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    Il 7° posto in classifica vi fa pensare ai playoff? 

    «Sì, sicuramente siamo ambiziosi e diamo uno sguardo alle posizioni migliori. Prima, però, siamo obbligati a fare i risultati che servono per la salvezza e poi potremo dare uno sguardo altrove. Con altri 3-4 punti siamo al sicuro definitivamente». 

    Alla ripresa del campionato, contro la Juve Stabia avanti di un punto, avrete un esame di maturità? 

    «Troveremo una squadra come la nostra, sono saliti come noi dalla C, hanno una buona squadra e un buon allenatore. Questa gara può darci la salvezza matematica e aprirci altre prospettive: se vinciamo li superiamo ritrovandoci un buon margine per gli scontri diretti». 

    La continuità si sta rivelando l’arma in più? 

    «Nelle ultime 6 giornate abbiamo ottenuto prestazioni e risultati, questo ci ha dato maggiore consapevolezza». 

    Nel girone di ritorno avete imposto il pareggio a Pisa e Spezia: che valore gli date? 

    «Un grosso valore, intanto per il fattore continuità e perché incontrando avversari di valore, anche con l’uomo in meno come col Pisa, abbiamo capito meglio che ogni gara va giocata fino in fondo». 

    Chi tra Pisa e Spezia l’ha impressionata di più? 

    «Se guardo il confronto con noi, mi hanno impressionato particolarmente i liguri che vedo come una squadra più di categoria». 

    Qual è stata la partita che più di tutte ha aumentato l’autostima? 

    «Se devo sceglierne una, penso a quella con il Pisa al Manuzzi. Siamo andati in svantaggio e all’inizio della ripresa siamo stati costretti all’inferiorità numerica. Rimontare, rischiando pure di vincerla, ci ha dato forza mentale e una bella spinta». 

    Il maggior punto forza?  

    «Il gruppo viene dalla C e chi è arrivato ci ha dato subito una mano calandosi perfettamente nella squadra». 

    Ha rimpianti guardando alle 30 giornate passate? 

    «Sul finire dell’anno solare abbiamo attraversato un periodo non facile con cinque sconfitte e una vittoria. In B qualche pareggio va sempre bene: 2-3 ci avrebbero fatto comodo». 

    Il salto di categoria ha pesato? 

    «Credo di no, in tanti l’avevamo già fatta. I più giovani sono validi e adatti alla categoria. Non l’abbiamo pagata». 

    Il contratto scade nel 2026: c’è solo il Cesena nei suoi pensieri e nel futuro? 

    «Assolutamente sì. Non c’è da chiedere di meglio quando un giocatore alla mia età ha la famiglia che sta bene, è capitano e viene visto come riferimento. Mi vedo qui oggi e domani».  LEGGI TUTTO

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