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    Tudor l’ha convinta in queste prime settimane in bianconero?

    “Igor ha la stazza e il carisma giusti per poter allenare una squadra come la Juventus. Le sue idee calcistiche non mi sono ancora chiare al 100%, ma ha avuto meno tempo rispetto ai colleghi per mostrarcele. Quel che è certo è che i bianconeri, dal suo arrivo, hanno reagito. C’è stato un cambio di marcia netto. Non tanto nel gioco, quanto nell’attitudine al sacrificio mostrata dai giocatori”.

    Quali giocatori ruberebbe alla Juve?

    “Nella mia squadra vorrei sempre uno come Yildiz. Poi stravedo per Cambiaso e Conceiçao: l’azzurro è giovane eppure interpreta ogni ruolo con una calma e un’abnegazione che si è soliti vedere nei 35enni; Chico mi piace tantissimo: quando sterza ti manda in fibrillazione, brucia l’erba sotto di sé. Non vedo perché la Juve non dovrebbe riscattarlo. In un’epoca in cui per fare la superiorità numerica sei costretto a mettere in atto 200 schemi, avere un giocatore così – che te la crea con due dribbling – è una manna dal cielo…”.

    Vedremo la Juve in Champions League il prossimo anno?

    “Dipende tutto dalla sfida di domenica con il Bologna. Deve vincerla a tutti i costi senza fare calcoli. Al Dall’Ara si gioca tutta la stagione”.

    Come arrivano le due squadre a questa sfida?

    “Il Bologna è un vero prodigio calcistico perché si rivela sempre una squadra all’altezza dell’avversario: esprime in ogni sfida il suo gioco, la sua intensità. A mio parere, in questa stagione, è la squadra che ha espresso il miglior calcio. Sulla carta, li vedo molti passi avanti rispetto alla Juventus. Il Bologna è un club davvero forte, sia a livello di individualità che di gruppo. La società ha fatto un lavoro straordinario”.

    In cosa li vede avanti rispetto ai bianconeri?

    “Nella progettualità: hanno una rosa profonda, composta da profili competitivi e intercambiabili fra di loro”.

    Che idea si è fatto della stagione della Juve?

    “Ero convinto che con Motta alla guida avrebbero disputato un gran campionato, ma non è successo. Anche loro hanno un bell’organico, con il tempo si metteranno a posto. Il problema della Juve sta tutto nel suo prestigio: non è un club abituato a perdere. Per loro la convivenza con la sconfitta è più dolorosa rispetto alle altre realtà calcistiche…”. LEGGI TUTTO

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