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Calciomercato Juve, casting punta: mister 30 milioni, l’impossibile a gennaio e il 40enne low cost


Luciano Spalletti ha già aggiustato la Juve, dandole anima e gioco, ma se è vero che sono le difese a vincere i campionati, è altrettanto inattaccabile il postulato secondo il quale il successo nel calcio arriva se butti dentro il pallone nell’altra porta. Concetto molto semplice, ma che nella Juventus attuale rischia di trasformarsi in chimera da rincorrere inutilmente visto che l’infortunio di Vlahovic – che non rientrerà prima di marzo – ha consegnato al tecnico di Certaldo i soli David e Openda a contendersi il posto da centravanti. Dal punto di vista numerico non sarebbe un problema e sulla carta non lo è nemmeno sotto il profilo tecnico, perché il canadese è un calciatore “relazionale” – definizione spallettiana che calza a pennello – mentre il belga è uno sprinter che può diventare letale quando si aprono gli spazi per attaccare la profondità. Il problema, semmai, è che tutto questo è rimasto, appunto, imprigionato nella teoria: la pratica, cioè il verdetto del campo, racconta di due punte spuntate che non sono riuscite, finora, a convincere, raccogliendo numeri miseri anche se sommati per 2: due gol in campionato, tre in Champions e una miriade di dubbi che risultano ancora più inquietanti dopo sei mesi.

Alla Juve serve un vero numero 9

Un tempo piccolo se si considera il percorso di un calciatore, ma sufficiente per spazzare via alibi come la necessità di ambientarsi e di assorbire l’impatto con un altro tipo di calcio. La verità è che alla Juve serve un vero numero 9, un centravanti di fisico e sostanza che possa colmare il gap con le difese di Serie A: David e Openda hanno dimostrato di soffrire, un po’ perché il canadese è più una seconda punta di raccordo – altra espressione presa in prestito dalle parole del tecnico bianconero – mentre Openda non ha la taglia per fungere da vertice dell’attacco, risultando più funzionale di fianco a un’altra punta. A gennaio non si muoverà nessuno dei due: il belga non può proprio, avendo già disputato partite ufficiali con il Lipsia; il canadese in teoria potrebbe, però in pratica non c’è l’intenzione di nessuno di operare in uscita, né dell’entourage dell’attaccante né della dirigenza juventina. Ma qualcosa in attacco si muove e se finora il club bianconero ha sondato il terreno per un elemento offensivo sì, ma più che altro alternativo a Yildiz: tuttavia le difficoltà dei numeri 9 – mescolate all’assenza di Vlahovic – spingono il neo ds Ottolini a guardare anche cosa offre il mercato dei centravanti nel reparto saldi.

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Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/serie-a

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