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    La grande guerra degli ultrà contro i prezzi dei biglietti

    “Prezzi popolari per stadi popolati”: con questo slogan cominciò a Parma una battaglia che le curve combattono da tempo, non solo in Italia. E che ormai non coinvolge più soltanto il popolo degli stadi

    Iniziarono gli ultras del Parma, nel 2019. Con uno slogan che in pochi mesi migrò dai gradoni dello stadio alle pagine social di mezza Italia: “Prezzi popolari per stadi popolati”. Lo striscione dei Boys sembrava rivolgersi al club emiliano ma indicava a tutti una via: per avere più pubblico è necessario abbassare i prezzi, perché questo calcio – già diventato prodotto televisivo – è sempre più costoso per chi ancora lo segue dal vivo.  LEGGI TUTTO

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    Milan, si ferma Kalulu: derby a rischio. Se non ce la fa, coppia obbligata Kjaer-Thiaw

    Guaio muscolare per il difensore, in un reparto che non avrà nemmeno lo squalificato Tomori

    Dopo Giroud, rientrato anzitempo dalla nazionale francese con una distorsione alla caviglia sinistra, si ferma anche Kalulu. Il difensore è alle prese con un guaio muscolare che lo mette a rischio per il derby. Ulteriori valutazioni e approfondimenti medici nel corso della settimana. Per Pioli un problema notevole, considerata la squalifica di Tomori. Se Pierre non ce la facesse, la coppia centrale obbligata sarebbe composta da Kjaer e Thiaw. La squadra, dopo i tre giorni di riposo concessi dall’allenatore, riprenderà ad allenarsi a Milanello martedì. LEGGI TUTTO

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    Pulisic e Weah gol, McKennie ispira, nuovo ruolo per Musah: appunti Usa per Allegri e Pioli

    D’accordo, era un’amichevole. E l’avversario l’Uzbekistan, 74esima piazza nel ranking Fifa e non proprio uno sparring partner entusiasmante. Ma quando gioca la propria nazionale l’importante è esserci, e lo è ancora di più se si riesce a lasciare il segno. Gli Stati Uniti hanno vinto facile 3-0 al MetLife Stadium in New Jersey e a mettersi in evidenza sono stati – anche – i giocatori del nostro campionato: i milanisti Pulisic e Musah, e gli juventini Weah e McKennie.

    Innanzitutto, un veloce riassunto tattico. Sistema di gioco: 4-3-3 con McKennie mezzala destra, Musah mezzala sinistra, Weah esterno d’attacco destro e Pulisic a sinistra (Balogun il centravanti). Il primo gol è stato tutto a tinte bianconere. McKennie ha lavorato con saggezza un pallone a centro area, destreggiandosi abilmente fra quattro avversari e ha scaricato su Weah: diagonale destro violento e preciso, gol decisamente pregevole. Allegri sarà soddisfatto. Pulisic, servito e cercato molto lungo il match, ha invece piazzato il sigillo su rigore (fallo su Tillman), in pieno recupero. La rete che ha fatto definitivamente calare il sipario sulla sfida. Per Christian un avvio di stagione davvero gratificante, tra club e nazionale. Da segnalare anche la prova di Musah: quando il c.t. Berhalter ha sostituito l’infortunato De la Torre, Yunus è slittato da mezzala a centrale davanti alla difesa. Un’opzione che potrebbe tornare utile anche in rossonero. LEGGI TUTTO

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    Soldi freschi per l’Inter: sarà U-Power il nuovo “Back Sponsor”

    Il marchio, che dà il nome anche allo stadio del Monza, probabilmente sarà sulla divisa nerazzurra già sabato in occasione del derby

    Sarà U-Power il nuovo marchio che completerà la maglia da gara dell’Inter. Dopo il rinnovo con lo sponsor tecnico Nike, l’arrivo dello sponsor di manica (eBay) e la firma sul contratto annuale con Paramount+, che ha sostituito come main sponsor l’insolvente DigitalBits, i dirigenti nerazzurri sono (quasi) riusciti a “chiudere il cerchio” trovando l’accordo anche per il “Back Sponsor” ovvero il marchio che viene messo nella parte posteriore della maglia, sotto il numero. C’è una trattativa molto avanzata con U-Power, azienda leader per le scarpa antinfortunistiche e l’abbigliamento da lavoro che dal 2020 dà il nome allo stadio del Monza. La fumata bianca dovrebbe arrivare in settimana e, se non ci saranno sorprese, U-Power sarà sulla divisa da gioco di Lautaro e compagni già in occasione del derby di sabato prossimo contro il Milan a San Siro. Un’altra buona notizia per il bilancio nerazzurro con l’arrivo di un partner importante e… di soldi freschi. LEGGI TUTTO

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    La differenza tra il Decreto Caivano e il tatami di Maddaloni

    Il nuovo provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri aprirà le celle ai minori. Ma serve educazione più che repressione. E lo sport può dare un contributo decisivo

    Venerdì, in Georgia, davanti al napoletano Kvaratskhelia, Lamine Yamal, figlio di emigrati africani, ha segnato il gol più giovane nella storia della Spagna, a 16 anni e 5 giorni, abbassando il limite di Ansu Fati (16 anni e 311 giorni). Da noi si discute per limare un altro tipo di precocità, quello dell’ingresso in carcere. Il Decreto Caivano, approvato dal Consiglio dei ministri, per combattere la criminalità giovanile, prevede, tra l’altro, l’abbassamento della soglia della pena da 9 a 6 anni che consente la misura della custodia cautelare. In due parole: più facile ora, per i ragazzi oltre i 14 anni, finire in carcere. Si era pensato anche di abbassare l’età della punibilità a 12 anni, ma non si è scesi a tanto. Provvedimenti speciali, per rispondere alla pancia del Paese, dopo le recenti violenze a Caivano, comune dell’hinterland napoletano. Che la giustizia debba riabilitare e non reprimere, da Cesare Beccaria in poi, pare un dato acquisito. Che l’esperienza in un carcere cronicamente super-affollato, con detenuti di età diversa, sia un’esperienza devastante nel percorso di riabilitazione, per quanto violento sia il giovane, è intuibile. Difficile non condividere l’analisi di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e conoscitore profondo del disagio delle periferie e dei giovani: “Arrestare i ragazzi non è la soluzione. Bisogna rispondere al malessere dei giovani, alle paure, alla rabbia delle periferie”. Cioè, lo Stato deve lavorare perché i ragazzi non arrivino in carcere, non per farceli andare, migliorando i contesti sociali, creando strutture ed attività che diano loro opportunità e stimolino interessi.  LEGGI TUTTO

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    Quelle invenzioni che cambiano il Milan: come nascono le “piolate”

    Il tecnico rossonero e l’arte di stupire gli avversari: mediani sulla trequarti, terzini in mezzo al campo, interni che fanno gli esterni…

    “I terzini-mediani e le felici intuizioni del mister”. Regia e sceneggiatura di Stefano Pioli. Non è la Mostra Internazionale del Cinema, in questi giorni d’attualità a Venezia, ma per il mondo rossonero le folgorazioni del tecnico potrebbero giocarsela per qualche premio. Se non altro per colpi di scena spesso diventati vincenti, come visto nelle prime gare della nuova stagione. LEGGI TUTTO

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    Kovacevic: “Juve da scudetto. Vlahovic da 25 gol, con Chiesa è più pericoloso”

    L’ex attaccante bianconero non ha dubbi: “Senza gli infortuni Allegri ha una squadra superiore”. Su Milinkovic: “A Roma manca tanto, ma capisco la sua scelta”

    Juventus e Lazio sono state le sue squadre italiane. A cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, Darko Kovacevic assaggiò la Serie A, come tanti altri calciatori slavi. “Era il campionato migliore al mondo ai miei tempi”, ricorda il centravanti, che oggi vive in Grecia. Pure ai giorni nostri i serbi continuano ad andare di moda, sia in maglia bianconera che con quella biancoceleste. Anche se la Lazio è rimasta orfana di Milinkovic… LEGGI TUTTO