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La Juve risponde, David pure: assist, gol, festa. Poi applauso dei tifosi, se torna quello di Lilla…


INVIATO A REGGIO EMILIA – La Juve si rimette in marcia e risponde con fermezza ai successi esterni di Roma Como, rivali per il piazzamento in Champions. E soprattutto Spalletti ha finalmente la risposta che si aspettava dal suo centravanti, Jonathan David: un assist al bacio, un gol da vero attaccante di razza e l’abbraccio di tutta la panchina, a simboleggiare l’intero popolo juventino che si stringe attorno a uno dei suoi giocatori più discussi. La notte di Reggio Emilia è perfetta, da incorniciare e stavolta non ci sono episodi controversi a rovinare la serata di Locatelli e compagni: poteva essere una sfida insidiosa per una Juve che non poteva permettersi passi falsi, a maggior ragione conoscendo già i risultati del pomeriggio. Invece la reazione bianconera c’è, per quanto resa ancor più veemente dalla prova stavolta insipida e timida della squadra allenata da Grosso.

L’aiuto dell’ex e l’ombra del Lecce

Spalletti conferma l’assetto tattico di partenza visto con il Lecce e che sarà verosimilmente la traccia da seguire da qui alla fine della stagione: 4-2-3-1 con – in questo caso – Miretti sottopunta, McKennie da esterno destro offensivo e Koopmeiners centrale di sinistra al posto di Kelly. La Juve riscuote in fretta il credito con la fortuna accumulato nelle puntate precedenti, perché dopo un quarto d’ora un innocuo cross di Kalulu viene trasformato in una parabola letale da una maldestra deviazione di Muharemovic, proprio l’ex più atteso e chiacchierato anche in sede di mercato. Un vantaggio tutto sommato legittimato da una certa propositività specialmente sulla corsia sinistra bianconera, con svariate conclusioni tentate dal sempre frizzante Yildiz, anche se poi la rete dell’1-0 juventino arriva da destra. Il Sassuolo è intontito dallo sberlone a freddo e si schiaccia ancora di più, invece di cercare una reazione. E resta fin dai primi minuti l’impressione che la Juve stia trovando sempre più armonia e velocità nei movimenti, qualità che permettono alla manovra di risultare più fluida ed efficace: certo, manca sempre quel qualcosa nella rifinitura e nella lettura di alcune situazioni, però è indubbio quanto e come Spalletti ci stia lavorando. Manca un po’ di cattiveria nel puntare la porta, anche perché il Sassuolo concede possibilità al tiro ma, quando non è la mira il problema, mancano potenza e precisione. Ed è quasi sempre solo Yildiz a scaldare i guanti di Muric. Se va trovato un difetto, neppure piccolo, al primo tempo della Juventus è di fatto lo stesso del match con il Lecce: la difficoltà nell’azzannare la partita, nel dilagare nel punteggio, tenendo il risultato in bilico ed esponendosi così al rischio di capitolare per un episodio isolato, come appunto successo nell’ultima in casa.

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