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    Napoli, De Laurentiis non allenta il pressing su Garcia

    Il presidente anche oggi a Castel Volturno ma il rapporto con l’allenatore resta in sospeso

    Maurizio Nicita

    @
    manici50
    9 novembre 2023 (modifica alle 14:51)

    – napoli

    Anche stamattina Aurelio De Laurentiis è corso a Castel Volturno per cercare di medicare il virus che da tempo attanaglia questo Napoli dall’andamento altalenante. Ma siamo sicuri che questo commissariamento che ormai dura da un mese giovi davvero ai campioni d’Italia? Quando una squadra non trova continuità di rendimento, oltre che di risultati, evidentemente qualche problema esiste. La critica fa il suo ruolo ma se il conducente Garcia la vede solo come “nemica”, continuando a pensare che il bicchiere sia mezzo pieno, il rischio è di convincersi che poi dipenda dalla sfortuna e da altri fattori. Ma se oggi il Napoli è quarto in classifica staccato di sette punti dalla capolista e in Champions finirà per qualificarsi in un girone decisamente abbordabile (sperando di non doverlo fare all’ultima giornata con un Braga ancora in corsa), significa che qualcosa non ha funzionato. E se questo qualcosa non viene studiato, individuato e risolto attraverso allenamenti e preparazione della partita, i risultati continueranno a non venire, o a non essere all’altezza di una squadra che ha stravinto l’ultimo campionato. 

    continue riunioni—  De Laurentiis in questo mese ha tenuto a rapporto tutti a Castel Volturno, uscieri compresi. Ma non è servito a molto. La squadra continua a ondeggiare fra qualche discreta prova e momenti di amnesia preoccupante (leggi il gol assurdo subito in contropiede dall’Union). Il presidente è il primo a essere insoddisfatto, ma prova a dare forza all’allenatore che ha scelto in giugno per sostituire Luciano Spalletti. Le parole, però, pronunciate il 10 ottobre alla Luiss – un esonero di fatto – restano lì a far da sfondo in una situazione che pare di compromesso. Per Garcia ogni ciclo di partite deve esser quello del riscatto, di una serie di vittorie consecutive (mai andati oltre le due), di uno scudetto che ancora si può inseguire perché si è giocato solo un quarto di stagione. Intanto gli impegni incalzano e i risultati non si vedono. E il fatto che in discussione ci sia l’allenatore rischia di deresponsabilizzare i giocatori. Per chiarezza: nessuno ha mai giocato “contro” Garcia e tutti hanno sempre dato il massimo in campo. Ma sapere che comunque “dipende” dall’allenatore può finire per togliere stimoli ai protagonisti che solo sei mesi fa festeggiavano lo scudetto. LEGGI TUTTO

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    Dionisi: “Abbiamo bisogno di Berardi”

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