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    Juventus-Atalanta, amichevole il 12 agosto a Cesena: è ufficiale

    “Fissata per sabato 12 Agosto alle 20.30 l’amichevole con l’Atalanta, la gara andrà in scena allo Stadio Dino Manuzzi di Cesena. Un test importante e utile per migliorare la condizione fisica in vista della prima giornata di campionato in programma domenica 20 agosto alle 20.45 a Udine” ha scritto il club bianconero sul proprio sito.

    Juve, Real e Atalanta: il programma
    I bianconeri stanno affrontando gli ultimi giorni della Tournée negli Stati Uniti, dove questa notte alle 1:30 (ore italiane) affronterà il Real Madrid in amichevole, dove potrebbe  esserci anche Vlahovic. Dopo la gara i bianconeri prenderanno il volo per tornare in Italia dove avranno due giorni di riposo, prima di riprendere la preparazione alla Continassa. Allenamenti che continueranno con l’idea di affrontare un terzo test match, contro l’Atalanta appunto, utile per migliorare la condizione in vista dell’inizio della Serie A, dove il 20 agosto la Juve scenderà in campo contro l’Udinese per la prima giornata di campionato.  LEGGI TUTTO

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    Toro, Bellanova: “Juric mi ha telefonato. Faremo grandi cose”

    Bellanova, primi giorni di Toro. Come va? Allenamenti duri?
    «A livello fisico sì, con Juric faccio lavori diversi da quelli che svolgevo in passato. Ma piano piano sto trovando la condizione migliore e il mio obiettivo sarà quello di aiutare il gruppo a migliorarsi».
    In granata, tra l’altro, vista la sua giovane età, ha la possibilità di crescere.
    «Sicuramente. Oltretutto, per il suo modo di concepire il calcio, Juric ha sempre valorizzato i giocatori del mio ruolo. Vuole che noi esterni diventiamo importanti pure in fase realizzativa, quindi in campionato sarà importante fare anche gol».
    Aveva diverse richieste, ma alla fine ha scelto il Toro. Perché?
    «Vero, c’erano anche altre squadre interessate ma non ho avuto dubbi nel venire a Torino perché ho visto un grande interesse da parte del presidente, del direttore e del mister. Mai provato titubanze nell’accettare l’offerta granata, poi dopo una telefonata dell’allenatore sono arrivato di corsa, convinto di poter fare grandi cose insieme alla squadra. Dobbiamo vivere alla giornata, partita dopo partita, a cominciare da quella con il Cagliari. Inutile a questo punto della stagione fare proclami, ma sono convinto che alla fine ci toglieremo grandi soddisfazioni».
    Dove deve migliorare?
    «Sono giovane e devo crescere in tante cose. Due esempi: i cross e la fase realizzativa. Con l’aiuto dell’allenatore sono convinto di riuscirci. Dimenticavo: devo stare più attento anche in difesa. A me piace attaccare, ma è necessario tornare a chiudere. In questo, però, in maglia nerazzurra sono cresciuto».
    A Pinzolo nelle partitelle è stato schierato pure a sinistra. Come si è trovato?
    «Mi è già capitato in passato di giocare a sinistra, sia al Cagliari sia all’Inter. Mi trovo meglio sulla destra, però se ci fosse bisogno non avrei problemi a occupare l’altra zona del campo. Tranne che in porta, posso giocare ovunque».
    Conosceva già qualche granata, oltre a Pellegri e Ricci suoi compagni nell’Under 21?
    «Sì, Buongiorno e Gemello, incrociati nelle nazionale giovanili. Questa cosa mi ha fatto piacere e, lo ammetto, ha aiutato la mia scelta perché sapevo che avrei trovato un gruppo compatto».
    Con lei è un Toro sempre più italiano.
    «Non è detto che una squadra debba essere composta solo da giocatori italiani, anche se in molti casi le società prediligono gli acquisti di stranieri. Ma vuoi o non vuoi, certamente tra italiani ci si trova meglio. Qua però ho trovato tutti ragazzi incredibili, meravigliosi, non credo ci siano problemi con nessuno, indipendentemente dalla nazionalità».
    Il rammarico dell’Under 21, che figuraccia…
    «Mi ha lasciato tanta amarezza, vedere poi quel gol annullato con la Francia non è stato bello. Ci siamo poi scavati la fossa da soli perché non dovevamo perdere la partita contro la Norvegia. È giusto che prendiamo critiche e accuse perché un gruppo così non poteva uscire ai gironi. Avevamo una rosa di grande qualità».
    L’emozione della finale di Champions resta un traguardo di prestigio.
    «Non mi aspettavo di giocare una partita così importante. Qando sono entrato ero però tranquillo. Volevo dimostrare che certe sfide posso affrontarle. Ma sono contento di aver fatto la scelta di venire al Toro quest’anno perché voglio tornare a giocare certe partite».
    Conosce la storia del Grande Torino?
    «Sì, la conoscono tutti, quella squadra di Invincibili fa parte della leggenda. E in passato ero stato vicino al Toro, ma l’affare non si è mai concretizzato. Ammiravo già questa società, ma non mi sono messo a studiare: per adesso ho pensato solo a giocare a calcio». LEGGI TUTTO

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    Carnesecchi: quante partite a rete inviolata, ma il ballottaggio con Musso è un freno

    Analisi, numeri e caratteristiche del nuovo portiere dell’Atalanta. Ecco perché prenderlo al Fantacampionato

    Profilo e ruolo—  Classe 2000, Carnesecchi è sicuramente uno dei portieri più interessanti in circolazione, nonché colonna dell’Under 21 italiana con 22 presenze in azzurro. Alto 191 cm, è dotato di personalità e grandi riflessi. Arriva da una più che positiva esperienza alla Cremonese: 21 clean sheet in 85 presenze totali. Nell’ultima stagione ha registrato una media voto pari a 6,37 e si è concesso anche il “lusso” di 1 assist. Ritorna all’Atalanta dove si giocherà il posto da titolare con Juan Musso.

    È da prendere al fanta?—  Carnesecchi appare un portiere affidabile anche dal punto di vista fisico, al netto di un solo importante infortunio alla spalla che lo ha costretto a stare fuori 114 giorni (saltando però solo 8 gare poiché lo stop è arrivato a cavallo dell’estate). La sensazione è che sia già pronto per il salto da titolare in una squadra d’alta classifica come l’Atalanta e che possa partire leggermente avanti a Musso. Chiaro che, finché l’argentino farà parte della rosa bergamasca, il rischio di un serrato ballottaggio è alto. Ad ora, consigliamo di puntare su entrambi i portieri (costo totale 29 crediti al Fantacampionato, 27 per il solo Carnesecchi) per avere la certezza di un voto. LEGGI TUTTO

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    Gagliardini al fanta: esperienza assicurata, ma c’è il rischio dei cartellini

    Analisi, numeri e caratteristiche del nuovo centrocampista del Monza. Ecco perché prenderlo al Fantacampionato

    Profilo e ruolo—  Gagliardini è un calciatore capace sia di giocare mezzala in una mediana a tre che da interno in un centrocampo a due. Sporadicamente, in carriera ha anche giocato sia come laterale di centrocampo sulla fascia destra e come trequartista. Insomma, un identikit tale che lo rende ben spendibile nel 3-4-2-1 (o 3-5-2) di Raffaele Palladino dove può ricoprire sicuramente un ruolo di jolly prezioso: da titolare o da riserva, sarà sicuramente un volto importante nel nuovo Monza. Bravo nel leggere il gioco e negli inserimenti senza palla, fa della fisicità uno dei suoi punti cruciali, quindi attenzione ai cartellini nel corso della stagione.

    È da prendere al fanta?—  Al Monza porterà sicuramente esperienza e personalità: potrebbe non avere una veste da titolare, ma senz’altro il compito di far da chioccia ai nuovi talenti della squadra biancorossa. Anche nel culmine della carriera (5 marcature nel 2018/2019) non è mai stato un “profilo da fanta” (in ottica bonus) ma il classico “regolarista” da schierare all’occorrenza. Ora dovrà riassaporare il tempo perso nell’ultima stagione in nerazzurro e con mister Palladino non si guarda alla carta d’identità ma alle qualità giuste per esaltare tutto il sistema, ragion per cui siamo sicuri darà il suo importante contributo. Al Fantacampionato costa 18 crediti, nelle vostre leghe private valutatelo come un centrocampista da ultimi slot. Va pagato poco, ma vi ritornerà sicuramente utile. LEGGI TUTTO

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    Mina, affare concluso: domani le visite mediche. Ora alla Fiorentina manca un centrale

    Il colombiano classe ’94 è arrivato svincolato dall’Everton. Per la difesa piace Sutalo

    Affare sostanzialmente chiuso, Yerry Mina sarà un nuovo calciatore viola. Il difensore colombiano classe ’94 effettuerà domani le visite mediche prima di firmare il contratto con la Fiorentina unendosi al gruppo di Italiano. Arriva a parametro zero essendosi appena svincolato dall’Everton. Mina, dopo aver giocato nel Barcellona, si è trasferito all’Everton nel 2018 per una cifra vicina ai 40 milioni di sterline. Titolare inamovibile nei primi due anni oltre ad essere una colonna della Nazionale colombiana, ha avuto nelle stagioni più recenti alcune problematiche legate agli infortuni che ne hanno minato prestazioni e presenze. Sarà proprio questa la sfida che attende la Viola, poterlo utilizzare con continuità. Sono otto le presenze stagionali complessive nell’ultimo anno in Inghilterra, due i gol segnati. 

    MINA + UNO—  Mina porta esperienza internazionale, forza fisica in una squadra ancora piuttosto ‘leggerina’, ed anche un possibile contributo in termini di gol. Ma, vale la pena ricordare, la Fiorentina è sempre alla ricerca di un altro difensore centrale. Identikit che sulla carta porta al centrale della Dinamo Zagabria Josip Sutalo (2000), giocatore ritenuto perfetto per essere il titolare accanto a Milenkovic. La trattativa resta calda, ma la Dinamo oltre ad essere in mezzo ai preliminari di Champions League, gioca al rialzo chiedendo oltre venti milioni di euro. Viola fermi a 15 magari con dei bonus, ma ancora ballano diversi milioni. Sutalo non è l’unico prospetto cercato e la Viola continua a guardarsi intorno. Al momento sono tre i centrali in rosa, Milenkovic, Quarta e Ranieri, fresco di rinnovo contrattuale. Presto saranno quattro con l’arrivo di Yerry Mina. Ma dietro manca l’ultimo colpo, il più importante. E la Fiorentina ci sta lavorando. LEGGI TUTTO