L’importanza del gruppo e la crescita Juve
Spalletti parla anche in conferenza e lo fa sottolineando l’importanza di aver raggiunto i 16 marcatori diversi con la rete di Miretti: “È un dettaglio importante perché con quello si può sopperire alla mancanza della prestazione del singolo. Quando la squadra funziona poi non dipendi solo dal giocatore. Il fatto che facciano gol è sempre un’iniezione di fiducia fondamentale per i calciatori e questa diventa un’apertura ancora più importante per il nostro futuro”. E sull’atteggiamento della Juve: “Bello o arrabbiata dopo il Lecce? L’ho trovata uguale. La cattiveria, la voglia e la volontà di andarsi a prendere le cose, di non aspettare la prima mossa degli altri per poi reagire è una cosa che ho riscontrato, però nel primo tempo con quella fase di accerchiamento dove loro sono stati al limite dell’area bisogna trovare più situazioni pericolose. Andare in vantaggio su una deviazione è segno che c’è ancora da acchiappare qualcosa come crescita“.
Spalletti: “Abbraccio? Mi fa piacere perché voglio stare in questo gruppo”
L’allenatore poi torna sull’abbraccio di gruppo dopo il gol di David: “Io sono arrivato da ultimo, vengo di conseguenza. Ho visto che tutti hanno partecipato all’abbraccio e siccome voglio stare in questo gruppo mi ha fatto piacere andarci. La cosa fondamentale, però, sono stati i due allenamenti precedenti all’interno del Training Center: tutti gli hanno dimostrato solidarietà, quando siamo lì in quelle situazioni poi ci sono giocatori che ricevono offese, ci sono quelli che fanno il video che hanno un amico che allena da un’altra parte e fanno i fenomeni, che dicono che non deve dire chi batte il rigore, ma tutte queste situazioni sono scritte all’interno dello spogliatoio perché in due giorni non c’è possibilità di provare delle cose. Provi delle cose con una squadra e due giorni dopo devi provare cose contro un’altra squadra che fa cose differenti. Siccome la decisione è stata presa fuori dai quei fogli scritti perché i due rigoristi sono Locatelli e Yildiz, voglio partecipare io. Mi fa piacere che il capitano ha personalità ma la prossima volta lo deve dire anche a me, ma non l’abbiamo fatto battere a un raccattapalle, a uno che ha segnato più di 20 rigori in carriera su 25-26 rigori, tutto questo pandemonio è stato creato ad arte ma qui non trovano terreno fertile“. A chiudere sul cosa ha detto a David: “La terapia è stato il fatto di come stasera siamo stati squadra in tutte le cose che sono accadute. Lui è un ragazzo buonissimo, sensibilissimo, lui è senza cover, non nasconde sempre, è semplice, non ha la struttura di dover reggere tutto quello che gli piove addosso e il fatto di sentirsi in una specie di famiglia che gli vuole bene lo ha aiutato”.
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/serie-a

