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    La Curva Nord attacca Lukaku: “Ti abbiamo difeso, ci hai tradito. Una pugnalata degna di Bruto”

    Dura presa di posizione degli ultrà dell’Inter sull’attaccante belga: “Prima di essere un campione devi essere uomo e tu non lo sei”

    Più o meno un anno fa, la Curva Nord avvertiva Romelu Lukaku: il belga si sarebbe dovuto guadagnare sul campo lo status di re che dodici mesi prima, dopo lo scudetto, aveva accantonato per fuggire al Chelsea. Oggi, due anni dopo quell’addio a inizio calciomercato 2021, gli ultrà dell’Inter tuonano contro l’attaccante belga, inferociti dopo il nuovo doppio passo che ha fatto saltare la trattativa per il terzo ritorno a Milano, stavolta  addirittura con l’aggravante dei contatti con la Juventus. Troppo per il cuore dei tifosi, con la Curva Nord che ha pubblicato un comunicato diretto proprio a Big Rom. Eloquente il titolo: “Lukaku, addio infame”.

    L’ATTACCO—  “Chi ti ha tradito tornerà a farlo – esordiscono gli ultrà – , non perché ci prova gusto, ma perché ciò rientra nella sua indole”. Insomma, toni feroci. “Già, perché tu Romelu hai tradito tutti noi, che ti abbiamo difeso a spada tratta durante il tuo periodo no. Ti abbiamo difeso quando i tifosi della squadra che ti ha cercato ti hanno deriso, ora ci ripaghi con una pugnalata degna del miglior Bruto. Hai baciato quello stemma che per noi vale più della nostra vita e ora come un vile mercenario da quattro soldi ti vendi al miglior offerente. Prima di essere un campione bisogna essere uomini. E tu non lo sei”. LEGGI TUTTO

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    Rivoluzione Milan: i nuovi assetti di Pioli a centrocampo

    Loftus-Cheek, Reijnders e ora Musah: si va verso il 4-3-3, con una serie di aggiustamenti

    L’operazione restyling è partita. Dopo gli acquisti di Loftus-Cheek, Reijnders e Pulisic e con la stretta per Musah, il Milan si prepara a svoltare verso il 4-3-3. Dinamismo e verticalità al potere, grazie a innesti capaci di garantire intensità e coprire più metri di campo rispetto al passato. I rossoneri cambieranno per qualità, caratteristiche e stile.  LEGGI TUTTO

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    Alle origini di Reijnders: “Punizioni, dribbling e 30 gol a stagione”

    I due primi allenatori del nuovo centrocampista del Milan raccontano: “Spesso ci chiedevamo da dove venisse, suo padre e suo fratello lo seguivano in silenzio dagli spalti”

    A metà partita, sugli spalti di uno stadietto in periferia di Zwolle, i genitori degli avversarsi iniziavano a parlottare tra loro: “E quel ragazzino da dove è uscito?”, si chiedevano l’un l’altro, indirizzando gli sguardi verso un bambino secco secco con gli incisivi sporgenti e i tratti orientali, planato sul campo da chissà quale pianeta per vincere le partite da solo. “E le vinceva davvero, credimi. Un anno segnò addirittura trenta gol…”. LEGGI TUTTO