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    Juve, il sogno Zidane e l'idea Gattuso: il casting allenatore

    Non è ancora una panchina per due (Pirlo/Allegri), anche se le quotazioni del livornese sono segnalate in salita in caso di ribaltone estivo. Ma accanto all’ipotesi restaurazione (di cui parliamo a pagina 2) ci sono altre idee. L’alternativa più intrigante all’Allegri bis è rappresentata da Zinedine Zidane, da anni il sogno dei tifosi. Il francese è molto più che un ex sempre amato. Al Real Madrid, prima con Cristiano Ronaldo e adesso senza, si sta dimostrando pratico e vincente. Zizou ha festeggiato tre Champions consecutive tra il 2016 e il 2018 (record assoluto) e, dopo le dimissioni, è tornato al Bernabeu rianimando una squadra in crisi e inanellando altri trionfi anche senza CR7. L’anno scorso ha conquistato la Liga e in questa stagione è ancora in corsa per campionato e Champions League. L’ex fuoriclasse juventino è molto più che un gestore di campioni. È un grande allenatore. Pragmatico, umile e carismatico. A Zizou non interessa essere ricordato come uno scienziato del calcio, ma probabilmente passerà alla storia come uno degli allenatori più vincenti.

    Zidane deciderà a fine stagione

    Al Real Madrid tutto può cambiare in fretta e con Zidane di scontato non c’è mai nulla. A confermarlo è stato lo stesso presidente dei blancos Florentino Perez, probabilmente prudente dopo le dimissioni del tecnico nel 2018: «Zidane è il miglior allenatore che abbiamo avuto, una leggenda. Adesso non dice nulla, penso sia contento. Però con lui non si sa mai. Il contratto ce l’ha, poi decide lui». Già, l’accordo Zidane-Real Madrid scade nel 2022, ma l’allenatore ha la possibilità di svincolarsi pagando una piccola penale. 

    Tutti gli approfondimenti nell’edizione odierna di Tuttosport LEGGI TUTTO

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    Zavarov compie 60 anni: gli auguri speciali della Juve

    TORINO – Compie oggi 60 anni Oleksandr Zavarov. Alessandrino di Kiev, così ribattezzato dalla stampa per la sua militanza nella Dinamo Kiev, ha giocato dal 1988 al 1990 con la maglia della Juve vincendo con la Vecchia Signora la Coppa Italia e la Coppa Uefa (quella nella finale tutta italiana, la prima della storia, contro la Fiorentina) nella stagione 1989-90. Nel giorno del suo 60° compleanno la Juve gli ha voluto porgere i propri auguri speciali attraverso i propri social.
    Zavarov e l’esperienza alla Juve
    Messosi in mostra con la maglia dell’Unione Sovietica sia nel Mondiale 1986 che all’Europeo di Germania Ovest, dove i ragazzi di Lobanovsky si arrendono solo in finale contro l’Olanda, attira l’interesse della Juve, che lo acquista per 7 miliardi di lire (5 milioni di dollari, dei quali 2 vanno al Ministero dello sport, 2 alla Dinamo Kiev, 1 allo Stato). All’epoca 27enne, Zavarov porta con sè la benedizione del suo maestro, il “colonnello” Lobanovsky, che di lui disse: “Come Maradona, Zavarov ha una tecnica incredibile, può decidere una partita in qualsiasi momento, sa organizzare il gioco e difendersi”. Nella sua esperienza in bianconero colleziona 76 presenze totali e 13 gol. La Juve e i suoi tifosi non l’hanno dimenticato e oggi lo hanno voluto omaggiare nel giorno del suo compleanno numero 60. LEGGI TUTTO

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    Juve-Parma 3-1: Alex Sandro e De Ligt rilanciano Pirlo

    TORINO – Non è il caso di eccedere in trionfalismi o giudizi esagerati, ma non conviene neanche omettere le cose buone, i meriti, i passi avanti di una Juventus consolante. A modo suo, naturalmente: senza incantare, ma sovrapponendo un primo tempo così così a un secondo in evidente crescendo i bianconeri possono mettere a bilancio tre gol (ok, era il Parma, la penultima forza del campionato, nonché la seconda peggior difesa…) e una buona dose di entusiasmo. Bergamo è passata con tutto il suo carico di sventure e il 3-1 dello Stadium certifica per la Juve il terzo posto temporaneamente ritrovato, aspettando l’esito di Roma-Atalanta, e con la targa del Milan ormai in vista. I rossoneri sono a -1 e con lo scontro diretto del 9 maggio da giocarsi allo Stadium: pensare positivo, insomma, si può.Guarda la galleryDoppietta show di Alex Sandro e De Ligt: la Juve rimonta il Parma

    Nuovi goleador

    E’ la notte degli eroi che non ti aspetti, del capitano juventino del futuro e del terzino perennemente accostato al mercato, riuniti sotto l’ombrello del gol. Alex Sandro e Matthijs de Ligt, per una volta, hanno sopperito alle difficoltà degli attaccanti dalla vena realizzativa azzerata: il brasiliano non aveva mai segnato una doppietta in bianconero, l’olandese cercava il primo gol stagionale, magari come solo lui sa fare, su azione d’angolo, da califfo aggiunto ai sovrani della prima linea. Ecco, è andata proprio così: l’ex Porto, a cavallo tra il gong del primo e l’avvio del secondo tempo, ha stampato due montanti in faccia a Colombi, malcapitato punching ball di un Parma – orfano di nove elementi – sempre più dimesso, alle prese con la paura di una retrocessione complicata da cancellare e soprattutto illuso da un buon avvio di partita, fatto di coraggio e pressione alta sull’avversario. Tutto inutile, la Juve man mano ha preso campo e il risultato è sembrato la logica conseguenza di un divario sempre più chiaro. Alex Sandro, dunque, con la sua doppietta ha rimontato la punizione vincente di Brugman, disegnata sopra la barriera dove Cristiano Ronaldo inspiegabilmente si copriva il volto e non saltava per opporsi alla traiettoria. Buffon neppure si muoveva: 1-0 e obbligo di rimonta per i bianconeri. L’1-1 arrivava prima dell’intervallo (schiaffo di sinistro di Alex Sandro su tocco di De Ligt in seguito ad angolo calciato da Cuadrado), mentre il 2-1 a inizio ripresa si concretizzava grazie a un colpo di testa del brasiliano a zero metri dalla porta emiliana. La costante? Il cross di Cuadrado, naturalmente, e con velo involontario di Dybala ad agevolare il tap in del compagno. Il 3-1 portava la firma di De Ligt su corner di… Cuadrado (e chi se non il colombiano?).

    La corsa Champions continua

    In coda a una serata tranquilla, Pirlo porta a casa la prestazione in crescita di Paulo Dybala, che ha alzato il minutaggio (84 minuti, poi il cambio con Morata) e almeno in un paio di occasioni ha sfiorato la rete, la solita vivacità dell’insostituibile Cuadrado (alto a destra, l’ex Chelsea va sempre più a nozze), la voglia generale di riprendere la caccia al posto Champions nonostante l’assenza dell’uomo più determinante di tutti: Chiesa, mascherato e sorridente in panchina. Poche tracce di Cristiano Ronaldo, al rientro dopo il pit stop di Bergamo: CR7 ha toccato tanti palloni, ha tirato in porta, ha provato e riprovato, ma neanche di carambola (e in fuorigioco) l’ha messa in buca, malgrado Dybala abbia fatto di tutto per combinare con lui. E nel recupero è stato anche ammonito. Pirlo ha messo dentro un po’ tutti in corso d’opera, da Kulusevski a Rabiot, passando per Ramsey e pure Bernardeschi appena guarito dal Covid. Ma le difficoltà non sono mancate: occhio, per esempio, al salvataggio di Arthur su Grassi per un 2-2 solo potenziale. Già, davanti a Buffon si continua a ballare un po’. A D’Aversa, invece, per salvarsi servirà un miracolo: non può bastare la buona organizzazione del suo Parma per evitare la B.

    JUVE-PARMA, TABELLINO E STATISTICHE LEGGI TUTTO