TORINO – Tre anni. A volte lunghissimi, a volte un soffio di vento. Ma il ricordo non è mai svanito, non potrà farlo neanche quando gli inverni inizieranno a sommarsi, i ricordi a sbiadirsi. È che Luca Vialli ha significato tanto, e per molti. Per chi era presente a Roma, quasi trent’anni fa, nell’ultima Champions League alzata al cielo dalla Juventus e diventata naturalmente iconica; per chi ha vissuto più intensamente e più fedelmente la sua carriera. Poi diventata storia, quindi leggenda. A volte, persino a prescindere dalle gesta, pur delicate, pur fenomenali, lasciate in pasto a giornali e tifosi.
Vialli, dalla Juve alla leggenda
Sempre in campo. Comunque in gol. Con una potenza unica nel suo genere, come potente era diventato il messaggio durante il periodo della malattia, quello in cui Luca sembrava aver capito i segreti della vita, senza custodirli per sé, regalandoli persino a chi non osava chiedere. “Credo che sia un privilegio sapere che c’è una scadenza, ti permette di avere il tempo di fare tutte le cose che non avresti fatto andando via all’improvviso”, aveva raccontato in una delle ultime interviste. Era seduto su una panchina, le gambe incrociate, ancora tanta voglia di andare avanti.
La lezione di Gianluca Vialli
Il campo da golf come scenografia perfetta: lì aveva trovato l’adrenalina del rettangolo verde e la quiete costantemente ricercata al di là del calcio, amore d’una vita e racconto della stessa. Delle sue sfumature. Infinite. Una, la più dura da accettare, è stata la malattia. Che non era “esclusivamente sofferenza, perché ci sono dei momenti bellissimi. Non ti dico che arrivo al punto di essere grato nei confronti del cancro, ma non la considero una battaglia: se mi mettessi a fare una battaglia, ne uscirei distrutto”. E infatti, battaglia non è stata, ma una convivenza forzata e un modo per comprendere, capire, attaccarsi all’esistenza e lasciare che quest’ultima raccolga ulteriore forza, maggiore concretezza. Persino un senso. Luca Vialli è stato idolo e quasi nel senso inteso nell’antica Grecia: un’immagine, un simulacro. Qualcosa a cui aggrapparsi nei momenti più duri. Ancora adesso, tre anni dopo, la sua forza non è svanita.
WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE
Fonte: http://www.tuttosport.com/rss/calcio/serie-a

