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Gasperini ritorna a Bergamo da avversario: “Storia bella, ma ognuno per la sua strada”


Se fosse Antonello Venditti a dover scegliere la colonna sonora per il ritorno di Gian Piero Gasperini a Bergamo, molto probabilmente sarebbe “amici mai”. Perché è proprio vero che certi amori non finiscono, ma fanno solo dei giri immensi e poi ritornano. E allora anche se la poesia o filosofia, chiamatela come preferite, è un po’ scarna nelle sue parole alla vigilia, non per questo viene meno un legame che è e resterà indissolubile, perché sancito nelle nove lunghe stagioni passate all’Atalanta. I risultati sportivi hanno avuto un ruolo chiave, ma non sono stati il solo fattore. Quello che è accaduto fuori dal rettangolo verde negli anni del Covid ha portato Gian Piero a stringersi a una città che nel 2019 lo ha reso anche suo cittadino onorario. Lui che bergamasco non è, perché nato in Piemonte, ma che lo è diventato. E allora tornare con la sua Roma sarà molto bello“, anche se l’accoglienza con i suoi ex tifosi la immagina diversa da quella che Daniele De Rossi ha ricevuto all’Olimpico neanche una settimana fa. “Con i bergamaschi ci conosciamo – dice -, sarà bello salutarsi, ma poi ognuno per la sua strada, senza prigionieri (ride, ndr)“.

I motivi dell’addio dopo 9 anni 

Poca retorica e tanto pragmatismo, verrebbe da dire il solito Gasperini. Quello che a Bergamo hanno imparato ad amare nonostante un carattere non semplice. Ma in Italia non si resta nove anni nello stesso posto senza un legame speciale, lo dimostra come solo la Juventus con Trapattoni abbia avuto lo stesso allenatore per più stagioni consecutive (furono dieci). Era anche un altro calcio, per questo l’avventura di Gasp a Bergamo resta un unicum, quasi al pari delle grandi storie d’amore inglesi tra United e Ferguson o Arsenal e Wenger. E l’Europa League vinta nel 2024 è stato il coronamento di un cammino. “Ma non il punto più alto – racconta -. Perché dopo quel successo avevo la convinzione che potessimo fare ancora di più”. L’obiettivo era diventato lo scudetto, di cui ora non parla, ma che fa sognare ai tifosi giallorossi. Prima, però, c’è da superare indenne l’esame Atalanta. “Credo di averla lasciata forte e con un grande valore – ribadisce orgoglioso -. È stata une bella storia, iniziata con Percassi. Poi siamo stati capaci di migliorarci sempre e la cosa incredibile era fare certi risultati con i bilanci in utile. Siamo diventati scomodi“. Ma come spesso accade nel calcio, tutte le storie hanno una fine e quella di Gasperini inizia a vacillare quando la società firma l’accordo con Bain Capital.Lì cambia la proprietà e la figura dell’allenatore era diventata diversa“, dice Gasp. Ma nessun rancore o rimpianto perché a Bergamo ha lasciato un pezzo di cuore.

Fronte mercato: Raspadori ci sta pensando

Abitando in centro, nella città bassa, non era raro ritrovarselo a cena al ristorante, “da Giuliana” soprattutto. Amava girare per le vie di Bergamo e oggi fa lo stesso a Roma, anche se con più parsimonia perché la passione dei tifosi giallorossi talvolta sa esser più “pressante” di quella bergamasca. “Non sono cambiato – dice -. Mi porto dietro le mie caratteristiche, sono in un contesto nel quale credo molto e che è tanto stimolante. La cosa che per me è importante è aver fatto presa su questo spogliatoio e aver tolto lo scetticismo che c’era su di me“. La classifica, poi, molto ristretta fa sì che la sua Roma, anche se non costruita per lo scudetto, abbia il dovere di provarci. “Ci si gioca molto in poco e noi accettiamo la battaglia“. Dal mercato, poi, si aspetta un regalo e se Roma e Atletico hanno l’accordo per Raspadori, ora manca l’intesa tra il club giallorosso e il giocatore. “Ma non è un calciatore a cambiare tutto“, conclude Gasp che per una notte dovrà metter da parte le emozioni, consapevole che con Bergamo e l’Atalanta non saranno mai solo amici. Ma molto di più.

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