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Bologna, che succede? Tutto sul duro confronto tra Italiano e la squadra


BOLOGNA – Il Bologna di Italiano a «Chi lo ha visto», perché se è vero che alcune «avvisaglie» c’erano state anche prima, è altrettanto vero che addirittura se ne sono perse le tracce dalla notte meravigliosa di Vigo, contro il Celta. Come d’altra parte ha riconosciuto alla fine di Inter-Bologna lo stesso Italiano. Che se fino a domenica aveva teso la mano alla squadra nonostante che le sue prestazioni fossero state più o meno cariche di ombre, questa volta è andato giù pesante, primo perché negare l’evidenza non sarebbe stato costruttivo, secondo perché i numeri non sono mai un’opinione, e gli ultimi sono davanti agli occhi di tutti. «Ci siamo smarriti, e non posso pensare che nel giro di 20 giorni sia cambiato il nostro mondo, di conseguenza è fondamentale ritrovarci subito, altrimenti rischiamo di buttare via tutto quello che di buono abbiamo fatto fin qua». Italiano parla con il noi come è giusto che sia, ma se da agosto a fine novembre tra il dare e l’avere c’era stata la giusta proporzione, abbiamo la sensazione che nell’ultimo mese e soprattutto sotto le feste il tecnico abbia più dato che ricevuto dai suoi calciatori.

Italiano a muso duro

Ai quali ieri pare che abbia parlato a muso duro, pane al pane e vino al vino, usando toni non troppo alti ma fermi, perché quando ci vuole, ci vuole, pur non avendo assolutamente cambiato idea sulle potenzialità (sotto tutti gli aspetti) della propria squadra. Uno può dire: contro l’Inter ci sta di fare una brutta figura. Vero, ma una volta detto come e quanto sia complicato stabilire dove arrivano i meriti di una squadra e i demeriti dell’altra, guai a non sottolineare come domenica il Bologna sia stato tutto troppo meno dell’Inter, e se sul piano tecnico e della qualità non è una sorpresa, su quello dell’atteggiamento e dell’attenzione non esiste, perché puoi anche non essere aggressivo e non pressare alto come al solito, ma mai era successo che il Napoli in Arabia e l’Inter domenica giocassero con il Bologna come il gatto fa con il topo e allora c’è qualcosa che non quadra e che va riveduto da subito. Sì, perché è come se la partita di San Siro fosse stata la prosecuzione di quanto era accaduto (anche prima) contro la Lazio rimasta in 10, la Cremonese e il Parma B in Coppa Italia, e successivamente contro Juventus e Sassuolo. Poi è evidente come la forza prima del Napoli e poi dell’Inter abbia esasperato ancora di più le attuali difficoltà del Bologna inteso come squadra.


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Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/calcio/serie-a

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