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De Rossi e quel rapporto speciale con Allegri: la mossa anti Milan del tecnico del Genoa


GENOVA – Dice Daniele De Rossi: «Quando non mi prendeva nessuno avevo un video da far vedere ai direttori sportivi con le immagini di alcune mie partite, tipo porta a porta…». Tra queste, senza dubbio, anche Milan-Roma di Europa League. Undici aprile 2024, la prima volta al Meazza da allenatore, la prima vera occasione in cui l’attuale tecnico del Genoa non solo mise in mostra una squadra dal tasso tecnico molto elevato, ma con una mossa astuta e giusta – El Shaarawy a destra – fece scacco matto a un allenatore esperto come Pioli. Non lo diranno mai, forse, ma quella partita, insieme al ritorno all’Olimpico (vittoria in 10 e semifinale di coppa conquistata), fu decisiva per far decidere alla società rossonera di interrompere il rapporto con il tecnico dello scudetto. Non solo: prima di quella partita accanto a De Rossi in conferenza c’era Paulo Dybala che, a precisa domanda, rispondeva così: «Daniele è giovane, ma ha tutto per fare la carriera di allenatori top come Mourinho e Allegri». Eccolo, Max.

De Rossi e Allegri, una conoscenza di lunga data

L’avversario di domani, quello che, ha spiegato De Rossi, «alla fine sta sempre lì». Tra i primi, tra coloro che, sempre per citare Daniele, «sono quelli che fanno la storia». I due si conoscono da sempre: Alberto, padre di Daniele ed ex compagno nel Livorno proprio di Max. Livorno, altro riferimento: il tecnico del Milan ce l’ha tatuata nel cuore, la sua città; quello del Genoa sulla pelle, come da foto in campo con il papà. Ricordava Allegri: «Nel 1986 ero bambino e Alberto stava quasi finendo di giocare: è una persona meravigliosa, suo figlio può fare una bella carriera». Daniele, all’epoca, non aveva neppure 3 anni, oggi è un uomo fatto e finito ma soprattutto un allenatore che sa di giocarsi tanto contro il Milan e soprattutto nelle prossime contro Cagliari in casa e Parma fuori.

Il Genoa aspetta rinforzi dal mercato

Ieri non ha parlato in conferenza ma, dopo un giorno di riposo, ha preparato il Genoa alla trasferta di Milano. Dovrà fare a meno di Ekuban, fuori un mese per una lesione muscolare, aspetta un portiere e pure un centrocampista, magari con spiccate caratteristiche offensive perché ha bisogno di punti e di gol. Spera che continui la buona vena di Colombo, che la fortuna gli preservi Vitinha e che Malinovskyi torni il giocatore affidabile che è sempre stato. La corsa alla salvezza, inevitabilmente, passa da questo. E chissà che alla fine anche la permanenza in Serie A non possa far parte di qualche video da mostrare a tutti. Come quella volta a San Siro di due anni fa. 


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Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/calcio/serie-a

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