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Furia Zaccagni sugli arbitri: “Ho una striscia di sangue, ma quando ammoniscono?”


 Porta con sé i segni della sconfitta, Mattia Zaccagni. È uscito furioso dal terreno di gioco dopo il triplice fischio, ferito sia nel morale, sia a livello fisico. Sì, perché il ko con il Napoli porta con sé ancora una volta tanto nervosismo, troppi cartellini e una lunga serie di strascichi polemici. Il capitano della Lazio nelle interviste post-partita ha provato a evitare l’argomento, a scansare più possibile la pericolosa generazione di alibi. All’ennesima domanda, però, ha lasciato intendere il malumore per la direzione di gara: «Mi ero promesso di non parlare di arbitri perché è inutile farlo ed è anche difficile gestire queste cose. Posso dire che ho una striscia di sangue dalla tibia alla caviglia, non so cosa devo fare per far ammonire l’avversario. Poi, sul mio intervento su McTominay, è un ginocchio contro ginocchio, se quello è giallo...».  

Zaccagni nervoso, ma niente alibi

Sul perché arrivino certe decisioni, il numero dieci non sa darsi spiegazioni: «Non me le do. A volte le chiediamo direttamente agli arbitri e spesso e volentieri non ne abbiamo. Sul fallo da cui nasce il secondo gol, quello del tocco di mano di Noslin, prima c’è una spinta plateale. È diventato tutto molto soggettivo, non capisco come vengano applicate certe regole. Tutto qui». Restano dunque amarezza e nervosismo, anche se Zaccagni li collega più che altro alla prestazione sbagliata da parte della squadra: «Sono sensazioni dovute alla partita, in cui dovevamo fare di più sotto tanti punti di vista. Loro dopo il primo gol hanno giocato con totale fiducia, sono stati bravi a trovare i due trequartisti più volte, noi faticavamo molto a prenderli. Hanno giocato una grande gara e li abbiamo aiutati con le nostre pressioni non cattive. Non riuscivamo a coprire il pallone, eravamo distanti. Adesso è il momento di archiviare tutto, vedere gli errori fatti e pensare alla partita di mercoledì con la Fiorentina. Il nostro obiettivo sarà sempre quello di partire forte e prendere in mano il pallino del gioco».  E questo nonostante l’ennesima condizione d’emergenza con cui dovrà fare i conti la squadra, che dopo l’espulsione di Noslin si ritrova senza un attaccante di ruolo a disposizione: «Vediamo, ci penseremo, siamo abituati ad essere in emergenza, affronteremo la partita come tutte le altre. Non dobbiamo cercare alibi». Il rischio di vivere una stagione insapore da metà classifica è più che mai concreto: «In questo momento dobbiamo guardare la realtà dei fatti. La nostra classifica è anonima, non vogliamo mantenerla tale». 

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Fonte: http://www.corrieredellosport.it/rss/calcio/serie-a

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