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    La Juve si allena: Vlahovic sorride, il rientro in gruppo è più vicino

    LOS ANGELES – Pienone al campo di allenamento dove la Juve prosegue la preparazione, al sole di Los Angeles: circa 400 iscritti alle J Academy della metropoli californiana hanno occupato la tribunetta del Sullivan Field.

    Ovazione per Pogba al momento della sua passerella a bordo campo: il Polpo lavora sempre a parte tra palestra e esercizi a corpo libero, ma questo ai piccoli tifosi bianconeri non importa. È il più amato, Paul, però anche Weah Jr è destinato a diventare un nuovo beniamino. LEGGI TUTTO

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    Udinese, vittoria di prestigio contro il Lipsia: capolavoro di Samardzic

    Semedo il match-winner nel finale che stende la squadra tedesca, a cui non basta il pareggio di Openda. Finisce 2-1, aumenta l’autostima per i friulani

    L’autostima aumenta. Perché superare il Lipsia che tra poco giocherà la Champions League non è una roba da poco, anche se parliamo di un’amichevole precampionato giocata il 25 luglio. Ma l’Udinese ne ha fatti due ai tedeschi. E’ finita 2-1 con reti di Samardzic, capolavoro, e del giovane Semedo. E questo è un dato di merito per la squadra sulla quale Andrea Sottil, riconfermato, sta lavorando da due settimane, prima a Udine e ora a Bad Kleinkircheim in Austria. La gara contro il Lipsia si è giocata a Lienz dove l’Udinese soggiornava la scorsa estate. 

    equilibrio—  La squadra friulana è entrata in campo con quella che potrebbe anche essere la formazione che inizierà il campionato contro la Juve, con il 3-5-2 d’ordinanza. Davanti a Silvestri, Perez, Bijol e Masina, in mezzo Ebosele, Samardzic, Walace, Lovric e l’unico nuovo acquisto, Zemura che ha preso il posto di Udogie ceduto al Tottenham. In attacco la coppia Thauvin-Beto col francese che al momento fa le veci dell’indisponibile Deulofeu. L’Udinese è partita molto bene contro una squadra decisamente più forte. Gioca in ripartenza e va in gol dopo 15’ con Zemura, ma in fuorigioco. Ma dopo 24’ i bianconeri vanno in vantaggio con la stella Samrdzic che l’Inter vuole: parte in progressione, si sposta la palla sul destro e calcia all’angolino una palla insidiosa che scivola dalle mani di Blaswich e va dentro. Il Lipsia cerca il pari, ma Beto sfiora il bis. E finisce così il primo tempo. Nella ripresa i tedeschi che comunque hanno schierato tutti i big, cambiano tanto, Sottil solo il portiere, Padelli al posto di Silvestri. Al 66’ Openda viene servito da Werner, tocca la palla quel tanto che basta per liberarsi del neoentrato Guessand e segna con un potente destro. Pure il tecnico bianconero cambia e pesca l’asso dalla panchina. E’ il giovane portoghese Semedo. Che nel finale si prende la soddisfazione di segnare il gol decisivo ben servito dal nuovo acquisto Zarraga. I tedeschi cercano un’altra rimonta, ma stavolta senza esito. E l’Udinese torna a Bad felice. Sabato sfiderà un’altra big di Germania, l’Union Berlin . Intanto la società ha annunciato un altro arrivo: è il difensore belga Kabasele (classe ’91) preso dall’altro club di famiglia, il Watford. LEGGI TUTTO

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    Cardinale incontra il Milan e Pioli: “Conto su di voi, ricordatevi che mi piace vincere”

    Serata nell’esclusivo club San Vicente Bungalows con il proprietario che ha invitato tutto il team rossonero. A cui ha mandato un messaggio molto chiaro…

    Ieri sera a Los Angeles Gerry Cardinale ha avuto il piacere di dare il suo benvenuto a tutto il team del Milan, presenti anche Franco Baresi e Daniele Massaro, con un ricevimento strettamente privato da lui organizzato al San Vicente Bungalows, uno dei club più esclusivi di Los Angeles, situato a West Hollywood, di cui è membro.

    Ha partecipato anche un selezionato numero di personalità amiche del proprietario dei rossoneri.

    Gerry si è intrattenuto piacevolmente e informalmente con i giocatori e ha avuto una positiva conversazione con Pioli, ricordandogli che ciò che più gli piace al mondo è vincere e che per questo conta molto su di lui e sulla squadra. LEGGI TUTTO

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    Inzaghi sprona l’Inter: “Ripetersi in Champions e vincere lo scudetto. Possiamo farcela”

    Il tecnico nerazzurro ha parlato al canale Youtube ‘Soccerking’ senza nascondere le ambizioni della squadra

    Simone Inzaghi è orgoglioso per quanto fatto nel 2022-23, ma ha ancora fame e dal Giappone ha  ribadito gli obiettivi stagionali già “fissati” nella conferenza stampa tenuta nella sede nerazzurra il giorno prima dell’inizio del ritiro. Nonostante la rosa sia ancora incompleta, il tecnico di Piacenza non ha fatto un passo indietro parlando al canale Youtube ‘Soccerking’: “La scorsa è stata un’ottima annata. Abbiamo vinto la Coppa Italia, la Supercoppa Italiana e poi abbiamo disputato la finale di Champions. Rispetto al mio primo anno abbiamo avuto una netta crescita perché non capita tutti gli anni di arrivare in finale. Era dal 2010 che l’Inter non ci riusciva e per noi deve essere motivo d’orgoglio”. Poi sulla stagione che inizierà tra poco più di tre settimane: “Vogliamo riconfermarci in Europa e ci proveremo sapendo che sarà difficilissimo. Il grande obiettivo della società però è lo scudetto: stiamo cercando di prepararci e rinforzarci al meglio. Abbiamo la speranza di vincere il titolo”. 

    PROGRESSI—  Inzaghi ha poi parlato della sua professione (“Mi piace molto, ma in questo sport i protagonisti e gli attori principali sono i giocatori”) e del calcio italiano in generale: “Al di là del luogo comune del catenaccio, dico che il nostro movimento sta migliorando tantissimo ed è in ascesa. Inter, Roma e Fiorentina sono arrivate nelle rispettive finali di Coppa nella scorsa stagione, mentre la Juventus e il Milan erano in semifinale”. Ultime riflessioni sul modulo della sua formazione: “In Serie A 10 squadre giocano a 4 dietro, dieci a 3. Il 3-5-2 mi ha dato grandi garanzie e soddisfazioni, ma i primi anni alla Lazio ho utilizzato la difesa a 4. La tournée in Giappone? Non ero mai stato qua e sono contento di conoscere questo Paese. Osaka mi è piaciuta molto e so che ci sono tanti nostri tifosi. Vederli è motivo di grande soddisfazione”. LEGGI TUTTO

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    Quello che serviva e al prezzo giusto, senza farsi ingolosire: così il Milan rinasce dopo Tonali

    I rossoneri non si sono fermati al tesoretto: hanno capitalizzato le risorse dalla cessione del centrocampista senza cedere alle occasioni più ghiotte ma non utili, cercando giocatori di livello capaci di portare forza e qualità

    Il 6 giugno, giorno dell’addio di Maldini al Milan, era palpabile un clima di grande sconforto in casa rossonera. In molti pensavano che quello sarebbe stato il segno addirittura di un veloce declino, così come fulmineo era stato l’effetto del proficuo lavoro di un simbolo, un mito, più ancora che un dirigente. Un “indiscutibile”, per essere chiari. Quel giorno, in netta controtendenza con l’umore generale, ci permettemmo di scrivere che bisognava tributare tutti gli onori ad un personaggio eccezionale come Paolo Maldini, uno dei segreti di una squadra capace di arrivare allo scudetto, ma che bisognava anche aspettare per giudicare, anzi per criticare anzitempo, il lavoro dei nuovi dirigenti. Che meritavano di essere appunto giudicati su quanto sarebbero riusciti a fare sul campo.  LEGGI TUTTO