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    Del Piero e il flop Juve: “Il problema è la testa. Idee e coraggio per svoltare”

    La bandiera bianconera: “Otto punti di distacco dopo tre turni non possono spaventare: chi ha più leadership deve venire fuori”La differenza, una delle differenze, è che ci metteva sempre la faccia. Quando le cose non andavano bene, e succedeva anche ai suoi tempi, Alessandro Del Piero non spariva. Al contrario: si presentava, parlava, spiegava. E con l’esempio dettava linee di comportamento che alla Juve seguivano tutti. Il capitano non è una fascia, ma un modo di affrontare le vittorie e le sconfitte. LEGGI TUTTO

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    Il calcio più bello lo gioca il Milan di Pioli. Ibra e Mou, due “dei” accanto a Spalletti

    Con la Lazio si è visto un Milan da scudetto. Non diciamo che lo vincerà, ma se saprà essere spesso ciò è che è stato nel primo tempo di ieri, ne perderà pocheIl calciatore che si sente dio è riapparso con puntualità evangelica: alla terza giornata. Zlatan Ibrahimovic è tornato, ha segnato e ha allargato le braccia come Cristo in croce. Non lo faceva da 175 giorni (21 marzo, con la Fiorentina); non giocava in Serie A da 126 (9 maggio con la Juve). Domenica ritroverà i bianconeri e si presenterà allo Stadium con 8 punti più del suo ex mister, Max Allegri. LEGGI TUTTO

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    L’ombra di Gigio, la scelta di Allegri: i retroscena del caso Szczesny

    Il brutto momento del portiere polacco alla Juve non è casuale. Perché fino a primavera il prescelto tra i pali bianconeri non era lui, poi… Wojciech Szczesny non può essere diventato un problema all’improvviso. Invece sì, proprio così. E qui non c’entra la tecnica perché le basi sono solide, nessuno discute. E come sostiene Allegri si tratta pur sempre di un grande portiere dal rendimento certificato. Certo, fino a metà della scorsa stagione era una sentenza. L’erroraccio in Champions sulla punizione di Sergio Oliveira, determinante per l’eliminazione della Juve, ha lasciato una traccia enorme che sarebbe stata archiviata con l’avvio degli Europei se le vicende di mercato non ne avessero minato la tranquillità. Lo diciamo a scanso da qualsiasi smentita e/o equivoco: la Juve aveva bloccato Gigio Donnarumma fino a primavera inoltrata, una trattativa condotta neanche tanto sottotraccia da Fabio Paratici, al punto che si possono trovare significative dichiarazioni in tal senso dell’ex direttore sportivo bianconero che sta vivendo una nuova vita professionale a Londra, sponda Tottenham. E poi cos’è accaduto? Semplice: è arrivato Allegri, gli hanno chiesto del portiere, ha confermato la stima nei riguardi di Gigio ma ha ribadito che per lui il polacco sarebbe stato perfetto per riavviare un ciclo. A Donnarumma la Juve avrebbe garantito il mega ingaggio da 8 milioni di base fissa più un paio di bonus, ne stavano parlando da metà settembre. I lavori erano talmente in corso che mancava soltanto il taglio del nastro per l’inaugurazione. Poi, Allegri e il suo ruolo da manager: Raiola ha capito che stava perdendo tempo, ha corteggiato Leonardo che non si è fatto pregare e conoscete il resto della storia targata Psg. LEGGI TUTTO