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    Sacchi: “Pressing alto o il City sfonda in mezzo. Ed Erling vola”

    Fermare Haaland è una priorità (“Ci vorrebbe un fucile…”), ma non l’unico problema: “Spesso i nerazzurri andranno in inferiorità numerica” Fermare Haaland è il tema che tiene banco in casa Inter, senza dimenticare che, una volta limitato il norvegese, il Manchester City ha a disposizione altri campioni in grado di far saltare l’equilibrio. Arrigo Sacchi si piazza davanti alla lavagna tattica e, considerando il modulo dei nerazzurri e quello degli inglesi, legge la sfida. LEGGI TUTTO

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    Pantani, l’interismo e quella volta contro la Juve: perché Cordaz non è un terzo portiere qualunque

    Contro il Torino, sfida in cui si è reso protagonista della grande parata su Sanabria, Alex ha giocato solamente la seconda partita in nerazzurro, a 19 anni dalla prima, dopo una carriera in salitaTorino è stata una promessa ed è ora vita vera, reale, sudata. Una città che per Alex Cordaz vuol dire occasione, riflettori finalmente puntati addosso. Il giugno 2023 in Serie A come il febbraio 2004 in Coppa Italia, quando Francesco Toldo venne espulso al Delle Alpi contro la Juve e il nativo di Vittorio Veneto si trovò catapultato in un derby d’Italia, per la prima volta a difendere la porta nerazzurra. LEGGI TUTTO

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    Dionisi: “Io e il Sassuolo vogliamo stupire. Questa stagione mi ha reso migliore”

    Il tecnico si racconta dopo il rinnovo: “Vogliamo far crescere il gruppo con la nostra filosofia e… ottenere risultati”La classifica va letta, certo. Ma poi va guardata in controluce, per cogliere i particolari che altrimenti rischiano di sfuggire. Il Sassuolo 2021-22 chiuse a quota 50, ma i 45 punti del 2022-23 dopo le cessioni di Scamacca, Raspadori, Traorè e le numerose assenze di Berardi hanno un valore maggiore. Al secondo anno di Serie A, Alessio Dionisi si è mostrato ancora più bravo perché è uscito dal solco precedente e si è trovato ad affrontare, risolvendoli, molti problemi. LEGGI TUTTO

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    Occhio a Viali, l’allenatore rivelazione

    TORINO – Faticava ad emergere dall’anonimato della C. Ora è uno degli allenatori più seguiti, non solo in Serie B. Si parla di William Viali, l’allenatore che il 2 novembre scorso al Cosenza subentrava a Davide Dionigi fra lo scetticismo generale che allora regnava nel capoluogo calabrese. Perché il primo avversario con cui ha dovuto combattere Viali era proprio questo: la scarsa fiducia nei mezzi della squadra, a iniziare da quella dei tifosi, che per parte della stagione hanno lasciato il Cosenza solo, disertando in massa gli spalti del San Vito-Marulla per protesta contro patron Guarascio. Ma grazie alla cura-Viali, i tifosi sono stati riconquistati con una salvezza prodigiosa, raggiunta grazie a vittorie eclatanti, come il successo in casa del Frosinone primo della classe o il trionfo nel derby con la Reggina, ribaltata con due reti nel recupero. Eppure, quando Viali arrivò, si faceva notare come la sua firma fosse arrivata soltanto dopo una lunghissima serie di rifiuti, allenatori che in B hanno un nome dicevano no al Cosenza, anche loro lo consideravano la squadra più debole, troppo rischioso accettare. Viali invece, ha saputo cogliere al meglio l’occasione della vita, per quanto difficile fosse la sfida: la salvezza guadagnata ai playout sconfiggendo il Brescia, è ancora più pesante di quella che conseguì allo stesso modo un anno fa Pierpaolo Bisoli. Perché nella scorsa stagione la lotta per salvarsi era meno incerta, con 2-3 squadre che erano già di fatto condannate in autunno. William Viali, 48 anni, era stato un difensore centrale più che discreto. Nel 1993, con la Primavera dell’Atalanta guidata da Cesare Prandelli, vinse il Torneo di Viareggio. Seguì una carriera quasi ventennale passata in gran parte per la provincia italiana: Fiorenzuola, Ravenna, Cesena, Monza, Ascoli, Lecce, Venezia, Palermo, Perugia, Ancona, Fiorentina, Treviso e Cremonese. E con un pedigree simile, logico che prima del novembre scorso, da allenatore potesse avere un nome soprattutto in C: inizi nel Fiorenzuola, come accadde da giocatore, e poi Allievi del Parma, Piacenza, Pro Piacenza, Sudtirol, Cuneo, Novara e Cesena. Coi romagnoli trascorre due anni e mezzo e inizia a farsi un nome in panchina, pur non riuscendo a riportare la squadra in B. Categoria che gli ha offerto solo il Cosenza. Ed è stata la vetrina giusta: Viali ha dimostrato di saper raccogliere risultati importanti nonostante il clima difficile e con mezzi ridotti. Il suo non è un calcio dogmatico ma pragmatico. Il modulo non conta, Viali in stagione praticamente gli ha esplorati tutti, a seconda di chi aveva a disposizione e della squadra che affrontava. Così facendo, ognuno ha potuto dare il meglio di sé fino alla prodigiosa salvezza. Chiusa la stagione, Viali ha salutato tutti e s’è concesso qualche giorno in giro per l’?Europa a bordo della sua Harley Davidson. Quando tornerà, potrà vagliare diverse offerte, non solo quella più nota dell’Ascoli. Anche perché col Cosenza va in scadenza e prima di rinnovare vorrà conoscere i progetti societari e valutarli con quelli degli altri club che lo cercano. Patron Guarascio proverà a rilanciare, parla di un Cosenza che per il medio termine possa puntare a quella A mai frequentata in precedenza dal club. Una cosa è certa per Viali.  Il calcio di Serie C, che fino a pochi mesi fa era il suo pane, presto potrebbe essere solo un ricordo, anche se un club prestigioso come la Triestina, in cerca di rilancio dopo l’ennesima stagione no, ha pensato anche a lui. Che però, dovrebbe avere altri obiettivi. LEGGI TUTTO

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    Juve-Uefa, dietro la svolta: Gravina e la Figc primi “tessitori” del riavvicinamento

    Nessuna reazione ufficiale da Nyon, ma per Ceferin le parole bianconere sulla Superlega sono una buona notizia. Il pericolo di sanzioni esiste ancora per la Signora, ma questo segnale può pesare Comprensibile prudenza. Nessuna reazione né ufficiosa né ufficiale. Ma è ovvio che per l’Uefa la decisione della Juve di fare un significativo passo verso l’uscita dal progetto Superlega con la lettera a Real Madrid e Barcellona per giungere a una posizione comune, è una buona notizia. Figlia anche di una riapertura di rapporti che sono stati a lungo, durante l’era di Andrea Agnelli, con Florentino Perez il front runner dell’impresa del super campionato, nel freezer dell’incomunicabilità. LEGGI TUTTO

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    Dal 9 per Maignan agli otto che meritano 4: il pagellone dei 39 acquisti di Maldini e Massara

    Il frontman del mercato di Maldini e Massara ha il volto sorridente e i nervi saldi di Mike Maignan, preso dal Lilla dopo l’addio di Donnarumma e diventato protagonista piano piano, in silenzio, con parate e uscite da libero aggiunto. Il francese è l’acquisto migliore della loro esperienza. L’anno scorso ha messo le manone sullo scudetto. Un bel 9 non glielo toglie nessuno. LEGGI TUTTO

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    Euro-Fiorentina: tante occasioni in un colpo solo

    Italiano allenava in Serie D cinque anni fa, Gonzalez ha saltato il Mondiale: si meritano la finale di ConferenceCinque anni fa, di questi tempi, Vincenzo Italiano allenava i dilettanti dell’Arzignano in Serie D. E questa è forse la storia più bella della finale di una Conference League diventata ormai il portafortuna del nostro pallone. LEGGI TUTTO

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    Spalletti, il saluto degli ultras del Napoli: in regalo il volante della Panda rubata

    Luciano Spalletti sta per salutare Napoli dopo la conquista del terzo scudetto. La vittoria del campionato dopo 33 anni, ha lasciato il segno nel cuore di tutti i tifosi azzurri e gli ultras hanno voluto fare un simpatico regalo al mister che li ha fatti urlare di gioia.

    luciano spalletti e il volante della panda—  Nel centro sportivo di Castel Volturno Luciano Spalletti ha incontrato un piccolo gruppo di ultras che, a volto coperto, sono stati protagonisti di un simpatico siparietto. Al tecnico toscano è stato recapitato un grosso pacco dono, una scatola tutta ricoperta di carta ovviamente azzurra come i colori della squadra. Luciano Spalletti, visivamente divertito, ha scartato il pacco dono e all’interno ha trovato il volante di una Panda e alcuni cd di Pino Daniele. Ma perché proprio il volante di una Panda? C’entra un furto avvenuto un paio di anni fa. Infatti nel 2021 venne rubata la Panda di Luciano Spalletti e in qualche modo gli ultras gliel’hanno restituita. In passato, quando i rapporti non erano idilliaci, esposero uno striscione dicendo all’allenatore “La Panda te la restituiamo basta che te ne vai!”. Evidentemente dopo due anni la situazione è cambiata.

    la lettera degli ultras—  La Panda di Spalletti venne rubata nell’ottobre del 2021. Oggi a giugno 2023, quando l’allenato dopo la conquista dello scudetto, sta per lasciare la squadra, i tifosi gliel’hanno simbolicamente restituita portando il volante. Gli ultras hanno accompagnato la consegna con lo striscione “mariuoli liberi!”. Inoltre hanno consegnato una targa con una lettera che è stata letta da Spalletti: “Questo è quel che rimane della Panda squagliata.” ha letto ridendo il tecnico. “Tutto fa brodo, la tua Panda ci siamo presi, con mille euro l’abbiamo squagliata. Ti dicemmo pure vattenn’, siamo noi quelli di quello striscione. Ora siamo qui per ringraziare. Forse hai capito che questa città non è come le altre. Grazie ai CD falsi di Pino Daniele forse riesci a capirla”. La lettera si conclude con “Sei nel nostro cuore Lucià, Napoli campione, i mariuoli”. Un regalo e un gesto di ringraziamento verso quanto ottenuto in stagione, che avrà sicuramente fatto piacere al tecnico, adesso pronto a godersi il suo anno sabbatico.  LEGGI TUTTO