Nel bene, ma quasi sempre nel male, comanda il VAR. In una stagione che sta virando verso il disastroso per gli arbitri italiani, la costante che non cambia mai è l’utilizzo malsano dell’aiuto (o intralcio) da Lissone, dove VMO scarsi in campo (spesso hanno poche gare di A) decidono le sorti di big match, decidono cosa vedere, come vederlo, fanno diagnosi e prognosi e poi la comunicano all’arbitro di campo, condizionandolo. La famosa frase di Rocchi, «La presenza del VAR ammorbidisce l’arbitro? Se scopro questo non fa la Serie A» è diventata una bugia. L’ultima giornata fa scuola: se si fa moviola sul rigore tolto alla Fiorentina, perché non la si è fatta per la carica di Scalvini su Svilar? L’aggravante è che Rocchi, attraverso il responsabile dei club (ma ci sono davvero?) De Marco, ha fatto sapere ieri a Open VAR su DAZN che le due decisioni sono corrette. Ecco il corto circuito: se Fabbri prende 8.60 dopo quello che ha fatto a Bergamo, se Massa prende 8.60 dopo Lazio-Napoli, dove non ha capito proprio che partita aveva davanti, perché Guida (che ha diretto bene Inter-Bologna) prende lo stesso voto, 8.60 (il massimo è 8.70)? Come fossimo a scuola: per giustificare chi fa 2+2= 5 o scrive “un’altro” con l’apostrofo, diciamo che hanno fatto bene, come chi ha scritto un tema da 8. Non si può fare. E’ la fine.
A tutto Var
Comanda il VAR. Chi deve giudicare non riesce a capire che Marini “indottrina” La Penna, facendogli vedere e facendolo concentrare solo sulla maglietta presa per il collo (ma perché, Baschirotto non ha la mano destra sull’avambraccio sinistro di Piccoli?), suggerendo già la soluzione: «Gli mette una mano sotto al collo e cade da solo… vedi la sua maglia… la tiene, è fallo prima di Piccoli su Baschirotto». Il carico ce lo mette De Marco, portavoce di Rocchi: «Ottima chiamata». Come se la stazza di Baschirotto e il contatto basso sul piede sinistro di Piccoli non contassero. E Maresca a Bergamo che fa? Liquida velocemente il colpo che Svilar riceve da Scalvini (dalla retroporta alta si vede chiaramente la testa di Svilar che si gira di scatto): «E’ Rensch che ha una mano…. Il calciatore che disturba sensibilmente il portiere è il suo compagno di squadra. Non c’è alcun fallo di Scalvini. In questo momento ha già perso il controllo, è Rensch che va ad impedire la partita…». Col suggello di Rocchi/De Marco: «Il portiere della Roma perde il contatto con il pallone perché sbilanciato dal suo compagno Rensch». Sì, ok, ma il colpo che arriva subito dopo? E poi, la perdita di un pallone giustifica il fallo di un avversario? Ma dove sta scritto?
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