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    Da Spalletti a Garcia, inno alla diversità: li unisce il bel gioco e sanno farsi amare

    De Laurentiis ha puntato sulla discontinuità, soprattutto filosofica e caratteriale. Ma in campo…Come arriva a imporsi il nome di Rudi Garcia nella vesuviana testa del presidente? Possibile che alla fine, tra tanti candidati di grosso calibro, la scelta sia stata anche suggerita dalla bio e psicodiversità dei due: il subentrante Garcia e l’uscente Spalletti. Scommettere sulla discontinuità. LEGGI TUTTO

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    Weah: “Io, il Milan, Berlusconi e la telefonata che ho fatto a Maldini”

    A casa del presidente della Liberia, ex bomber rossonero: “Ricordo gli scudetti in rimonta, se credi in un obiettivo e hai qualità poi lo raggiungi. Vorrei mio figlio Timothy in Italia. E della finale di Champions c’è una cosa che non ho capito…” Dalla nostra inviata Alessandra Bocci 19 giugno
    – MONROVIA (LIBERIA)C’era Springfield, aeroporto voli privati: da lì a volte decollava George Weah per tornare in Europa. Poi ci sono state macerie, terreni incolti, sempre più miseria. Ora sullo stesso suolo è steso il prato sintetico dei campi di calcio, ci sono spazi per giocare a basket, pallavolo, tennis. C’è una palestra per allenarsi. Ci sono case per qualcuno che non l’aveva. George Weah si guarda intorno orgoglioso. “Questi bambini che vede giocare possono studiare e fare sport. Prima non potevano”. LEGGI TUTTO

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    Cresciuti vicini, compagni di Germania: Thiaw e Bisseck, derby tra amici

    I due centrali tedeschi hanno un anno di differenza e hanno giocato con l’U21 contro l’Italia. Il prossimo anno si ritroveranno contro con Milan e InterIl filo che lega i due è il Reno. Malick Thiaw e Yann Aurel Bisseck sono cresciuti a un’ora di macchina l’uno dall’altro, sulle sponde del fiume che attraversa le città in cui hanno toccato il pallone per la prima volta : il primo è nato Dusseldorf, polo economico della Germania, il secondo a Colonia, snodo importante per i trasporti internazionali. Il prossimo anno si ritroveranno contro nel derby. Bisseck è il primo colpo del nuovo Inter, reduce da due trofei vinti e dalla finale di Champions persa contro il City. Lui e Thiaw si passano un anno di differenza e hanno giocato insieme in Under 21 per alcune partite LEGGI TUTTO

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    Milik e Kean uniche certezze: il futuro dell’attacco Juve (quasi) tutto da rifare

    Salutato Di Maria, esigenze di bilancio impongono di rinunciare ad almeno uno tra Chiesa e Vlahovic. E forse non soloUn paio di punti fermi ci sono, la conferma in via di ufficializzazione di Arek Milik e quella che non ha bisogno di conferme di Moise Kean. Ma con l’addio già deciso, e annunciato dal giocatore, ad Angel Di Maria, e con la necessità che si è profilata di rinunciare ad almeno uno tra Federico Chiesa e Dusan Vlahovic, in buona parte quello della Juventus è un attacco da rifare. E le possibili partenze non sono finite. LEGGI TUTTO

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    La dimissioni di Zoff e l’addio a Berlusconi. Poi quei barbari a casa Totti

    Nel 2000 Dino lasciò la Nazionale dopo le dure critiche del presidente del Milan. La follia omicida degli influencer a Casal PaloccoIn settimana l’addio a Silvio Berlusconi, oggi si gioca una finale europea a Rotterdam, cui avremmo dovuto partecipare. L’associazione dei due eventi ci riporta indietro di 23 anni, all’Europeo 2000, quando in finale ci arrivammo e al 90’ l’avevamo pure vinta grazie al gol di Delvecchio. Poi il gol di Wiltord allo scadere e il dolorosissimo golden-goal di Trezeguet nei supplementari. LEGGI TUTTO

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    Bari: come ripartire dopo la botta?

    TORINO – La botta è stata fortissima e non sarà semplice assorbirla. Una settimana fa il Bari, nonostante i 58mila del San Nicola, vedeva la A svanire al 94’ nella finale di ritorno dei playoff contro il Cagliari. Poco prima del gol di Pavoletti che ha riportato in paradiso i sardi, c’era stato il clamoroso palo di Folorunsho a portiere battuto, fosse stato gol la A era certa. E comunque, anche senza quella clamorosa occasione, la massima serie sembrava in tasca: dopo l’1-1 dell’andata, il pari del ritorno stava garantendo la promozione ai pugliesi, in virtù del miglior piazzamento in campionato. E invece no, un’annata meravigliosa rovinata da una rete incassata nel recupero dell’ultima uscita. No, non sarà semplice ripartire dopo una botta simile. Anche perché sul futuro del Bari pesano parecchie incognite. A iniziare da quelle del futuro degli uomini guida. La conferma dell’allenatore Michele Mignani non è scontata, anzi. L’attuale allenatore del Bari s’è preso un po’ di tempo per riflettere ma se l’è preso anche la società. Nell’ambiente barese non è piaciuto l’atteggiamento che la squadra ai playoff ha tenuto per due partite su quattro. S’è detto che nella finale di ritorno il Bari ha avuto un fare troppo attendista, che alla lunga non ha pagato. Ma era lo stesso atteggiamento tenuto dal Bari all’esordio dei playoff: anche al Druso di Bolzano, contro il Sudtirol, i galletti giocarono per il pari e come contro il Cagliari furono puniti nel recupero, salvo poi riscattarsi nel ritorno al San Nicola con una prova superlativa nella ripresa, andando a vincere in inferiorità numerica. Comunque Mignani ha fatto un gran lavoro. Club come lo Spezia lo corteggiano e fanno capire di essere pronti ad assumerlo. Fra l’altro, Mignani è genovese e dopo gli esordi da calciatore nella Sampdoria, non ha mai giocato né allenato nella sua regione, sta girando l’Italia da trent’anni. Ci sta poi, che sia corteggiato: Mignani in due anni ha portato dalla C a un passo dalla A un Bari che un anno fa non era certo considerato la terza forza della B, come ha poi detto il campionato, normale che ci sia interesse per lui. Ma almeno, la permanenza del ds Ciro Polito non dovrebbe essere più in discussione. Se Giuntoli lascerà il Napoli per approdare alla Juventus, da più parti si sosteneva che i De Laurentiis potessero portare Polito sotto il Vesuvio. Ipotesi che ora sembra tramontata, anche se sarebbe stata una promozione strameritata, Polito a Bari ha fatto un lavoro straordinario. Ha costruito la squadra che ha dominato la C nel 2021/22 con un budget inferiore a quello che c’era nei due anni precedenti, quando la promozione non arrivò, nonostante il Bari fosse già la squadra da battere nel girone C della Lega Pro. L’operazione Cheddira, prelevato dal Parma per un tozzo di pane, è stata un capolavoro. Ma sono tanti i giocatori da lui scoperti e valorizzati, Caprile su tutti, scovato in C alla Pro Patria, che proprio nella partita maledetta contro il Cagliari con le sue parate ha tenuto a galla il Bari fino all’ultimo, confermando di essere il miglior portiere italiano sotto i 23 anni. Per non parlare del talentuoso Gregorio Morachioli, l’ultimo colpaccio di gennaio, anche lui prelevato in C (dal Renate), diventato una delle rivelazioni più belle degli ultimi mesi del campionato. Tuttavia, la A sfumata, non obbliga i De Laurentiis a cedere il Bari. Finché il club pugliese giocherà in una categoria diversa da quella del Napoli, gli attuali padroni di entrambi i club avranno tempo fino al 2028 per disfarsi di una delle due società. Certo, riconquistare quella A che a Bari manca dal 2011 sarebbe stato il completamento di un gran lavoro iniziato nel 2018 con la ripartenza dalla Serie D. Ma è vero anche che con la promozione era reale il rischio di rivedere il film andato in scena nel 2021, protagonista la Salernitana, con Lotito, già proprietario della Lazio, che riusciva a cederla solo l’ultimo giorno dell’anno e a un prezzo molto più basso di quello sperato. Ora invece, la prospettiva di vivere un’altra stagione di B e soprattutto il fatto che i De Laurentiis non sono più obbligati a vendere il club, avrebbe fatto scemare l’interesse per il club. Ma, paradossalmente, potrebbe anche essere un bene, si potrà ripartire con una tranquillità che non ci sarebbe stata se fosse scattato l’obbligo di vendere. Tuttavia, a una settimana dal “San Nicolazo” vissuto col Cagliari, tante nubi s’addensano sul futuro del Bari. Tre dei protagonisti del bel film girato dai De Laurentiis (Mignani, Cheddira e Caprile), sembrano destinati a salutare. Per non parlare di Folorunsho, altro uomo chiave, dotato di una duttilità unica: il suo praticantato in B sembra finito, il  suo cartellino è del Napoli, col quale potrebbe iniziare il ritiro e a Garcia un giocatore come lui può piacere molto. Insomma, all’orizzonte, al momento, non si intravede come e da chi ripartire. La prossima settimana, dopo l’incontro fra Polito e Mignani, ne sapremo di più. LEGGI TUTTO

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    Il ct del Marocco spoilera il mercato viola: “Amrabat sta per cambiare squadra”

    Fin dagli ultimi Mondiali, è uno degli uomini mercato più ambiti e ora un suo trasferimento pare incombente. Stiamo parlando di Sofyan Amrabat, centrocampista e perno della Fiorentina che potrebbe presto lasciare la Toscana e la Serie A. ADDIO – Impegnato con la sua nazionale, è stato argomento della conferenza stampa di Walid Regragui, ct del Marocco, che lo ha liberato in anticipo dagli impegni con la selezione perché distratto dalle voci di mercato: “Ho deciso di lasciarlo andare, non giocherà. Ha giocato tante partite quest’anno, non lo vorrei rischiare, soprattutto perché presto firmerà con un nuovo club ”. LEGGI TUTTO

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    Lecce, dalla Germania: “Il Dortmund sulle tracce di Hjulmand”

    Conferme dalla Germania: il Borussia Dortmund è sulle tracce di Morten Hjulmand, capitano del Lecce. Secondo Sport Bild, il BVB ha trovato nel centrocampista danese un’alternativa al troppo costoso Edson Álvarez dell’Ajax. Il Lecce valuta il cartellino del centrocampista classe ’99 15 milioni di euro. LEGGI TUTTO