TORINO – Verrà esplorato il mercato invernale, con prudenza e pazienza, ma nel frattempo Luciano Spalletti dovrà fare con quel di cui dispone, a livello di materiale umano. E lui, che è un rigeneratore di anime tanto quanto è un tecnico esperto e preparato, sta già da tempo lavorando sulle serenità dei suoi calciatori più in crisi, dal punto di vista dell’autostima. Ogni riferimento a Jonathan David è puramente voluto perché una serata come quella di sabato l’ha trasportato nell’occhio del ciclone e un navigante di calcio esperto come Spalletti sa che in questi casi c’è solo una cosa da fare: normalizzare. Quando tutto attorno a te è in vorticoso e inestricabile movimento, non muoverti e resta sereno: l’adagio vale in questo caso. Perché la Juve, compatta, si chiude a testuggine a protezione di un elemento dello spogliatoio che sta vivendo un momento duro e difficile.
David e il peso delle aspettative
Oddio, un momento forse no, ma la prova con il Lecce e il rigore con cucchiaino neutralizzato da Falcone, con relativi fischi dello Stadium, hanno complicato ancora di più il già precario clima attorno al canadese: arrivato in estate da Iceman, l’uomo di ghiaccio, e diventato in inverno l’esatto contrario, intimorito e irriconoscibile per chi l’ha visto spaventare le difese in Ligue 1 e in Nazionale. Il day after alla Continassa è all’insegna della normalità: l’episodio è derubricato, appunto, a una brutta serata e stop, che può capitare a tutti. A portare un po’ di senso di appartenenza e uno spirito vincente ci ha pensato Danilo, con un blitz al centro sportivo ieri mattina, dopo l’abbraccio dei suoi vecchi tifosi sabato allo Stadium: l’ad Comolli ha detto al brasiliano che è “sempre il benvenuto”, Perin e Locatelli hanno scherzato e chiacchierato in un clima sereno e disteso.
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