consigliato per te

  • in

    Messi, Lukaku e Donnarumma, lacrime milionarie e strategia: a chi credere?

    Il pianto della Pulce, l’astuzia di Romelu, il grazie un po’ studiato di Gigio. Tre addii pesanti e altrettanti modi per comunicarliLe lacrime di Messi, l’astuzia di Lukaku, il compitino di Donnarumma. Tre modi differenti di dire addio, di andarsene da una squadra in cui si è cresciuti e si è diventati fenomeni nei rispettivi ruoli (Messi e Donnarumma) o si è stati molto bene (Lukaku). L’arte di lasciare declinata in vari modi, con un’avvertenza: non parliamo di migranti mossi dalla fame o dall’istinto di sopravvivenza, ma di sportivi plurimilionari, attesi da contratti inimmaginabili per la gente comune. Le tragedie sono altre e altrove. LEGGI TUTTO

  • in

    Bonucci: “Dopo l'Europeo anche lo scudetto. Io sono un leader, con o senza fascia”

    Il difensore si confessa: “Voglio restare protagonista, pure in Champions. E al Mondiale andremo per vincere. Pjanic? Se torna sarà un valore aggiunto”Dal nostro inviato Andrea Pugliese10 agosto
    – ViterboUn’emozione infinita, come quando ti senti importante per le grandi cose, ma anche per quelle più piccole. Perché poi i campioni sono fatti così, non dimenticano il passato, gli affetti, gli inizi. Che siano stati campi polverosi o stadi già affermati. Così ieri Leonardo Bonucci si è goduto una giornata di gloria a Viterbo, la sua città, che lo ha voluto omaggiare con qualcosa di speciale (di cui potete leggere nel pezzo a fianco). Ma è stata anche l’occasione per parlare di tante altre cose, dalla Juventus al prossimo Mondiale in Qatar. LEGGI TUTTO

  • in

    Bernardeschi e la stagione che verrà: nuovo numero e nuova vita alla Juve

    La sensazione, tre mesi fa, è che Bernardeschi e la Juventus fossero due rette parallele. Entrambe le parti lo sapevano: non si sarebbero mai incontrate a metà strada, non c’era più un desiderio reciproco di rendersi felici. Alle soglie del divorzio, che resta con data di scadenza 2022, l’esterno si è guardato attorno e h ascelto un paio di opzioni possibili, preparando anche il terreno “comunicativo” dell’addio. E’ arrivata la Nazionale e dalla Nazionale è arrivato il contrattacco a Pirlo, reo di avergli dato poco spazio. E’ arrivato l’Europeo e lì si è sentito nuovamente un talento con un paio di promesse da mantenere. E’ arrivato Allegri e ci ha subito ripensato: forse la storia con la Juve non è finita. CONTINUA A LEGGERE SU ILBIANCONERO.COM  LEGGI TUTTO

  • in

    Quando Giorgio Chinaglia scoprì l'America (tradendo la Lazio)

    Alla fine di aprile del 1976, con il campionato ancora tutto da decidere e una salvezza da conquistare, l’attaccante dello scudetto biancoceleste lascia Roma per andare ai Cosmos e diventare il testimonial del nuovo Soccer. Dietro a questa scelta contestazioni, risse, una moglie gelosa e molto altro Il campione tormentato una notte di fine aprile del 1976 sale sul volo Roma-New York con scalo a Parigi e va alla conquista dell’America del Soccer. Parte maledicendo tutti, scrollandosi di dosso i veleni, tirandosi dietro un trolley pieno di gol e di gloria, soffiando rabbia dalle narici, come quel bisonte imbizzarrito che è, quando avanza a testa bassa verso la porta avversaria, calcia – tutto storto, con la testa incassata tra le spalle – fa gol e intanto in curva, dopo il boato liberatorio parte il coro: “Giorgio Chinaglia/Il grido di battaglia”. LEGGI TUTTO

  • in

    Juve, da Dybala a Locatelli: ecco l'agenda di mercato della settimana

    Cherubini entro metà settimana presenterà l’ultimo, definitivo rilancio al Sassuolo, mentre per l’argentino è previsto un incontro mercoledì o giovedì: i bonus al centro della discussioneSettimana calda in agenda per la Juventus, tra mercato, fronte rinnovi e campo. L’ultimo test europeo con il Barcellona ha fornito indicazioni più significative su alcuni giocatori che Max Allegri vorrebbe adattare in ruoli più funzionali al progetto tattico nascente, e in qualche caso le risposte non sono state convincenti. Ramsey regista? “Ha fatto una buona partita davanti alla difesa – ha spiegato il tecnico bianconero -. È stato bravo nella fase d’interdizione ma deve migliorare tanto nella gestione della palla”. LEGGI TUTTO

  • in

    Gabigol la combina grossa: applausi all'arbitro e rosso immediato

    Vi autorizzo al trattamento dei miei dati per ricevere informazioni promozionali mediante posta, telefono, posta elettronica, sms, mms e sondaggi d’opinione da parte di RCS Mediagroup S.p.a.ACCETTO NON ACCETTOVi autorizzo alla comunicazione dei miei dati personali per comunicazione e marketing mediante posta, telefono, posta elettronica, sms, mms e sondaggi d’opinione ai partner terzi.ACCETTO NON ACCETTO LEGGI TUTTO

  • in

    Subito Dzeko, poi Vlahovic: i dettagli del piano Inter

    Non solo il bosniaco, è caccia a un’altra punta. Tutti i nomi sul taccuino di MarottaPer Edin Dzeko subito in nerazzurro c’è fiducia. Tant’è vero che gli è stata già riservata la casacca numero 9, in un ideale cambio di maglia con Lukaku. Oggi il centravanti bosniaco e il suo agente contano di avere il via libera della Roma già in mattinata. E l’Inter è impaziente di accoglierlo a Milano per le visite mediche. Preludio a un contratto biennale da 5 milioni netti (più bonus) a stagione. LEGGI TUTTO