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    Giuseppe Rossi prima dell’addio al calcio: “La Fiorentina può vincere la Conference”

      

    Non l’avevamo mai sentita parlare così tanto come in questi giorni. 

    Ride. «È vero, ma è molto bello tutto quello che sta succedendo. Un’ondata d’amore e di rispetto che mi rende orgoglioso. Non posso che ringraziare tutti». 

    Domani allo stadio ci saranno sua moglie e le vostre due figlie: sono piccole, ma un giorno cosa racconterà loro? 

    «Le dirò che il papà è stato molto amato e ha molto amato il calcio. Che a Firenze è stato felice, che ha sofferto ma poi si è sempre rialzato». 

    La vita americana come procede? 

    «Bene, per ora faccio il papà a tempo pieno. Per anni mia moglie, e poi le bambine, sono state in seconda fila, nel senso che i miei interessi e la mia carriera erano al primo posto. Ora tocca a me e lo faccio con estrema gioia. Le mie figlie parlano in italiano con me e soprattutto con la nonna, con mia moglie ovviamente in inglese, viviamo nel New Jersey, stiamo bene». 

    E se le piccole volessero diventare calciatrici? Gli Usa sono una potenza. 

    «Decideranno loro, è molto bello crescere con l’amore per il pallone ma voglio che lo scoprano da sole e, nel caso, siano convinte. Per me va bene qualsiasi cosa, purché siano felici». 

    Cosa le rimarrà di questi giorni a Firenze? 

    «Tutto, davvero ogni cosa. L’atmosfera straordinaria contro la Juventus, una partita bellissima che ha permesso alla squadra di uscire definitivamente da un momento buio. Ero allo stadio e le emozioni sono state incredibili. E poi l’affetto delle persone per strada, i miei colleghi e amici che arriveranno: impossibile dimenticare tutto questo. Cerco di farne tesoro e godere ogni istante». 

    E da domenica cosa farà Pepito Rossi? 

    «Si riposa (ride, ndr). Scherzi a parte, non lo so ancora. Farò il papà e il marito, poi si vedrà». 

    Niente futuro in panchina? 

    «Non lo escludo, ma non adesso. Al momento giusto poi ci penserò, ma perché no?». 

    Come immagina la sua squadra? 

    « A me piace il calcio giocato, la tecnica pura, la fantasia. Sono cresciuto così e mi piacerebbe trasferire tutto questo ai miei futuri calciatori. Penso si tenda un po’ a perdere la magia, a me piacerebbe riportarla». 

    Facciamo qualche previsione? 

    «Proviamo». 

    Chi vince lo scudetto? 

    «L’Inter è la squadra da battere. Anzi le squadre, ne hanno due o forse tre. E per questo penso possano ambire al Triplete. Il Napoli è a un passo, mi piace tanto, deve provare a vincerle tutte per approfittare di eventuali passi falsi dell’Inter». 

    Che però sembrano molto difficili. 

    «Esatto, forse potrebbero arrivare solo a ridosso delle partite di Champions. Ma, ripeto, per me il campionato è in mano a Inzaghi e ai suoi fortissimi giocatori. Lui è molto bravo e ha una società che ha allestito davvero una bella rosa». 

    Chi porta a casa la Champions? 

    «Per me sempre l’Inter». 

    Come finisce la stagione della Fiorentina? 

    «Può fare qualcosa di importante e provare a vincere la Conference. Ci sono squadre forti con cui confrontarsi, ma se continuano così si può arrivare in fondo». 

    Ha detto che non si aspettava un Kean tanto determinante. 

    «Confermo. Firenze ancora una volta si conferma la piazza giusta per giocare bene, avere serenità e continuità. Qui un po’ rinasci: vale per Kean, valeva per me ed è stato così per tanti. Si vede che si diverte e che sta bene ed è la cosa principale perché è sempre stato un giocatore molto forte». 

    Pronto nel caso di finale di Conference a volare in Polonia? 

    «Certo, sarei un tifoso in più. Sarebbe bellissimo perché questa è, e sarà sempre, la mia seconda casa».   LEGGI TUTTO

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