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    Diretta Midtjylland-Atalanta ore 21: probabili formazioni, come vederla in tv e in streaming

    HERNING (DANIMARCA) – “Sarà una partita difficile. Loro sicuramente avranno grande entusiasmo dato che sono al debutto in Champions, ma anche noi non saremo da meno. Abbiamo l’obbligo di iniziare bene il torneo e fare tre punti”. Gasperini non accetta complessi di superiorità soprattutto dopo la brutta sconfitta subita in campionato contro il Napoli, il Midtjylland non va sottovalutato. Un anno fa era l’Atalanta la novità della Champions League, si preparava a fare il suo esordio assoluto nella competizione per club più ambita, questa volta parte con più consapevolezza che però non deve tramutarsi in presunzione. Sarebbe importante cominciare bene e lanciare un segnale alle altre due del girone D, Liverpool e Ajax. 
    Le partite in programma della giornata di Champions League
    Le classifiche dei gironi di Champions
    Midtjylland-Atalanta, dove vederla in tv e streaming
    Il fischio di inizio di Midtjylland-Atalanta è previsto alle 21, la gara si giocherà alla MCH Arena, stadio di Herning, in Danimarca, e sarà trasmessa in esclusiva su Sky sul canale Sky Sport oppure in streaming tramite l’app SkyGo. Tuttosport.com seguirà la partita in tempo reale.
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    Le probabili formazioni di Midtjylland-Atalanta
    MIDTJYLLAND (4-2-3-1): Hansen; Andersson, Sviatchenko, Sholz, Paulinho; Onyeka, Cajuste; Dreyer, Sisto, Evander; Kaba. ALL.: Priske. A disp.: Andeersen, Cools, Kraev, Manjrekar, Anderson, Mabil, Brumado, Vibe, Hoegh.
    ATALANTA (3-4-1-2): Sportiello; Toloi, Palomino, Djimsiti; Hateboer, Freuler, De Roon, Gosens; Gomez; Muriel, Zapata. ALL.: Gasperini. A disp.: Rossi, Ruggeri, Romero, Depaoli, Mojica, Pasalic, Pessina, Lammers, Ilicic, Miranchuk.
    Arbitro: Dias (Portogallo) LEGGI TUTTO

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    Lazio-Borussia Dortmund 3-1, il tabellino

    ROMA – E’ dolce il ritorno in Champions League della Lazio dopo 13 anni: la squadra di Inzaghi inizia i gironi con una strepitosa vittoria casalinga contro il Borussia Dortmund. Ciro Immobile (doppietta da ex) e Akpa Akpro firmano la vittoria sui ragazzi di Tuchel, a cui non basta il gol del solito Haaland.
    LAZIO-BORUSSIA DORTMUND 3-1: NUMERI E STATISTICHE
    LAZIO (3-5-2): Strakosha; Patric, Luiz Felipe (6′ st Hoedt), Acerbi; Marusic, Milinkovic-Savic (22′ st Akpa Akpro), Leiva, Luis Alberto (36′ st Parolo), Fares; Correa (23′ st Muriqi), Immobile (36′ st Caicedo). A disposizione: Reina, Armini, Anderson, Czyz, Escalante, Alia. Allenatore: Simone Inzaghi
    BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1): Hitz; Piszczek (20′ st Brandt), Hummels, Delaney; Meunier, Guerreiro, Witsel, Bellingham (1′ st Reyna); Reus (33′ st Reinier), Sancho; Haaland. A disposizione: Bürki, Passlack, Dahoud, Morey, Raschl, Knauff, Unbehaum. Allenatore: Favre
    ARBITRO: Turpin (Francia)
    MARCATORI: 6′ pt Immobile (L), 32′ pt aut. Hitz (B), 26′ st Haaland (B), 31′ st Akpa Akpro (L)
    NOTE: Ammoniti: Luis Alberto, Strakosha (L); Delaney, Reyna (B). Recupero: 1′ e 4′ LEGGI TUTTO

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    La Juve di Morata fa urlare Lapo Elkann: «Grande Alvaro!»

    TORINO – La vittoria della Juventus a Kiev nell’esordio in Champions League fa urlare su Twitter anche l’imprenditore Lapo Elkann, grande tifoso bianconero: «Complimenti a tutta la squadra e in particolare al Grande Álvaro perla doppietta e al Maestro Pirlo all’esordio in #Champions panchina #finoallafine». Prima del match, l’azionista aveva fatto riferimento all’assenza di Cristiano Ronaldo: «Anche se senza il nostro CR7…Spero.. un po’ come TUTTI i Tifosi…di vedere una Squadra Concentrata , Grintosa e senza Paura. DOBBIAMO Vincere». Missione compiuta e applausi per tutti. Per la nuova Juve di Pirlo serve tempo, ma intanto i successi sono fondamentali per far crescere la fiducia. Peccato solo per l’infortunio a Giorgio Chiellini. LEGGI TUTTO

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    Dynamo Kiev-Juve 0-2: Morata trascinatore, Pirlo è subito da Champions

    Come in campionato, Andrea Pirlo anche in Champions bissa la festa per l’esordio da allenatore con quella per la prima vittoria. E pazienza per il dispetto a Mircea Lucescu, che ha proposito di esordì lo lanciò sedicenne in Serie A nel Brescia: Pirlo lo ha ringraziato con un lungo abbraccio durante il riscaldamento e uno nel prepartita. Poi ognuno per sé, come è normale che sia, e l’allievo supera il maestro sfruttando bene le risorse superiori.
    Risorse tra le quali il tecnico bianconero ritrova Ramsey e con lui rilancia dal primo minuto Chiellini, Cuadrado e Rabiot, per una Juventus più esperta ma che comunque continua a provare soluzioni nuove: stavolta Danilo il terzino-centrale lo va a fare a sinistra, permettendo a Cuadrado di rimanere sulla sua amata fascia destra, mentre in impostazione Bonucci si trova sul centro destra con Chiellini regista difensivo, compito in cui si disimpegna egregiamente a conferma di come certe ruvidezze tecniche del passato siano ormai solo un ricordo. In avanti Kulusevski si accentra con Morata e Ramsey in fase offensiva per allargarsi davanti a Cuadrado con palla alla Dynamo, lasciando il gallese e lo spagnolo più avanti. Posizioni “stabili”, invece, per Chiesa a sinistra e Bentancur e Rabiot davanti alla difesa.

    Proprio Chiesa, all’esordio in Champions come Kulusevski, firma il primo pericolo al 12′: Morata si libera di due avversari a destra e avvia un’azione in velocità che transitando da Kulusevski e Ramsey si chiude a sinistra, dove l’ex viola con un diagonale costringe Bushchan alla deviazione in angolo. Bella parata che il portiere ucraino rischia di vanificare poco dopo, quando esce a vuoto su un corner scaturito dal precedente e un sorpreso Chiellini per poco non ne approfitta di testa. Tempo di un’altra conclusione di Chiesa, stavolta fuori, che poi proprio il capitano è costretto a chiedere il cambio per un problema muscolare ai flessori della coscia destra. Entra Demiral che si piazza sul centro destra mentre Bonucci riprende la classica posizione di centrale puro nella linea a tre in fase di impostazione, di centrale di sinistra nella linea a quattro difensiva. Il turco l’evoluzione tecnica di Chiellini deve ancora farla (d’altra parte ci sono 14 anni di differenza) e la Juventus perde qualcosa nella prima impostazione, ma continua a mantenere il controllo provando a pungere sulle fasce. Ci riesce quasi al 34′, quando Ramsey chiude una bella azione personale a sinistra con un cross basso per Kulusevski che di tacco impegna Bushchan. Facile, invece, per il portiere ucraino, bloccare il tiro centrale del gallese servito da sinistra da Chiesa al 40′ E’ l’ultima occasione di un primo tempo chiuso con la sensazione che una Juventus un po’ meno compassata – soprattutto in Bentancur (anche impreciso) e Rabiot – potrebbe facilmente aver ragione della Dynamo, a cui i bianconeri (in arancione) hanno dimostrato di poter comunque far male sulle fasce, dove il compatto 4-1-4-1 di Lucescu concede un po’ di spazio pur di chiudere ogni varco al centro.
    Sensazione che si trasforma in realtà a meno di un minuto dall’inizio del secondo tempo. Bentancur trova Chiesa largo a sinistra, l’ala si libera di un avversario e crossa basso per Ramsey, che vistosi chiuso il tiro appoggia di tacco al limite per Kulusevski: la respinta di Bushchan sul sinistro dello svedese è un regalo perfetto per i 28 anni che Morata compirà venerdì e che inizia a festeggiare firmando lo 0-1. All’11′ arriva finalmente il momento dell’esordio stagionale per Dybala, che rileva Kulesevski prendendo però tatticamente il posto di Ramsey, che invece assume i compiti dello svedese. Il vantaggio non cambia il copione della partita, con la Juventus in compassato controllo di una Dynamo piuttosto rinunciataria fino a una ventina di minuti dalla fine, quando la squadra di Lucescu cambia uomini, assetto e atteggiamento provando a schiacciare i bianconeri. Pirlo inserisce forze fresche con Arthur per Bentancur e soprattutto Bernardeschi per Ramsey (buona partita) a destra, dove la Dynamo stava premendo. Proprio da lì però la Juventus chiude la partita al 39′: Cuadrado largo ha tempo di guardare in mezzo e pennella un cross perfetto per Morata, che di testa firma la sua doppietta e si scalda in vista del personale derby spagnolo con il Barcellona. Senza dimenticare il Verona in mezzo. Per riprendere anche in campionato il passo giusto con cui la Juventus ha iniziato la Champions. LEGGI TUTTO

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    Dinamo Kiev-Juventus 0-2, il tabellino

    KIEV – Un grandissimo Morata consegna alla Juventus una vittoria d’oro in casa della Dinamo Kiev: il numero nove bianconero stende gli ucraini con una doppietta nella ripresa. Un infortunio in difesa è la nota negativa per Pirlo, che Chiellini per un guaio muscolare.
    DINAMO KIEV-JUVENTUS 0-2: NUMERI E STATISTICHE
    DINAMO KIEV (4-3-3): Buschchan; Kedziora, Zabarnyi, Mykolenko, Karavaev (25′ st Popov); Buyalskiy (44′ st Garmash), Sydorchuk, Shaparenko; Tsygankov (26′ st Verbic), Supryaga, De Pena (16′ st Rodrigues). A disposizione: Andrievsky, Boyko, Duelund, Lednev, Neshcheret, Shepelev, Syrota, Tsitaishvili. Allenatore: Lucescu
    JUVENTUS (3-4-1-2): Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini (20′ pt Demiral); Chiesa, Bentancur (33′ st Arthur), Rabiot, Cuadrado; Ramsey (34′ st Bernardeschi); Kulusevski (11′ st Dybala), Morata. A disposizione: Buffon, Frabotta, Pinsoglio, Portanova. Allenatore: Pirlo
    ARBITRO: Hategan (Romania)
    MARCATORI: 1′ st, 39′ st Morata
    NOTE: Ammoniti: Bentancur, Cuadrado, Demiral (J). Recupero: 1′ e 3′ LEGGI TUTTO

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    Juve, contro la Dynamo Kiev punta sulle ali

    TORINO – La Juventus è a Kiev da ieri sera mentre Andrea Maldera, tattico della Nazionale del ct Shevchenko e in passato anche del Milan, ha lasciato la capitale dell’Ucraina alla fine della scorsa settimana dopo il successo contro la Spagna. Gol decisivo di Tsygankov, uno degli otto giocatori che Mircea Lucescu ha “prestato” alla Nazionale durante l’ultima sosta. Maldera conosce alla perfezione la Dynamo Kiev, che spesso segue dal vivo assieme a Sheva (l’ex milanista sarà in tribuna anche stasera), e anticipa per Tuttosport le chiavi tattiche che potrebbero fare la differenza nella sfida di Champions League contro la Juventus.

    Buongiorno Maldera, partiamo dalla Juventus: le sue prime impressioni su Pirlo allenatore?«Andrea sta puntando su una proposta di calcio moderna: vuole dominare la partita. I principi di gioco sono contemporanei, lui sta cercando di portare qualcosa di nuovo. Penso alla linea difensiva che passa da tre in costruzione a quattro in fase di non possesso. Oppure Szczesny che si trova a giocare la palla in linea con i centrali come nella partita contro la Roma. In questo momento è normale che la squadra abbia meno certezze che in passato: molti giocatori sono nuovi e giovani, come lo stesso Pirlo. Qualche rallentamento è fisiologico. Ma va contestualizzato nel momento di cambiamento della Juventus, che con Andrea ha iniziato un ciclo nuovo. Pirlo, che è molto intelligente e conosce la Juve, sa benissimo che dovrà trovare una quadratura in fretta. Sono convinto che ci riuscirà perché lui è competente e ha a disposizione giocatori evoluti».
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    Morata, fai il CR7! In forma, carico e se c’è la Coppa è sempre decisivo

    TORINO – C’è chi la soffre, chi si esalta: la Champions League divide e Alvaro Morata sta, senza dubbio, nella seconda schiera. Il bomber spagnolo in coppa, è più frizzante, elettrico e soprattutto decisivo. Questione di feeling o forse predestinazione se esordisci a 20 anni, segni il primo gol a 21 e la vinci a 22 (la decima del Real Madrid nel 2014 agli ordini di Carlo Ancelotti e al fianco di Cristiano Ronaldo).
    Ma che la Champions è casa sua, Morata l’ha scoperto più concretamente nella stagione successiva, con la maglia della Juventus che, con i suoi gol nei momenti cruciali (quarti con il Borussia e semifinali con il Real Madrid), aveva contribuito a portare in finale, dove aveva segnato il gol del momentaneo pareggio con il Barcellona. Una storia, quella delle due stagioni in Champions con la maglia della Juventus, costellata di gol (7 in 20 partite) e prestazioni brillanti. E il suo ritorno al Real è coinciso con un’altra coppa alzata (paradossalmente proprio contro la Juventus a Cardiff).

    E anche nelle sue stagioni più opache, fra Chelsea e Atletico Madrid, Alvaro ha lasciato il segno in Champions: 3 gol in 11 partite con i Blues, 3 gol in 10 partite con l’Atletico. E con i biancorossi spicca la doppietta a Anfield Road, grazie alla quale la squadra di Simeone ha eliminato il Liverpool campione d’Europa agli ottavi. Tra l’altro, proprio non essere stato schierato nel successivo quarto di finale contro il Lipsia, è stato uno dei degli screzi da cui è maturato il divorzio dall’Atletico e il ritorno alla Juventus di Morata.
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    Cristiano Ronaldo in smart working: “È come se fossi là”

    TORINO – Suo malgrado Cristiano Ronaldo dovrà iniziare questa Champions League seduto sul divano. Un divano di super design, per carità, comodissimo ed ergonomicissimo. Posto a debita distanza da un televisore che probabilmente fa a gara con il maxischermo di un cinema in quanto a pollici e nitidezza d’immagine. E che è collegato, il televisore avveniristico, ad un impianto audio che praticamente farà sembrare a CR7 di averceli in soggiorno i 20mila tifosi della Dynamo in realtà presenti allo stadio.

    Ciò non dimeno, il fatto è incontrovertibile, il portoghese avrà lo stesso stato d’animo d’una tigre al bioparco circondata dalle immagini della Malesia. Recluso in isolamento – sia pure, buon per lui, asintomatico – soffrirà parecchio in questo ruolo da semplice spettatore che gli è così poco congeniale. E spererà ancor di più che a forza di far tamponi ne arrivi uno che certifichi la sua negativizzazione al Covid 19 e gli permetta di far partire il conto alla rovescia per il rientro in campo. LEGGI TUTTO