consigliato per te

  • in

    Thiaw ha conquistato tutti. Ma quale sarà il futuro degli altri acquisti estivi?

    E ora, ovviamente, la parabola di Malick Thiaw ingolosisce. Ingolosisce Pioli, è chiaro, che finalmente si ritrova un’alternativa valida ai “soliti noti”. Ingolosisce la dirigenza, che inizia a dare un senso alla progettualità della scorsa estate. E ingolosisce i tifosi, avidi di buone notizie da parte degli ultimi arrivati a Milanello. Detto che Thiaw, continuando così, è destinato a un ruolo da protagonista negli ultimi tre mesi di stagione, com’è la situazione degli altri sei giocatori arrivati in rossonero nei mesi estivi del 2022? Andiamo in ordine di ruolo e partiamo quindi da Dest. Situazione decisamente delineata per il nazionale Usa, che farà ritorno al Barcellona senza tentativi di riscattarlo da parte del Milan. Un po’ perché il riscatto è cospiscuo (20 milioni), un po’ perché l’esterno pare non abbia dato sufficienti garanzie in termini di applicazione. Una frase di Pioli, datata circa un mese fa, è emblematica: “Gli ho detto che il suo problema è la testa, deve rimanere concentrato e applicato tutti i giorni perché ha caratteristiche importanti”. Peraltro da qui a fine stagione, col ritorno di Florenzi, difficile pensare a un suo impiego importante. Presenze stagionali: 14. Minuti: 637. Gol: 0. Assist: 0. Media voto: 5,68. LEGGI TUTTO

  • in

    “Il gentiluomo e il ragazzo d’oro”: Pioli e Palladino, tutto cominciò a Salerno

    Aniello Aliberti, ex presidente granata, racconta i due allenatori in vista di Monza-Milan. Per entrambi l’Arechi è stata la prima esperienza nei grandiIn comune hanno un passato granata che riporta alle origini. Memorie sfumate rivolte agli inizi. Monza-Milan mette di fronte Raffaele Palladino e Stefano Pioli, il tecnico rivelazione della Serie A e il mister campione d’Italia. Entrambi hanno cominciato a fare sul serio a Salerno, in Serie B. LEGGI TUTTO

  • in

    I numeri sfocati di Allegri (che si contraddice) e la Juve che ora deve parlare coi fatti

    Le tante assenze nei primi cinque mesi hanno giustificato il rendimento deficitario. Adesso al recupero dei big – da Vlahovic a Chiesa passando per il miglior Di Maria – deve corrispondere un rendimento ben superiore (e il passaggio in coppa) Difficile dire se abbia fatto più notizia la Juve fermata in casa dal Nantes o l’arringa post-partita di Allegri, che ha richiamato tutti all’esame dei numeri. Ammonendo di andare a guardare le classifiche dei gol segnati e incassati: perché – ci ha detto – lui ha sempre avuto la migliore difesa e il secondo miglior attacco del campionato. LEGGI TUTTO

  • in

    La giacca, la pedata, Adani, il tifoso e…: quando Allegri perde le staffe

    “Io non voglio la Juve dell’1-0! Poi mi stufo anche io a sentire queste cazzate che dite”. L’esplosione di Massimiliano Allegri ai microfoni di Sky dopo l’1-1 col Nantes è solo l’ultima perla di un rosario personale che affonda nella carriera del tecnico livornese, sempre molto diretto ma questa stagione ai massimi storici. “Quello che dico io è che se addormentiamo la palla non va bene. Ma non voglio che la squadra vinca 1-0, non l’ho mai voluta, è un luogo comune che ormai viene detto, sono cose inesatte – si è inalberato di fronte a una domanda dallo studio il tecnico bianconero -. Dal Milan alla Juventus, le mie squadre hanno sempre chiuso prime in difesa e seconde in attacco, hanno sempre segnato 70-80 gol: dai dati non scappi, le chiacchiere le porta via il vento. Se volete vi dico sempre di sì così vi do ragione, ma non posso sentire dire che le mie squadre vogliono l’1-0. Voi chiacchierate di niente, io di numeri”. Anche se un facile fact checking dà in realtà numeri ben diversi. LEGGI TUTTO

  • in

    Da Zurlini a Bressan, da Minaudo a Goetze: ecco la top 10 degli eroi per un giorno

    Un gol per la gloria: ecco i calciatori che hanno guadagnato almeno per una volta il ruolo da protagonisti e le magie che li hanno messi al centro della scena A volte basta un attimo per guadagnare la gloria. Ci sono calciatori che passano la vita a cantare in coro, poi ad un tratto si ritrovano al centro del palco, nel ruolo del frontman. E piazzano l’acuto vincente, talmente potente che a teatro scatta la standing ovation. Da Zurlini a Eder, da Minaudo a Goetze, da Bressan a Yanga-Mbiwa, ecco la Top 10 di quelli che da un momento all’altro si trovano inquadrati dai fari dei riflettori. LEGGI TUTTO

  • in

    Marotta, passione parametri zero: ecco tutti i colpi dello specialista

    Le grandi manovre in casa nerazzurra non si fermano e così il lavoro del ds Beppe Marotta. Perché il prossimo mercato va pianificato per tempo, perché i potenziali obiettivi vanno monitorati costantemente e perché in estate si dovrà puntare essenzialmente all’autofinanziamento. In sostanza, si tratterà di saper cogliere le cosiddette “occasioni”, quelle di cui lo stesso amministratore delegato nerazzurro ha spesso parlato e di cui si è rivelato negli anni un autentico specialista. Questo dice l’elenco dei principali colpi messi a segno da Marotta negli ultimi 11 anni. Un elenco ricco di nomi altisonanti, che vale le pena ripercorrere mentre l’a.d. valuta i profili dei prossimi potenziali rinforzi a costo zero, a partire da Smalling (con cui il discorso è già stato avviato), Soyuncu e Pereyra. LEGGI TUTTO

  • in

    Kvara, Leao e quelli che saltano l’uomo: perché il dribbling fa la differenza

    Gli specialisti dell’uno contro uno si sono evoluti, ora sono molto più veloci. E rimangono decisiviDate un pallone a due bambini. Proveranno a passarselo. O, più probabilmente, cercheranno di superarsi uno con l’altro palla al piede. Perché il dribbling appartiene all’essenza stessa del calcio, ne rappresenta la natura più istintiva. Il calcio primordiale infatti si basava proprio su quello: quando nel 1863 la Football Association ne stabilì le regole fondamentali per differenziarlo dal rugby, il passaggio non era quasi nemmeno previsto, i giocatori si affrontavano con il solo intento di portare individualmente il pallone verso la porta avversaria. LEGGI TUTTO