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    Inzaghi sprona l’Inter: “Ripetersi in Champions e vincere lo scudetto. Possiamo farcela”

    Il tecnico nerazzurro ha parlato al canale Youtube ‘Soccerking’ senza nascondere le ambizioni della squadra

    Simone Inzaghi è orgoglioso per quanto fatto nel 2022-23, ma ha ancora fame e dal Giappone ha  ribadito gli obiettivi stagionali già “fissati” nella conferenza stampa tenuta nella sede nerazzurra il giorno prima dell’inizio del ritiro. Nonostante la rosa sia ancora incompleta, il tecnico di Piacenza non ha fatto un passo indietro parlando al canale Youtube ‘Soccerking’: “La scorsa è stata un’ottima annata. Abbiamo vinto la Coppa Italia, la Supercoppa Italiana e poi abbiamo disputato la finale di Champions. Rispetto al mio primo anno abbiamo avuto una netta crescita perché non capita tutti gli anni di arrivare in finale. Era dal 2010 che l’Inter non ci riusciva e per noi deve essere motivo d’orgoglio”. Poi sulla stagione che inizierà tra poco più di tre settimane: “Vogliamo riconfermarci in Europa e ci proveremo sapendo che sarà difficilissimo. Il grande obiettivo della società però è lo scudetto: stiamo cercando di prepararci e rinforzarci al meglio. Abbiamo la speranza di vincere il titolo”. 

    PROGRESSI—  Inzaghi ha poi parlato della sua professione (“Mi piace molto, ma in questo sport i protagonisti e gli attori principali sono i giocatori”) e del calcio italiano in generale: “Al di là del luogo comune del catenaccio, dico che il nostro movimento sta migliorando tantissimo ed è in ascesa. Inter, Roma e Fiorentina sono arrivate nelle rispettive finali di Coppa nella scorsa stagione, mentre la Juventus e il Milan erano in semifinale”. Ultime riflessioni sul modulo della sua formazione: “In Serie A 10 squadre giocano a 4 dietro, dieci a 3. Il 3-5-2 mi ha dato grandi garanzie e soddisfazioni, ma i primi anni alla Lazio ho utilizzato la difesa a 4. La tournée in Giappone? Non ero mai stato qua e sono contento di conoscere questo Paese. Osaka mi è piaciuta molto e so che ci sono tanti nostri tifosi. Vederli è motivo di grande soddisfazione”. LEGGI TUTTO

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    Quello che serviva e al prezzo giusto, senza farsi ingolosire: così il Milan rinasce dopo Tonali

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    Il 6 giugno, giorno dell’addio di Maldini al Milan, era palpabile un clima di grande sconforto in casa rossonera. In molti pensavano che quello sarebbe stato il segno addirittura di un veloce declino, così come fulmineo era stato l’effetto del proficuo lavoro di un simbolo, un mito, più ancora che un dirigente. Un “indiscutibile”, per essere chiari. Quel giorno, in netta controtendenza con l’umore generale, ci permettemmo di scrivere che bisognava tributare tutti gli onori ad un personaggio eccezionale come Paolo Maldini, uno dei segreti di una squadra capace di arrivare allo scudetto, ma che bisognava anche aspettare per giudicare, anzi per criticare anzitempo, il lavoro dei nuovi dirigenti. Che meritavano di essere appunto giudicati su quanto sarebbero riusciti a fare sul campo.  LEGGI TUTTO

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    Imita CR7, si rilassa… danzando, si sbatte in campo, sa segnare gol pesanti. Arriva dall’Almeria, e per lui la Dea ha speso una cifra mai sborsata prima

    Per El Bilal Touré il freddo è un avversario più duro delle entrate di certi difensori. Quando è arrivato in Europa dall’Africa, nel gennaio del 2020, ha visto per la prima volta la neve. Ma la voglia di sfondare nel calcio che conta era talmente tanta che alla fine ha dribblato il rigido inverno francese. Ad ogni brivido per il gelo Touré si ripeteva nella testa che valeva la pena soffrire, perché tutto sarebbe andato bene, nonostante le difficoltà di adattamento. “Al primo allenamento l’abbiamo trovato paralizzato negli spogliatoi, con le mani e i piedi congelati, tanto che abbiamo dovuto aiutarlo a togliersi la scarpe”, ha raccontato a France Football il suo allenatore nella squadra riserve del Reims, Frank Chalençon. LEGGI TUTTO

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    In anteprima sul sito footyheadlines.com le immagini della nuova maglia scelta dal club bianconero

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