna del club. E anche di quello di Pedraza.
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