Schjelderup e Chiesa
Ali – nel calcio attaccanti esterni – sono quello di cui la Roma avrebbe bisogno per compiere il salto di qualità offensivo. Non di soli centravanti è fatta una squadra, dopotutto. In particolar modo una che ha praticamente l’intero reparto in uscita: i prestiti Bailey e Ferguson non hanno convinto, Dovbyk può essere ceduto al miglior offerente e Dybala, Pellegrini ed El Shaarawy sono a scadenza di contratto. Così Zirkzee e Raspadori seguono un percorso, tortuoso però forse in discesa, «ma non ci sono solo loro come obiettivi» ha ammesso di recente il ds Massara. Che nelle ultime settimane si sarebbe mosso sotto traccia per altri due calciatori con ruoli e caratteristiche diverse da quelle di prima punta: Andreas Schjelderup e Federico Chiesa, entrambi ideali per il 3-4-2-1 gasperiniano. Il primo, norvegese classe 2004, non sta trovando molto spazio con il Benfica di Mourinho, eppure è considerato uno dei talenti più puri della generazione d’oro del calcio scandinavo. Di piede destro, preferisce partire da sinistra per accentrarsi e puntare avversari e porta: ha dribbling, tiro e anche una discreta visione di gioco, ma soprattutto ha dalla propria parte la carta d’identità e i costi contenuti. Nonostante il forcing del Besiktas, la Roma sarebbe l’opzione prioritaria di Schjelderup, che in giallorosso approderebbe in prestito con diritto di riscatto per una cifra vicina ai 12 milioni. Lo scorso novembre, suo malgrado, il norvegese è finito al centro di una brutta storia: il Tribunale di Copenaghen lo ha condannato a 14 giorni di carcere per la diffusione di un video sessualmente esplicito raffigurante minorenni. Un caso in divenire che ovviamente influisce su ogni trattativa.
Chiesa piaceva a De Rossi
Un altro nome che da tempo solletica la fantasia della piazza romanista è quello di Federico Chiesa. L’ex Juve le ha provate tutte per ritagliarsi un ruolo di primo piano nel Liverpool, ma anche in questa stagione sta trovando più porte chiuse che opportunità: gli 11 minuti trascorsi in campo da inizio dicembre sembra però lo abbiano convinto a cambiare aria, anche solo per sei mesi, non solo nella speranza di rientrare nel gradimento della Nazionale ma pure per dare un’altra dignità a una carriera che prometteva altre scintille. Chiesa è stato vicino alla Roma ad agosto del 2024, con De Rossi in panchina, ma anche nell’ultima estate ci sarebbero stati contatti con il ds Massara prima e con il tecnico Gasperini poi. Onorato dell’interesse, il campione d’Europa avrebbe poi preferito non approfondire la possibilità di un trasfertimento proprio per giocarsi tutte le fiches sul Liverpool. Ora è stanco di scaldare la panchina.
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