Dopo la vittoria contro il Pisa che ha chiuso il 2025, la Juventus si prepara a scendere in campo per la prima volta nel 2026. L’anno bianconero inizierà con la sfida con il Lecce (qui le probabili formazioni), in programma allo Stadium sabato 3 gennaio alle 18:00. Per i bianconeri sarà una sfida importante, di quelle da vincere a ogni costo. L’obiettivo è infatti portare a casa i tre punti, avvicinarsi alla testa della classifica e mettere pressione all’Inter. Vietato sbagliare. Alla vigilia dell’incontro, Luciano Spalletti è intervenuto quindi in conferenza stampa per analizzare il match.
Juventus, la conferenza stampa di Spalletti
L’allenatore bianconero ha iniziato la conferenza parlando della sfida in programma contro il Lecce: “I calciatori hanno lavorato bene nonostante il disturbo di queste festività, determinati ad arrivare al campo a sviluppare bene quello che bisogna fare. Si è parlato anche dell’anno nuovo e c’è un detto dalle mie parti che dice ‘quello che fai i primi giorni dell’anno, lo ripeti tutto l’anno’. Per questo gli ho chiesto di lavorare bene in maniera particolare questi allenamenti. Ogni giorno si mette in palio un piccolo premio, visibile o non visibile. Bisogna impegnarsi per portarlo a casa perchè la somma di questi premi danno un risultato. Mi aspetto che ci mettano la stessa attenzione, con qualcosa di nuovo che ci possa dare ancora più forza. Sono loro i protagonisti, quelli che devono andare a scavare e scoprire relazioni nuove, fuori da quello che è il preordinato, il ruolo. La partita non è facile perchè io conosco molto bene diverse persone del Lecce, tra cui Di Francesco con cui ho lavorato insieme a Roma. Abbiamo giocato contro, siamo amici di lunga data: è un allenatore modernissimo, ha sempre un calcio molto propositivo anche quando non gli è andata bene. Sarà una partita aperta, ti vengono a pressare, hanno fatto delle buonissime partite in questo campionato. Sarà difficile e ci sarà bisogno di tutta la nostra forza“.
Le partite ravvicinate
La Juventus si ritroverà a giocare ben 7 partite a gennaio, in un mese che si prospetta ricco di emozioni e privo di tempi morti e riposo: “Non è facile prepararle con queste tempistiche così ravvicinate, ma qui alla Juventus ho uno staff di persone che sanno lavorare. Bisogna suddividersi i compiti, mi hanno fatto portare quattro collaboratori di primissima qualità e attraverso questa collaborazione si riesce a poter lavorare su più fronti e poter anche preparare le partite. È chiaro che con le difficoltà dei tempi ravvicinati qualche muscolo andrà in sofferenza. C’è da stare attenti e pronti, perchè c’è bisogno di tutti. Ci sarà da cambiare qualcosa anche perchè quelli che sono subentrati fino a questo momento hanno fatto vedere che poi la panchina non è solo un luogo d’attesa. Sono entrati nella maniera giusta e hanno ribaltato le partite, perchè questo è ormai è fondamentale perchè chi è in panchina non rientra nella logica del ‘se serve’ ma fa tutto parte di un piano partita. A volte si sceglie di far entrare più tardi il giocatore forte per fargli spaccare la partita, lo shock momentaneo che ribalta l’equilibrio”.
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