consigliato per te

  • in

    Anguissa: come cambia il Napoli con lui e cosa può dare a Spalletti

    Il mercato estivo del Napoli non ha vissuto dei momenti troppo emozionanti. Solo tre acquisti per gli azzurri, che però il più grande colpo lo hanno fatto trattenendo i giocatori più rappresentativi, considerando il momento e le grandi perdite che hanno avuto diverse squadre che lottano per le parti alte della classifica. Il Napoli ha lavorato in entrata praticamente a costo zero e oltre i vari rientri dai prestiti si registrano gli arrivi di Davide Marfella (portiere classe ’99), Juan Jesus (svincolato) e Zambo Anguissa (in prestito con diritto di riscatto dal Fulham). In due ruoli ci si aspettava tanto durante questa finestra di calciomercato, ovvero quello del terzino sinistro e a centrocampo. A sinistra non è stato fatto un vero e proprio innesto, si penserà più che altro ad adattare qualche centrale o qualche terzino destro. In mezzo al campo il discorso cambia perché l’ultimo giorno di mercato è arrivato proprio Anguissa.IL REPARTO – Numericamente la mediana può essere considerata completa. In rosa il Napoli conta sei centrocampisti: Lobotka, Demme, Elmas, Zielinski, Fabián Ruiz e il nuovo acquisto Anguissa. Certo, ad oggi la situazione non è delle migliori: Demme è ancora fuori per infortunio e ne avrà per almeno un altro mese, Zielinski è reduce dall’infortunio contro il Venezia (ha saltato il match contro il Genoa) e dovrà trovare quanto prima la miglior condizione e Anguissa dovrà essere bravo a farsi trovare pronto riuscendo ad inserirsi quanto prima. Però a lungo andare Spalletti potrà contare su giocatori di qualità, estro e fantasia come Zielinski, Fabián ed Elmas più Demme, Lobotka e Anguissa. LEGGI TUTTO

  • in

    Chiellini: “Akanji mi incuriosisce. Tra poco smetto, alla Juve posto c'è…”

    Cinquantasei giorni dopo la finale dell’Europeo e una prestazione memorabile contro l’Inghilterra a Wembley, Giorgio Chiellini si riprende in un colpo solo la maglia della Nazionale e la fascia da capitano. In Svizzera si fa sul serio e non sono tollerati altri passi falsi dopo quello contro la Bulgaria per non compromettere il percorso di qualificazione al Mondiale del 2022. Il ct Mancini punta sull’usato sicuro e torna ad affidarsi ad uno dei suoi pretoriani per uscire da Basilea con rinnovate certezze, una circostanza che presto potrebbe ripetersi per il centrale livornese anche nella Juventus di Massimiliano Allegri. La partenza col freno a mano tirato in campionato e le difficoltà nell’amalgamare un gruppo figlio delle ultime contraddittorie stagioni hanno bisogno dell’intervento di un giocatore che resta centrale anche nell’economia degli equilibri di spogliatoio.LA CANDIDATURA – E’ con queste motivazioni che il club bianconero ha deciso di prolungare fino al 2023 il contratto di Chiellini dopo settimane di speculazioni, ben consapevole – alla pari del diretto interessato – che il suo impiego andrà centellinato e programmato di volta in volta: “Il rinnovo di due anni con la Juve è stato fatto più per stare a evitare di discutere ogni volta che per altro, ma io mi godo ogni momento in bianconero. Ora sto bene e sono felice, non mi pongo limiti ma dall’altra parte evito di fissarmi traguardi a lungo termine”. Se il difensore toscano può essere oggi ancora un fondamentale elemento di connessione tra la vecchia guardia e la Juve proiettata verso un futuro più giovane, è stato proprio Chiellini, nell’intervista concessa alla tv svizzera di lingua italiana RSI, ad indicare uno dei possibili nomi da seguire in prospettiva. “Mi ha sempre incuriosito Akanji, ha ancora qualcosa in più da dare e secondo me sta arrivando all’età giusta per la consacrazione. Però deve fare quell’ultimo salto. Se lo sto adocchiando per la Juve? Ma tanto io smetto. Quindi se vuole poi un posto libero c’è, tra poco… (ride, ndr)”. LEGGI TUTTO

  • in

    Da Iliev ai giganti Matjaz e Hoti: ecco i gioielli nerazzurri pronti a spiccare il volo

    Nella Primavera allenata da Chivu ci sono (almeno) cinque talenti destinati a lasciare il segno, pronti a dare una mano a Inzaghi in caso di necessità Giovani e di belle speranze, in qualche caso già in rampa di lancio verso l’inserimento in prima squadra. Su di loro contano sia Christian Chivu, nuovo tecnico della Primavera nerazzurra, sia Simone Inzaghi, che conta di poter attingere al vivaio in caso di necessità a fronte di una stagione lunga e ricca di impegni. LEGGI TUTTO

  • in

    Da Kerkez a Traore e Roback: la Primavera rossonera punta già la Serie A

    Durante l’estate Pioli ha testato molti giovani talenti: nel gruppo di Giunti ci sono alcuni nomi da tenere d’occhio per il futuro della prima squadraL’estate dei… Primavera. Non che sia una novità: le amichevoli di preparazione al campionato, quando la rosa della prima squadra è ancora in alto mare per il calciomercato, sono l’occasione per i giovani di fare esperienza in prima squadra. Il Milan non ha fatto eccezione, soprattutto in un anno in cui i nazionali si sono aggregati al gruppo un po’ più tardi causa Europeo. LEGGI TUTTO

  • in

    Da Cudrig a De Winter: i “piccoli” bianconeri che Allegri tiene d'occhio

    Sono tanti i giovani juventini che potranno far comodo a Max in prima squadra. Fagioli ha debuttato nell’Under 21 contro il Lussemburgo, prendendo il posto di Ravella, anche lui bianconero. Cinque quelli con l’Under 20 al Torneo delle 8 Nazioni Lente d’ingrandimento sul futuro, anche durante le pause nazionali. La Juve segue con attenzione e fiducia i propri talenti, dopo aver diversificato gli investimenti nell’ultima di mercato, tra acquisti per la seconda squadra e prestiti funzionali alla valorizzazione dei giovani. LEGGI TUTTO

  • in

    Eto'o stupisce: l'ex Inter si candida alla presidenza della federcalcio camerunese

    La notizia tanto attesa e osteggiata è giunta nella serata di ieri: Samuel Eto’o si candida alla corsa per la presidenza della federcalcio camerunese (Fecafoot), che celebrerà il passaggio del voto il prossimo 11 dicembre. Una sfida difficile nella quale l’ex di Inter e Sampdoria metterà tutto il carisma conquistato sui campi da calcio. Gli servirà anche per schivare le trappole che i signorotti del calcio nazionale e la burocrazia federale proveranno a piazzargli sul cammino. Una fra queste trappole è stata sistemata a inizio settimana, il 30 agosto. Quando una dichiarazione di Gilbert Schlick, presidente della commissione elettorale di Fecafoot, pareva indirizzata a lui benché non facesse nomi. A giudizio di Schlick, chi possiede una doppia nazionalità non può concorrere alla presidenza della federcalcio camerunese. Ciò che automaticamente taglierebbe Eto’o fuori dalla corsa, poiché l’ex centravanti nel corso della carriera agonistica ha ottenuto la cittadinanza spagnola. L’esternazione del presidente della commissione elettorale ha generato ulteriori polemiche intorno a una federazione nazionale che non se ne fa certo mancare. L’ultima in ordine di tempo risale a giovedì, quando i media hanno disertato la conferenza stampa di presentazione della gara di qualificazione a Qatar 2022 fra Camerun e Malawi (vinta ieri 2-0 ieri dai Leoni Indomabili, con reti di Aboubakar e Ngadeu-Ngadjiu), indetta nella hall dello stadio Ahmadou Ahidjo di Yaoundé. Il motivo dell’assenza è la mancata ammissione allo stadio dei giornalisti in occasione della gara, motivata dai protocolli anti-covid imposti dalla Fifa. Una giustificazione che la stampa camerunese non ha accettato, tanto più che in nessun altro paese africano viene data un’interpretazione così drastica dei protocolli Fifa. Quello andato in scena giovedì è un conflitto clamoroso, ma nemmeno il più imbarazzante nella storia recente di Fecafoot. Che negli ultimi anni ha dovuto anche guerreggiare in casa con la Lega professionistica nazionale. Un lungo scontro cui dovrebbe avere messo la parola fine il Tas di Losanna lo scorso luglio, dichiarando legittimo il provvedimento di scioglimento della Lega assunto dalla federazione. Qualora fosse eletto, Samuel Eto’o dovrebbe cominciare a sgombrare il campo da queste macerie. In bocca al lupo. LEGGI TUTTO

  • in

    Milan, i retroscena su Faivre, ci sarebbe stato pure l'aereo pronto

    Faivre è stato davvero a un passo dal Milan. Tanto che lunedì scorso era già stato predisposto il programma per farlo arrivare in Italia. Ma qualcosa è andato storto sul più bello facendo saltare un’operazione che stava viaggiando a buon ritmo verso l’ultimo rettilineo prima del traguardo finale. Ore di attesa prima della doccia fredda arrivata prima di cena: Romain resta al Brest, il club francese ha deciso di interrompere la negoziazione. Ascolta “Milan, tutti i retroscena su Faivre” su Spreaker. LEGGI TUTTO