ROMA – Zbigniew Boniek, ex centravanti della AS Roma e attuale vicepresidente della UEFA, è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport lanciando una critica severa all’operato degli arbitri italiani e all’utilizzo del VAR. Secondo Boniek, la direzione arbitrale in Serie A avrebbe perso autorevolezza: “Gli arbitri italiani sono impauriti e schiavi del VAR: non sono più i migliori al mondo”. Un giudizio netto, motivato da episodi recenti che, a suo dire, evidenziano una mancanza di uniformità nell’applicazione del regolamento.
Boniek e gli episodi di Lazio e Roma
L’ex dirigente ha citato in particolare Udinese-Lazio: “Nel gol di Davis, un giocatore stoppa un tiro in porta con la mano e poi segna dopo 6-7 secondi. Il VAR ha convalidato parlando di ‘non immediatezza’”. Un’interpretazione che Boniek mette a confronto con quanto accaduto in Atalanta-Roma, dove è stato annullato un gol a Scamacca dopo una lunga prosecuzione dell’azione: “In quel caso il guardalinee doveva alzare subito la bandierina. Ci vuole coraggio ad annullare un gol così”. Boniek si è soffermato anche sul gol di Scalvini, sottolineando come, in assenza di immagini chiarificatrici, dovrebbe prevalere la decisione presa sul campo: “Se non si riesce a trovare niente al VAR, è giusto confermare la decisione dell’arbitro. Non bisogna cercare qualcosa a tutti i costi per cambiarla”. Il punto centrale della critica riguarda il ruolo del VAR nel processo decisionale: “Un tempo si diceva che gli arbitri italiani fossero i migliori al mondo. Ora non lo sono più e quando vengono chiamati al VAR cambiano decisione al 100%. Così non va bene”. Un messaggio che riaccende il dibattito sull’equilibrio tra tecnologia e responsabilità arbitrale, tema sempre più centrale nel calcio moderno.
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