NAPOLI – Stava andando tutto bene, anche senza gol o prodezze da tabellino. Poi accenni di fastidi fino al dolore e allo stop. David Neres si ferma all’improvviso, a metà secondo tempo della sfida contro la Lazio, e temporeggia. Vuole riprovarci, poi si arrende e va a terra. Esce con l’aiuto dello staff medico sofferente, in lacrime, dispiaciuto. Non cammina da solo, chiede sostegno anche a fine partita, al rientro negli spogliatoi. L’umore non è dei migliori, non potrebbe essere altrimenti.
Attesa per gli esami
La prima diagnosi, trauma contusivo distorsivo alla caviglia sinistra. Adesso l’attesa per il responso degli esami strumentali che svolgerà oggi e che chiariranno soprattutto i tempi di recupero. Non si tratta di un problema muscolare, dunque, ma resta sospeso il suo destino. Il dolore, comunque, era forte. Neres, infatti, ha lasciato lo stadio in stampelle. E adesso Conte aspetta novità. Lui, intanto, subito dopo la partita si è affidato ai social. Ha postato una semplice foto, una di quelle scattate durante la sua partita all’Olimpico. Non ci sono parole o frasi, è sospeso anche il significato ma è facile immaginare quanta amarezza ci sia stata per lo stop e per il cambio necessario con l’ingresso al suo posto di Mazzocchi.
Partita di spessore
Anche ieri, sulla destra, accanto a Hojlund o dando profondità alla squadra con i suoi sprint sulla fascia, Neres stava disputando l’ennesima partita di spessore dopo la sosta, dall’Atalanta in poi. Uno dei veri protagonisti della rinascita del Napoli con la svolta tattica e degli uomini. Neres era uno dei giocatori più in forma della squadra e proprio per questo motivo ora Conte, come ha spiegato ieri dopo la partita, si augura che possano arrivare notizie positive e che lo stop, dunque, possa essere breve. D’altronde alle porte, per il Napoli, c’è un periodo particolarmente affollato. Gennaio è un mese intenso, altre sette partite fino al 28 con tanto di scontro diretto a San Siro domenica contro l’Inter, si giocherà ogni tre giorni e saranno fondamentali le rotazioni. E i ricambi anche in attacco.
Neres indispensabile
Neres dalla sosta in poi aveva sempre giocato. Solo col Cagliari era partito dalla panchina subentrando nel finale. Poi, tra le sei di campionato, le due di Champions e le due sfide di Supercoppa, era sempre stato schierato titolare da Conte. Fiducia meritata con sei gol all’attivo e prove convincenti, una crescita evidente e un’intesa notevole con Hojlund. Neres era stato l’eroe di Riyadh con la rete al Milan e la doppietta al Bologna in finale, la seconda stagionale dopo quella all’Atalanta nella partita dove tutto ha avuto (di nuovo) inizio. Nel mezzo, anche il gol dell’Olimpico contro la Roma. Stavolta, però, la Capitale ha per lui sapore amaro. Lo stadio dove il 30 novembre aveva deciso la sfida contro la squadra di Gasperini diventa teatro della paura, la sua e dei compagni, oltre che di Conte. Per un istante fatale. Un problema alla caviglia sinistra che ora andrà valutato con gli esami strumentali. Con la stagione che corre: dopodomani l’Hellas, domenica l’Inter. Si inizia a far sul serio.
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